Visualizzazione post con etichetta ben stiller. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ben stiller. Mostra tutti i post

TROPIC THUNDER

Hollywood. L'arrogante produttore Les Grosman (Tom Cruise) è sicuro: sarà un grande film quello che ambienterò nella giungla vietnamita.

Ecco il cast: Tugg Speedman (Ben Stiller), eroe di pellicole alla Rambo; il cocainomane, instancabile scoreggione Jeff Portnoy (Jack Black); il rapper Alpha Cino e con la faccia rifatta dal chirurgo, il fanatico dell'Actor's Studio Kirk Lazarus (Robert Downey Jr.).

Poi i continui capricci dei quattro divi e una vera mina che fa saltare in aria il set convincono il regista Damien Cockburn ad accogliere la proposta del soggettista Quattrofoglie Taback (Nick Nolte), che malgrado un libro di successo, la giungla non l'aveva mai vista.

E la finta guerra si trasforma in vera guerriglia contro i narcotrafficanti.

TROPIC THUNDER scritta, diretta e interpretata da Ben Stiller, è una rumorosa, efficace e sboccatissima parodia del genere bellico, che mette alla berlina soprattutto lo star system hollywoodiano (che comunque non credo abbia tremato granchè), il tutto contornato da un cast di stelle.

Da dire che lo scatenato Ben sbeffeggia senza freni classici come APOCALYPSE NOW e IL CACCIATORE, allungando il brodo con rumori e battute pierinesche.

Gran colonna sonora 70es che rievoca gli anni del vero conflitto del Vietnam.

Strepitosa la trovata dell'attore stanislavskiano che cambia colore della pelle per interpretare un nero, con gran merito a Downey Jr. che fa un ottimo lavoro.

TOWER HEIST - COLPO AD ALTO LIVELLO

New York. Si infuria di brutto Josh Kovacs (Ben Stiller), il direttore del personale del Tower, un lussuoso grattacielo residenziale di Central Park di proprietà del magnate Arthur Shaw (Alan Alda), che vive nell'attico in cima alla torre.

Lo sfrontato milionario, verso cui il manager ha sempre avuto una forte ammirazione e per il quale ha sempre gestito con rigore e professionalità tutti gli impegni, oltre a uno stuolo di dipendenti e di clienti, è accusato dall'FBI di bancarotta fraudolenta.

Inoltre ha fregato anche i fondi pensioni dei dipendenti, lasciando i poveretti nello sconforto e senza un soldo.

Pronti però a coalizzarsi, sotto la guida dello scaltro ladro Slide (Eddie Murphy) per la sensazionale e folle stangata risarcitoria.

TOWER HEIST - COLPO AD ALTO LIVELLO è una avvincente e spassosa crime-comedy di rapina, ruffiana quanto basta, che prende (come spesso capita ad Hollywood i ricchi e potenti sono perfidi e cattivi nda) le parti dei poveracci, truffati dall'immancabile Madoff di turno e pronti a trasformarsi in temporanei giustizieri senza macchia e senza paura.

In un cast davvero in palla, spicca per misura il simpatico ed autocontrollato Eddie Murphy. 

Nota di merito anche per Ben Stiller (piuttosto inedito, non il solito sfigato cronico ma un perfetto leader della working class metropolitana).

...E ALLA FINE ARRIVA POLLY

New York. Quant'è pignolo il mite assicuratore ebreo Reuben Feffer (Ben Stiller), che ha architettato la sua esistenza sul calcolo delle probabilità. È una deformazione caratteriale e professionale, colpa anche dell'invadente mamma Vivian, che gli ha iniettato infinite fobie.

Prudente in modo esasperato, timido, igienista, debole di stomaco, è anche perito di una compagnia di assicurazione che analizza il tasso di rischio dei potenziali clienti.

Eppure ha trovato l'anima gemella e se l'è sposata. Peccato che la sua Lisa durante la luna di miele, gli pianta due belle corna con l'istruttore di sub, ai Caraibi.

Per sua fortuna ha un amico d’infanzia, scorreggione e volgarissimo, (Philip Seymour Hoffman), un attore fallito dopo un effimero momento di gloria legato ad un film giovanilistico, che lo assiste e sostiene, soprattutto nel momento più duro.

Mentre ogni sera ripone coscienzioso nel comò i 15-cuscini-15 decorativi che adornano il letto, per fortuna ha il tempo di bussare alla porta dell'esuberante e hippy ex compagna di scuola Polly (Jennifer Aniston).

...E ALLA FINE ARRIVA POLLY è una commedia rosa piuttosto banale, con i meccanismi della comicità demenziale, sull'eterno tema dell'amore tra soggetti apparentemente incompatibili e quindi altamente improbabile. Intrisa di umorismo goliardico, gli insistiti rumori intestinali hanno nettamente la meglio sui dialoghi frizzantini.

Se come sempre Jennifer Aniston risplende di luce propria, il più bravo è il caratteristica Philip Seymour Hoffman, in un ruolo prettamente comico.

Vedibile ma non rivedibile.

MI PRESENTI I TUOI?

Miami. E' qui per conoscere i futuri consuoceri il rigido e prepotente ex agente della CIA Jack Byrnes (Robert De Niro). Con il riluttante futuro suocero la moglie Dina, la figlia Pam (Teri Polo) e l'aspirante genero, l'infermiere Greg Fotter (Ben Stiller).

Ecco gli espansivi genitori Fotter, l'avvocato Bernie (Dustin Hoffman) e la spregiudicata terapista del sesso "anta" Roz (Barbra Streisand) lontani anni luce dai Byrnes.

Non solo perché vivono in Florida ma perchè vivono e si comportano da liberal anni 60 ‚ tra sex, drugs and rock’n’roll.

Seguito del popolarissimo TI PRESENTO I MIEI (regia sempre di Jay Roach) questo MI PRESENTI I TUOI?  è assolutamente degno del meno volgare capostipiste, il che è un elogio ­ o un insulto ­ a seconda di cosa avevate pensato del capitolo 1.

Film che vede la presenza di tre premi Oscar: infatti ai burloni De Niro e Stiller s'aggiungono il clown Hoffman e la rediviva Barbra Streisand per un incasso di quasi 300 milioni di dollari nei soli Stati Uniti.

Qualche situazione si ripete (Ben Stiller sottoposto al siero della verità) e il 99% delle gag è basato sul sesso o su problemi di basso ventre, che alla lunga sono abbastanza stancanti.

La scena clou?

Il cagnolino che sprofonda nel water con lo sciaquone azionato da Sfiagatto o lo stesso che si fa possedere dal cane dei Fotters.

Decidete voi.

LO SPACCACUORI

San Francisco. Troppo presto il single sfigato Eddie Cantrow (Ben Stiller), proprietario di un avviato negozio di articoli sportivi, effettua il "grande passo" d'amore e sposa la bionda ricercatrice ambientale Lila (Malin Akerman).

Scoprirà in viaggio di nozze che la neoconsorte ha lati caratteriali inizialmente nascosti: oltre che essere una micidiale rompiballe è disoccupata, sessualmente isterica, ex cocainomane, egoista e anche cretina.

Ovvio che si innamori di un'altra donna durante la luna di miele in Messico: questa graziosa bruna, Miranda (Michelle Monoghan) è la donna della mia vita.

Affiatati come pochi, gli incorreggibili fratelli, Bobby e Peter, Farrelly e Ben Stiller (per la prima volta canuto), a cui affiancano una sosia di Cameron Diaz (Malin Akerman), si riuniscono per un'altra commedia irriverente e bizzarra.

Tentando di ricalcare fedelmente i toni surreali e oltraggiosi ("marchio di fabbrica" della regia) di TUTTI PAZZI PER MARY, questa pellicola dei fratelli Farrelly difetta però nel concentrare la vis comica nella prima parte del soggetto (i primi venti minuti in pratica) che si stempera, nei toni e nel ritmo, nella parte conclusiva a cui stancamente approda.


Anche se rimpinzato di equivoci e di goliardia, con linguaggio adeguato, il film ripropone gli stilemi della commedia hollywoodiana (avvicendamento, equivoci più diversi, ricchezza di colpi di scena, telefonato lieto fine) senza aggiungere al prodotto soluzioni originali o coraggiose.

E' innegabile che ogni tanto si ride.

VI PRESENTO I NOSTRI

Chicago. Trascura la moglie Pam e i due gemelli, l'infermiere (ma guadagna quanto un primario?) Greg Fotter (Ben Stiller), turbato in ospedale dalla seducente rappresentante farmaceutica Andi Garcia (Jessica Alba), che, dopo un clistere di apertura, gli presenta un prodotto di sicuro successo: il Sustengo, similviagra per cardiopatici.

Il sospettoso suocero, l'ex agente della Cia Jack Byrnes (Robert De Niro), è messo in allarme dai furtivi incontri con la ragazza e tampina perciò il giovane, già incautamente eletto futuro patriarca della famiglia.

Di cui fa parte il consuocero farfallone Bernie (Dustin Hoffman), tornato da Siviglia dopo un corso di flamenco.

Vi presento i nostri è un indecente commedia farsesca, terza, sguaiata, tappa di una pierinesca serie di incredibile successo che minaccia di proseguire.

Detto del clistere di apertura affidato alle manine della bella Jessica Alba, nella cineteca della vergogna la scena in cui  De Niro, affetto da persistente priapismo, si fa fare un'iniezione(sulla parte dolente) dall'esagitato Ben Stiller.

Ridateci i cinepanettoni.

Solo una domanda: come hanno fatto due grandi come Robert De Niro e Dustin Hoffman ad accettare un film così brutto?

STARSKY & HUTCH

Bay City (Usa), anni settanta. L'impunito super trafficante di droga Reese Feldman (Vance Vaughn) uccide sul proprio yacht davanti all' impaurita squinzia Kitty (Juliette Lewis) l'infedele tirapiedi Terrence Meyers e lo butta in pasto ai pesci.

Dell'indagine si occupano due detective della polizia, al loro primo caso importante, il diligente David Starsky (Ben Stiller) e l'irrequieto Ken Hutchinson , detto Hutch (Owen Wilson), che sulla loro magnifica Ford Gran Torino rossa a striscie bianche battono i bassifondi della città in cerca di notizie.

Le più precise e succulente arrivano dall'informatore Huggy Bear (Snoop Dog): c'è un grosso giro di coca in vista.

Nell'attesa di inchiodare il colpevole diamo un occhiata a qualche bella ragazza pon pon.

STARSKY & HUTCH è una frizzante e piacevole commedia pseudopoliziesca, diretta da Todd Phillips, che riporta, a trent'anni di distanza, sugli schermi la popolare coppia di un telefilm di successo, in pista nel finale per un'autoironico cameo.

La pellicola dinamica e vivace, grazie soprattutto alla comicità e alla simpatia della coppia che più si è distinta negli ultimi anni, Ben Stiller e Owen Wilson, fila con brio e si lascia vedere volentieri, anche grazie all'orecchiabile colonna sonora e alla netta prevalenza dell'umorismo sulla violenza.

Infine non dobbiamo dimenticarci della partecipazione del rapper Snoop Dogg.

Veramente insuperabile nel ruolo di pseudo boss informatore che ruba spesso e volentieri la scena ai due protagonisti, grazie alla sua irresistibile verve.

TUTTI PAZZI PER MARY

Rhode Island (Usa). Nel 1998 l'imbranatissimo scrittorello Ted (Ben Stiller) non ha ancora dimenticato l'ex compagna di scuola Mary (Cameron Diaz), la più bella del liceo che nel 1985 l'aveva scelto come accompagnatore al ballo di fine anno, di cui ha perso le tracce: di lei sa solo che si è trasferita in Florida.

Per ritrovarla ingaggia l'infido detective privato Pat Healy (Matt Dillon), che in breve rintraccia la ragazza a Miami e prende per lei una cotta clamorosa.

Così al cliente in trepidante attesa racconta un sacco di balle (poveretta, pesa cento chili e viaggia sulla sedia a rotelle) mentre,infilandosi tra uno stuolo di corteggiatori, abborda la ragazza fingendosi un architetto proveniente dal Nepal.

Ma il committente mangia la foglia e accorre sul posto per vederci chiaro.

TUTTI PAZZI PER MARY è una divertente e sboccatissima commedia sentimentale dei fratelli Bobby e Peter Farrelly, già autori di Scemo+ Scemo con Jim Carrey, anche se qui fanno un passo avanti con la sceneggiatura (non con la regia ) di una farsa dove sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del “politicamente corretto” e del buon costume.

Cospargono il tutto di umorismo ultragoliardico, a tratti davvero irresistibile: sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni.

Come si può ben capire certe gag sono abbastanza volgari da mettere in serio imbarazzo qualsiasi genitore che incautamente si sieda coi figli davanti alla tv.

Critici e spettatori divisi in due fazioni, ma Cameron Diaz è deliziosa nel ruolo di candida biondina.

TI PRESENTO I MIEI

Usa. Il timido ed imbranato provincialotto innamorato Greg Fotter (Ben Stiller) accetta l'invito della fidanzata Pam (Teri Polo).

Vogliono approfittare dell'occasione presentata dalla festa di matrimonio della sorella di lei, Debbie, per annunciare a mamma e papà che hanno intenzione di convolare anch'essi a giuste nozze.

I problemi cominciano già all'aeroporto di New York, dove l'imbranato perde la valigia con l'anello, e proseguono una volta in casa, quando lo scorbutico e diffidente genitore, il paranoico e sospettoso ex-agente della Cia Jack Byrnes (Robert De Niro), arriva a fargli il terzo grado con l'ausilio della macchina della verità.

Sei solo un infermiere?

Quindi guadagni poco, al contrario del prossimo marito dell'altra mia figlia, è l'esordio da ko.

Per non parlare della ricchezza e bravura artistica dell'ex di Pam (Owen Wilson).

E lo sconcerto del padrone di casa si amplia non appena scopre che l'aspirante genero detesta i gatti!

Una sexy Teri Polo
Sciocca commedia del regista Jay Roach, autore anche della serie Austin Powers, che qui per fortuna rimane nel recinto del buon gusto.
Anche le catastrofiche gaffe dello spaesato Ben Stiller non sono molto divertenti e il cognome del protagonista, Focker, tramutato nella versione italiana in Fotter (che rende meglio l'idea?) è trovata alquanto squalliduccia.

Ultima riflessione su Bob De Niro: fatta salva la superlativa bravura (e massima adorazione dello scrivente), fare il buffone non è propriamente il suo mestiere.

UNA NOTTE AL MUSEO 2 - LA FUGA

Larry Daley (Ben Stiller) non è più il guardiano del Museo di Storia Naturale, ha fatto fortuna e ora è un giovane imprenditore, reso ricco dall'invenzione della torcia elettrica fosforescente, tra le altre cose.

Malgrado il successo ( e i soldi) non è troppo soddisfatto e sente che qualcosa gli manca.
Quel qualcosa che trova nelle sue sempre più sporadiche visite al vecchio museo.
Ma non è più tempo di statue di cera e plastiche, il Museo di Storia Naturale si sta infatti sbarazzando delle vecchie ricostruzioni come delle piccole miniature. Imballate in casse da viaggio le vecchie attrazioni sono destinate all'archivio federale dello Smithsonian Museum di Washington.

Per uno scherzo della solita scimmietta però assieme alle statue viene imballata anche la tavola egizia che ha il potere di animarle e che, portata a Washington, darà vita a tutto lo Smithsonian Museum compreso Kahmunrah, fratello di quell'Ahkmenrah combattuto e sconfitto nel primo episodio.

L'omino viene così invocato dagli antichi amici inanimati , precisamente al telefono dal cowboy Jedediah (Owen Wilson), soldatini di piombo, animali impagliati e statue di marmo.

Giunto al volo nel museo più grande del mondo, Larry si trova a fronteggiare il megalomane faraone suddetto, ansioso di conquistare il mondo con l'appoggio di altri due illustri complici tornati a vivere, Napoleone e Al Capone.

Tra parentesi l'apparizione di Bonaparte arriva a pennello per i traduttori italiani, che ci infilano una battuta (nè particolarmente comica ma neanche feroce): "Ho dei discendenti in Italia, c'è ne uno alla mia altezza, molto potente e spiritoso, lo conoscono tutti perchè una volta cantava sulle navi".

Battuta che consacra Berlusconi come icona pop.

Scritto e diretto dal recidivo Shawn Levy, autore della già modesta commediola di tre anni prima, che comunque un'ideuzza ce l'aveva, con i personaggi del museo di storia naturale che improvvisamnte prendono vita, non devia in nulla rispetto a quello che ci si aspetta da un sequel hollywoodiano, che nove volte su dieci è una bufala, un'inutile rifrittura dell'episodio pilota.
Se là ogni tanto si rideva, qui ci si annoia e si sbadiglia soltanto.
Anche il percorso del protagonista sarà quello già visto: il personaggio di Larry nonostante l'evoluzione e il successo professionale è allo stesso punto di partenza del primo film, se lì cercava un lavoro per realizzarsi qui non si sente realizzato con il lavoro che ha e la risposta sarà ancora una volta il museo.

Nel frenetico guazzabuglio, esasperato dalla colonna sonora a tutta randa, si agitano Lincoln, Ottavio, che parla in romanesco, Einstein, il generale Custer, il presidente Theodore Roosvelt (ancora il defilato Robin Williams) e la pioniera dell'aviazione Amelia Earhart (la bella Amy Adams). Storia americana, insomma.

Che sbatte fragorosamente contro l'adattamento italiano che non solo abusa arbitrariamente di parlate dialettali ma opera anche una serie di cambiamenti nei dialoghi inserendo provinciali riferimenti all'attualità nostrana.

Riferimenti che non solo cozzano con il film (Napoleone che parla come Berlusconi, Custer che dice di pettinarsi con 100 colpi di spazzola e il cowboy che afferma: "Sei matto come Cavallo Pazzo!") ma che sono anche incomprensibili ad un bambino.
L'unica battuta decente?

Quella sul Pensatore di Rodin: "A furia di pensare è caduto in depressione".

Non basta.

UNA NOTTE AL MUSEO

New York. Finalmente un lavoro per il disoccupato cronico Larry Daley (Ben Stiller), il cui cruccio maggiore è innanzitutto riconquistare la stima del figlioletto Nick, rimasto a casa con la rassegnata mamma Erica.

L'impiego non è il massimo, ma non è il caso di fare lo schizzinoso: guardiano notturno al museo di storia naturale.

Istruito dai colleghi pensionandi Cecil (Dick Van Dyke) e Gus (Mickey Rooney), il giovanotto si mette di vedetta.

Ma che diavolo succede? Il tirannosauro prende minacciosamente vita, seguito da tutti gli animali impagliati, come la dispettosa scimmietta Dexter; idem per i personaggi storici, primo fra tutti il paterno presidente Teddy Roosevelt (Robin Williams).

Che paura! e quanti guai in una notte sola.

UNA NOTTE AL MUSEO è una spumeggiante e sconclusionata commedia semicomica, diretta da Shawn Levy, che ha incassato tantissimo nelle sale americane, sostenuta dagli effetti speciali e destinata a un pubblico di scolari delle elementari.

Nelle sue buffe avventure, lo sfigato Ben Stiller è assediato da mammut, leoni, renne, pretoriani romani, indiani e cowboy, in un guazzabuglio storico e di genere.

Soprattutto ci pensano i due minuscoli rivali/amici, il cowboy Jedediah (Owen Wilson) e l’imperatore romano Ottavio (che parla in romanesco) a mescolare epoche e stili di vita mentre Attila e i suoi si scatenano e gli uomini preistorici si aggirano per i corridoi.

Ma soprattutto non perdetevi la divertente rilettura del T-Rex (qui solo scheletro) di spielberghiana memoria.

Ha avuto un seguito con UNA NOTTE AL MUSEO 2 -LA FUGA