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IL PATTO DEI LUPI

Gevadaun (Francia), 1764. Cosa sarà l'inafferrabile Bestia che sta facendo strage di donna e bambini nella regione?

Per la caccia alla Bestia non basta l'esercito, così il re Luigi XV spedisce sul posto il prode cavaliere Gregoire de Fronsac (Samuel Le Bilhan), sempre accompagnato dal suo amico di "sangue", l'indiano irochese Mani (Mark Dascacos), ottimo combattente.

Il nobile e libertino cavaliere, che non disdegna la frequentazione della casa di piacere dove esercita la sfolgorante Sylvia (Monica Bellucci), s'innamora della graziosa sua pari Marianne de Morangias.

Occhio al suo sanguigno fratello, Jean-Francois (Vincent Cassel).

IL PATTO DEI LUPI è, sulla falsariga di SLEEPY HOLLOW, una rielaborazione in chiave complottistico-gotica della vecchia leggenda della bestia di Gevaudan nella quale si mescola un po' di tutto: cappa e spada, arti marziali, nobili da feuilleton e qualche spruzzo di horror. 

Insomma un trascurabile guazzabuglio dall'idea di partenza interessante e dalla commistione di categorie filmiche (thriller, fantasy, action, sentimentale).
Il film è come la bestia: intrigante finché resta nell'ombra, quando infine viene alla luce si vede che è una patetica mascherata. 

Inoltre alcune trovate sono un pò bizzarre (come ad esempio il pellerossa che pratica il kung fu) ed è tirato inutilmente in lungo (il film dura oltre due ore, troppe per un film del genere), tra sfavillanti costumi e arredamenti sfarzosi.
Monica Bellucci? Come al solito: è bellissima.

NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE

Parigi, 1959. Il giovane reduce d'Algeria Jacques Mesrine (Vincent Cassell) se la spassa con le donnine allegre dei night di Pigalle insieme all'amico Paul, da cui impara l'arte dello scassinatore, grazie ad indirizzi facili di case da ripulire forniti dal boss Guido (Gerard Depardieu).

Se ne va sbattendo la porta di casa dei remissivi genitori che lo vorrebbero vedere sistemato e finisce in Spagna, dove conosce la dolce Sofia, che gli da tre figli, senza riuscire a fargli cambiare vita.

Una rapina fallita lo porta in galera, da cui esce per unirsi, a letto e nelle rapine,con la squillo Jeanne Schneider. Ma lo sgarro a un pezzo grosso della malavita li costringe a fuggire in Canada.

Figurarsi se un tipo del genere, narcisista e mitomane, non si rimette nei guai.

NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE è un gangster movie di maniera di produzione francese che racconta, dall'andamento biografico ma con tanta violenza, le efferate gesta di uno dei più crudeli, ricercati ed eccentrici banditi francesi del dopoguerra, facendone, più o meno volontariamente, se non un eroe, almeno un simpatico guascone.
Dalla pistola facile.

Eccettuato qualche passaggio liquidato un po' troppo frettolosamente dal regista, questa prima parte della vicenda appare ben realizzata con una buona caratterizzazione psicologica del protagonista efficacemente reso dall'interpretazione di Vincent Cassell, letteralmente scatenato, che, malgrado parecchi chili in più, fa strage di flic e di cuori.

IN TRANCE

Londra. Simon (James McAvoy) è un giovane assistente in una prestigiosa casa d'aste. Sepolto dai debiti di gioco e costretto a vivere con un misero stipendio pur lavorando a contatto quotidiano con oggetti d'arte di inestimabile valore, decide di unirsi a un gruppo di ladri esperti comandati da FRank (Vincent Cassel) e trafugare un Goya.

Il furto sembra procedere secondo i piani, fino a che Simon, inspegabilmente decide di agire  secondo la propria iniziativa  e viene colpito duramente alla testa, entrando in coma.

Svegliatosi in stato di amnesia totale e unico a conoscere il nascondiglio del prezioso bottino, Simon viene torturato dai suoi complici, certi del suo tradimento, ma, incrollabile nonostante le terribili sevizie fisiche, riesce a convincere i suoi compari della realtà della propria condizione.

La squadra allora decide di rivolgersi a uno specialista. Simon sceglie di farsi curare dall'affascinante e scaltra dottoressa Elisabeth Lamb (Rosario Dawson), esperta di ipnosi, ma più la donna si addentra nella mente dell'uomo più il mistero, anziché dipanarsi, s'infittisce.

Un mistero che si fa di volta in volta più intricato.

IN TRANCE  è un thriller-noir di ottima fattura e ben recitato. La mano di Danny Boyle, che una serie di grandi successi ha portato sull'Olimpo dei registi più apprezzati dell'Academy di Los Angeles (opere come The millionaire e 127 ORE) al solito è sicura nel dosare azione e suspance, mantenendo il ritmo ad alti livelli.

Danny Boyle torna ad esplorare le alterazioni degli stati mentali, in un film-puzzle ed onirico, in cui i piani della realtà, della menzogna, della veglia e del ricordo sono fatalmente avvolti su se stessi in una spirale in cui spesso diventa difficile orientarsi.

Da segnalare l'ottima performance dei protagonisti, tra cui Vincent Cassell ancora una volta a suo agio nei ruoli drammatici, gli abiti sartoriale di McAvoy e la bellezza (totally naked) superlativa di Rosario Dawson, splendida e sensuale, concentrata in una nudità pre-goyana.




LA PROMESSA DELL'ASSASSINO

Londra. La bionda ostetrica Anna (Naomi Watts) assiste una ragazzina, una prostituta, che muore dando alla luce una bambina.

Di questa donna non si conosce nulla e l'unica cosa che sembra far luce sulla sua vita è un diario scritto in russo sulla cui traduzione la donna spera per ritrovare i parenti della ragazza per dare in affido la bambina.

Un biglietto da visita tra le pagine la porta diritta al ristorante transiberiano del vecchio Semyon, cattivo dall'aria innocente che comanda il figlio farfallone Kirill (Vincent Cassel), sorvegliato dall'efficiente (e letale) autista factotum di casa, Nikolai (Viggo Mortensen).

DOBERMANN

Parigi. E' un pericolo pubblico il rabbioso Dobermann (Vincent Cassell), rapinatore di banche e furgoni carichi di banconote.

Non meno violenti del giovane capobanda i suoi sette complici, un'accozzaglia di criminali mistici, travestiti, omosessuali, drogati, tra cui la fidanzata, la bellissima sordomuta Nat (Monica Bellucci) esperta in esplosivi.

Finchè il sadico ispettore Christini (Tchecky Karyo), a capo di un manipolo di poliziotti brutti, sporchi e cattivi, come e peggio di loro, passa alle maniere forti.

Insomma i cattivi fanno i cattivi e i buoni fanno i cattivi.

DOBERMANN, squinternato e frenetico poliziesco, tratto da un fumetto, è l'opera prima di un regista proveniente dal mondo degli spot pubblicitari, tale Jan Kounen, che trasferisce nel film un'estetica tipica del videogame e del fumetto, fatta di montaggio frenetico da mal di mare, immagini forti da mal di stomaco e ricche di violenza lasciando da parte i contenuti a favore della forma.

Il tutto se talora fa decisamente presa sullo spettatore, più spesso annoia in quanto privo di originalità anche per le grosse lacune recitative di parte del cast, con interpreti caricaturali al massimo, che giocano a fare i duri.

Il livello estetico del film è quello di un videogame, e nell'ostentazione di una oceanica dose di violenza risulta infantile, regressivo, irresponsabile, diretto a un pubblico tra i 15 e i 25 anni, di supposti vidioti di ambo i sessi, ubriachi di pubblicità, discoteche, pornofumetti violenti.

La splendida Monica Bellucci è l'unica nota veramente positiva.

Furba la scelta del regista: mostrare la sua "sfavillante carrozzeria" ma farla tacere.

AGENTS SECRETS

Parigi. Dobbiamo fermare il mercante d'armi Igor Lipovsky, che rifornisce di armi i ribelli in Angola, sibila il colonnello dei servizi segreti Grasset (Andrè Dussollier) al suo uomo di punta, il capitano dei servizi segreti francesi Georges Brisseau (Vincent Cassel).

Così lo 007 vola a Casablanca insieme alla sua collega, la bella e taciturna Lisa (Monica Bellucci) ed altri 2 agenti: la missione è affondare una nave del potente e pericoloso uomo d'affari.

La donna vorrebbe cambiare vita, ma si accorgerà che la ragion di Stato è più forte.

Infatti la missione guidata da Brisseau  va in porto, ma poi qualcosa va storto e Lisa, bloccata alla dogana svizzera, viene arrestata per traffico di stupefacenti.

Scaricato dai suoi superiori, Brisseau cerca di far luce sulla misteriosa vicenda.

Intricato e squinternato film di spionaggio francese che miscela azione, aspettative e acrobazie ma distilla la tensione per far breccia nella psicologia di personaggi abbonati al pericolo.

Giocando con una delle coppie più glamour dello schermo e con le regole del genere, il regista, all'esordio, Frédéric Schoendoerfer mette in scena le quotidiane faccende di una coppia di agenti sull’orlo di una crisi di nervi in cui tra lunghi silenzi e sguardi perduti domina un diffuso e sordo senso di minaccia.

Monica Bellucci (in un fulmineo topless, asettico e carcerario), niente trucco, aspetto dimesso, rinuncia alla consueta immagine glamour.

Bisogna proprio ammetterlo:Vincent Cassel e Monica Bellucci sono proprio una gran bella coppia.

GIOVANNA D'ARCO

Francia, 1428. Ha solo sedici anni la contadinella Giovanna (Milla Jovovich), ancora traumatizzata per l'uccisione della sorella maggiore, che da tempo sente voci divine che la spingono a guidare la rivolta contro gli inglesi usurpatori.

La "pulzella", già leggenda popolare a diciotto anni, riesce, da sola, a superare le linee nemiche inglesi e raggiungere Chinon dove riesce a farsi ricevere dal delfino, il futuro Carlo VII (John Malkovich), che, consigliato dalla suocera Iolanda d'Aragona (Faye Dunaway), le ordina di attaccare gli inglesi e liberare Orléans.

Giovanna vince una battaglia dopo l'altra e la guerra è vinta, anche se le vittime sono innumerevoli e la stessa pulzella è ferita.

L'erede al trono, una volta incoronato, cambia strategia e punta a trattare col nemico inglese per raggiungere un accordo.

Giovanna allora continua la guerra da sola. Tradita, viene presa prigioniera dai Borgognoni, che simpatizzano con gli inglesi, e venduta al nemico per 10.000 scudi. Il re non muove un dito, ben contento di essersi liberato dell'ormai ingombrante fanciulla.

Dopo il processo per eresia va sul rogo il 24 maggio del 1430 sulla piazza del mercato vecchio in Rouen.

GIOVANNA D'ARCO è uno sfavillante e fragoroso melodramma storico che il francese Luc Besson gira all'americana, tanti effetti, tanti movimenti, grande budget, grande spettacolo. Besson ritorna su un tema tanto caro ai cineasti francesi, che, da buoni nazionalisti, non perdono occasione per encomiare i propri, veri o presunti, eroi.

Il realismo del titolo è quello delle scene di battaglia, anzi di assedio, poichè manca uno scontro "in volata" alla BRAVEHEART (unico vero cruccio che rimane).

Crudezze medioevali, costumi curatissmi, ricostruzioni ambientali perfette.

Ottimi gli attori, a cominciare dalla protagonista, l'ucraina trapianta Milla Jovovich, moglie del regista: isterica, ambigua, ispirata, coinvolgente, tanto da trasformare la celebre eroina in un'invasata sanguinaria.

BIRTHDAY GIRL

John Buckingham (Ben Chaplin) è un suddito di Sua Maestà britannica. Questo non è il suo problema principale. Giovane, ma non più di primo pelo. Diciamo trentenne. Diciamolo. Onesto, tristanzuolo, compassato, abita in una villetta squadrata e tranquilla (con il prato. Avete indovinato: all’inglese! Ho sempre detto che ho lettori nella blogosfera molto svegli), annegata nella provincia squadrata e tranquilla del reame suddetto. Come la vita che tira via squadrata e tranquilla. Un giorno via l’altro. E l’altro ancora. E l’altro ancora…

Insomma lo stesso livello di verve di Ciccio Rutelli dopo la TRAMVATA romana.

Lavora in banca, da dieci anni, allo sportello, senza mostrare nessuna qualità particolare se non quella di non avere qualità. Ottima ed apprezzata qualità , per un lavoro del genere.
Con una collega che aspetta e spera che lui si accorga della sua presenza.
Di come lei lo osservi cercando di non spiegazzarlo.
Di come ha immaginato la vita con lui.
Viso a viso eppure sideralmente lontani.
Nonostante l’età non ha la ragazza. O la moglie, se preferite la versione teo-dem.

Possiede (uh!…che strano verbo parlando di donne) invece l’armamentario classico dell’uomo solo. Vhs e riviste porno, qualcuna intinta anche nel sado-maso, così per non farsi mancare niente. Immaginiamo anche la presenza di un simulacro plastico di corpo di donna (volgarmente detta “bambola gonfiabile”).
Poi, un bel giorno (”che ti salta in mente, John?”) fa quello che gli uomini, a tutte le latitudini, dalla Patagonia ai boschi del Canada, dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno ect ect, chiamano in un solo modo: ERRORE.

Decide di ordinarsi una moglie attraverso quel buco nero chiamato Internet. Russa.
Tra i mille visi e corpi e voci e maschere, sceglie.

Il pacco… ehm… la donna (Nadia) ha il viso e la sublime inespressività di una bruna Nicole Kidman. All’aeroporto John trova il suo sorriso nella nebbia. Fino a quando non si accorge che la bella parla solo russo.
Tantosto, come sarebbe necessario, non ha il coraggio di mandarla indietro, già perduto negli occhi (e non solo) meravigliosi di lei. Catturato. da quella che è subito diventata la sua “compagna di giochi”. Amore mi sembra troppo per l’occasione. In verità amore mi sembra sempre troppo.

Gli errori, dicevamo. Gli errori di norma portano guai. Russi. Che si materializzano nel giorno (pare) del suo compleanno e hanno l’aspetto sgangherato ( a prima vista) di Alexei (interpretato dal Sig. Bellucci, Vincenzo Cassel) e Yuri (il poliedrico Mathieu Kassovitz).

Trattasi di evidente tresca di mascalzoni. In combutta con la bella. Seguirà rapina in banca effettuata da John, a cui viene fatto credere che la sua bella è in pericolo. Poi la latitanza, dove John capirà che i morsi della fame sono dolorosi quanto le spine nel cuore.

E’ un film a lieto fine. La trama non è il massimo dell’originalità. E il messaggio è abbastanza chiaro: non fidatevi degli sconosciuti.

Tensione vicina allo zero.

Il film dà una speranza a tutte le donne che aspirano a fare l’attrice. Se ce l’ha fatta Nicole (Kidman)!!
Al netto delle sue chilometriche gambe, ovviamente.
Guardatelo. Se il dvd vi sbatte contro.

DERAILED - ATTRAZIONE LETALE

Chicago. Sul treno delle 8 che lo porta in città viaggia il distratto pubblicitario Charles Schine (Clive Owen), marito della dolce insegnante Deanna (Melissa George), padre dell'adorata figlia Amy, purtroppo in dialisi.

Affermato pubblicitario, una vita apparentemente se non perfetta, almeno tranquilla, quella di Charles.

Ma l'essere umano è debole, e il diavolo ci mette del suo.

Così conosce l'elegante consulente finanziaria Lucinda Harris (Jennifer Aniston) che si offre di pagargli i nove dollari del biglietto.

Presto tra i due pendolari scocca la scintilla della passione erotica, anche perchè lei ha un ricco marito che la trascura.

Nell'alberguccio scelto per il primo incontro piomba però un sadico rapinatore (Vincent Cassel) che picchia a sangue l'uomo, li rapina e violenta (con gusto, pare) la donna.

Chiamare la polizia? Sei matto, dice lei, non posso. E ti prego, non farlo.
Passo poco tempo prima che il bandito, il francese Philippe LaRoche, si faccia vivo con una prima richiesta: ventimila dollari.

E poi l'escalation delle pretese: centomila dollari.

Sarà dura uscirne. Tra senso di colpa e impossibilità di denunciare l'accaduto alla polizia per evitare lo scandalo, Charles si troverà così messo alle corde dal ricatto, fino alla scoperta di un'incongruenza che lo porterà a intuire verità insospettabili.

DERAILED - ATTRAZIONE FATALE è un ben confezionato, ma particolarmente assurdo thriller, che tiene in serbo la sorpresa quasi fino alla fine, in un percorso tortuoso, con evidenti buchi di sceneggiatura.

Il quasi bello Cliwe Owen annaspa in un personaggio attonito, che rasenta l'idiozia.

Vincent Cassel caratterizza in maniera plateale il bandito.

Bisogna capirlo, però.

Avvezzo a Monica Bellucci si è dovuto accontentare dell'ex signora Pitt nella scena di sesso, ovvero Jennifer Aniston.

Insomma un passabile (appena appena) thriller metropolitano usa e getta.