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NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE

Parigi, 1959. Il giovane reduce d'Algeria Jacques Mesrine (Vincent Cassell) se la spassa con le donnine allegre dei night di Pigalle insieme all'amico Paul, da cui impara l'arte dello scassinatore, grazie ad indirizzi facili di case da ripulire forniti dal boss Guido (Gerard Depardieu).

Se ne va sbattendo la porta di casa dei remissivi genitori che lo vorrebbero vedere sistemato e finisce in Spagna, dove conosce la dolce Sofia, che gli da tre figli, senza riuscire a fargli cambiare vita.

Una rapina fallita lo porta in galera, da cui esce per unirsi, a letto e nelle rapine,con la squillo Jeanne Schneider. Ma lo sgarro a un pezzo grosso della malavita li costringe a fuggire in Canada.

Figurarsi se un tipo del genere, narcisista e mitomane, non si rimette nei guai.

NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE è un gangster movie di maniera di produzione francese che racconta, dall'andamento biografico ma con tanta violenza, le efferate gesta di uno dei più crudeli, ricercati ed eccentrici banditi francesi del dopoguerra, facendone, più o meno volontariamente, se non un eroe, almeno un simpatico guascone.
Dalla pistola facile.

Eccettuato qualche passaggio liquidato un po' troppo frettolosamente dal regista, questa prima parte della vicenda appare ben realizzata con una buona caratterizzazione psicologica del protagonista efficacemente reso dall'interpretazione di Vincent Cassell, letteralmente scatenato, che, malgrado parecchi chili in più, fa strage di flic e di cuori.

POTICHE - LA BELLA STATUINA

Saint-Gudule, Francia del Nord, 1977. L'arrogante e dispotico industriale degli ombrelli Rober Puyol (Fabrice Luchini) dirige con guanto di ferro la fabbrica di trecento operai e la sottomessa moglie Suzanne (Catherine Deneuve), borghese e casalinga, che tradisce volentieri con la stagionata segretaria Nadège.

Sequestrato durante uno sciopero dai suoi esacerbati dipendenti, il facoltoso padrone viene rilasciato grazie all'intercessione della moglie e all'intervento di Maurice Babin (Gerard Depardieu), deputato comunista, sindaco e vecchio amante di madame.

Liberato ma infartato, Robert è costretto al ricovero e al timone dell'azienda, con la responsabilità di negoziare coi sindacati, finisce la svagata consorte. Dietro la scrivania e con sorpresa di tutti, Suzanne si rivela donna risoluta capace di corrispondere le rivendicazioni operaie e di rilanciare l'attività aziendale.

Perbacco, che donna. E si scoprirà che non è stata tutta casa e chiesa.

POTICHE - LA BELLA STATUINA è una divertente, spiritosa, perfida commedia francese, uno spasso continuo impreziosito, oltre che dagli effervescenti dialoghi, anche dai begli abiti d'epoca, con relative acconciature, e dalla simpatia dei primattori maschili, il beffardo e monumentale Gerard Depardieu e il subdolo e bisbetico Fabrice Luchini, perfette spalle della soave e fascinosa finta oca Catherine Deneuve.

La storia di una donna che si fa carico del proprio destino e della propria storia, ma anche storia di dinamiche familiari e di affetti (i figli).

Costretta in una gabbia dorata da un marito fedifrago, Suzanne da oggetto ornamentale (il termine potiche del titolo, da dizionario, è un vaso privo di valore che ha il solo scopo di arredare nda) diventa soggetto divorante, capace di muovere i fili di una deflagrazione e "seppellire" (in casa) un marito sorpreso ed incapace di arginarla.





BABYLON A.D.

Mongolia, nell'immancabile scenario apocalittico non troppo lontano. Mentre un'umanita' spezzata e stracciona, tenta di sopravvivere in baraccopoli ai limiti del mondo, vicino a zone radioattive, in lande innevate e sorvegliate da droni da guerra, il rude mercenario americano Toorop (Vin Diesel), silenzioso ed efficiente, sopravvissuto alle guerre che hanno devastato il mondo all'inizio del ventunesimo secolo e finito nella lista dei terroristi più ricercati, si è fatto catapultare davanti ad uno sperduto convento.

Bandito dal suo paese, stanco, impermeabile alle illusioni e deciso a ritirarsi, ha accettato di prelevare, per mezzo milione di dollari, su incarico del mafioso russo Gorsky (Gèrard Depardieu), la candida Aurora (Mèlanie Thierry) e scortarla a New York per consegnarla alla Grande Sacerdotessa (Charlotte Rampling) di una nuova e potente religione.

Poche spiegazioni, molti misteri, troppi soldi.

Con la ragazza, che a due anni parlava già 19 lingue, ha singolari doti paranormali ed è sospettata di essere portatrice di un virus distruggitore, s'imbarca anche la sua energica tutrice, suor Rebecca (Michelle Yeoh).

Auto, treno, sottomarino, motoslitta, che faticaccia giungere a destinazione.

BABYLON A.D. è un farneticante e violento film catastrofico e "cafone" diretto da Mathieu Kassovitz, che mette in scena una frenetica storia, zeppa di assordanti sparatorie, malato di ipercinetismo delle immagini e risibili messaggi sulla fine del mondo.

Interpretato dal divo muscolare e burino Vin Diesel, già protagonista di diversi cult del genere, sempre in bilico tra azione, ironia e gustosissimo trash, emerge l'ex Bond girl Michelle Yeoh, la monaca più manesca ed esperta di arti marziali del pianeta.

La storia, che ruota attorno a un essere speciale, geneticamente modificato per salvare o annientare quel che resta della nostra specie ha grandi pretese e non poca confusione, dando vita ad un opera che non riscrive la storia e non entra in quella del cinema. Dopo un inizio folgorante, che ci ricorda l'abilità dell'autore nel descrivere con occhio antropologico i mondi ai margini, il film inciampa in ogni trappola della retorica, mostrando un'accozzaglia dei peggiori archetipi e luoghi comuni fantascientifici... nullo di nuovo, tutto già visto.


Babylon A.D. è il "Quinto Elemento" del cineasta. Francese, proprio come Luc Besson.