Roma. Come ogni domenica la pimpante vedova della buona borghesia della Capitale Franca Malorni (Giovanna Ralli) invita a pranzo le tre figlie con le rispettive famigliole al seguito.
L'ipocondriaca sfaccendata Barbar (Barbara De Rossi) sposata al fiorista, pacioso e nostalgico Maurizio (Maurizio Mattioli).
La stremata casalinga Sofia (Elena Sofia Ricci) col giornalista de' sinistra, idealista e testardo, Nicola (Rocco Papaleo) e i loro quattro bambini.
La benestante Susanna (Galatea Ranzi) col consorte avvocato e puttaniere Massimo (Massimo Ghini) e la figlia ribelle Ilaria.
La matriarca cade e si rompe il femore: la sosta in un letto di ospedale farà esplodere antiche e mai sopite tensioni.
Tutto si aggiusterà, a partire dalla gamba.
IL PRANZO DELLA DOMENICA è una garbata ma fragile commedia sociale dal sapore televisivo dei fratelli Vanzina, figli in senso lato e in senso stretto (il padre era Stefano Vanzina in arte Steno) del cinema popolare comico e di commedia degli anni Cinquanta-Sessanta.
E loro, in questa vanzinata passabile, continuano ad accavallare ossessioni e macchiette tra i nuovi mostri della buona società. Certo il tutto si mantiene a livelli molto superficiali senza tentativi di approfondire il soggetto.
Purtroppo i fratelloni non sono né Scola né Monicelli e galleggiano come un pezzetto di pack sulla superficie della vita vera, quella che si svolge oltre la ZTL.
Mancano, che bella sorpresa, le parolacce.
Visualizzazione post con etichetta maurizio mattioli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maurizio mattioli. Mostra tutti i post
E IO NON PAGO - L'ITALIA DEI FURBETTI
Poltu Quartu (Costa Smeralda). Il maresciallo Remo Signorelli (Maurizio Mattioli) e il brigadiere Riccardo Riva (Maurizio Casagrande) della Guardia di Finanza sono stati comandati, in avanscoperta, a preparare "bliz antievasione" nel bellissimo centro turistico sulla Costa nord orientale della Sardegna. Qui Remo incontra un antico compagno di scuola, il disinvolto gestore di un locale alla moda Fulvio (Jerry Calà), che non incontrava da decenni e che sospettava avesse avuto una notte d'amore con l'allora sua fidanzata e ora moglie.
Remo, sotto le mentite spoglie di un imprenditore, e Riccardo si mettono al lavoro, a caccia di evasori, e pian piano scoprono un imponente giro di evasioni fiscali.
Il problema consiste nel trovare prove, in particolare contro uno pseudo commercialista, il disonesto Massimiliano Grilli (Enzo Salvi).
E IO NON PAGO - L'ITALIA DEI FURBETTI è una fragilissima commediola di serie B (e che in quella categoria lotta pure per la salvezza) attuale negli argomenti ma carente nei contenuti, che tenta di mettersi in scia del mitico I TARTASSATI. Fallendo l'obiettivo, chiaramente.
Il soggetto di Calà ci riporta per l'ennesima volta nei "suoi" luoghi in Sardegna per una farsa che prende spunto dalle recenti incursioni delle fiamme gialle nelle località prestigiose del Belpaese.
Rimane, in tutto e per tutto, un film d'evasione. Perché aldilà del livello basso della comicità e di quello alto delle stupidate che dovrebbero azionare la risata facile, è anche un bel manuale che raccoglie i trucchi di chi si ostina a non pagare le tasse.
Qualche cenno autobiografico di Jerry Calà non basta ad elevare la pellicola dalla mediocrità.
Probabilmente il più in parte è l'antipatico Enzo Salvi che ha tutta la bieca 'trucidità' di personaggi che le cronache quotidiane ci hanno fatto conoscere.
Ridicolo Benito Urgu, nella ricerca-tormentone dei trichechi da spiaggia.
La florida Valeria Marini, nel ruolo di una patinata maga sarda, soccorsa dai sottotitoli, non aggiunge nulla.
Chi cerca grande cinema stia alla larga.
IMMATURI - IL VIAGGIO
Isola di Paros (Grecia). Sono sbarcati per il viaggio rimandato tanti anni prima gli ex compagni di scuola.Lo sbalestrato gruppo formato da: Francesca (Ambra Angiolini), pronta a trascurare il suo ragazzo pur di stare con i vecchi amici; Piero (Luca Bizzarri), che inventa moglie e figlio per non impegnarsi (ma poi finirà tra le braccia di una finta emancipata nda); Virgilo (Paolo Kessisoglu), che vorrebbe ritrovare "quel" bacio con Eleonora (Anita Caprioli), nonostante il tumore di lei.
Più Luisa (Borbora Bobulova), santa donna perchè tira fuori di casa di papà (Maurizio Mattioli) e mammà (Giovanna Ralli), il compagno Lorenzo (Ricky Memphis); infine Giorgio (Raul Bova) che attende un figlio dalla compagna Marta (Luisa Ranieri).
La macchina del tempo si rimette in moto e gli attempati ragazzi, decisi a concedersi quel viaggio mai fatto, si immergono in sole, mare e quiproquo.
IMMATURI - IL VIAGGIO è una piacevole (moderatamente) commedia vacanziera di Paolo Genovese, che si riaggancia, in tono minore, al fortunato film pilota, dallo spunto sicuramente più originale.
La storiella è esile, anche se sembra funzionare il gioco di squadra del cast, dove nessuno ruba la scena a nessun altro (anche se Ambra si gioca il jolly del nudo integrale).
Trovatine furbe usate a piene mani: gradevole ambientazione marina, scorci di mare turchese, archi bianchissimi e tramonti greci. Come le olive.
Insomma niente di nuovo sotto il sole.
LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA
Roma, immersa nei colori estivi. Il poliziotto Cesare (Enrico Brignano), ascoltando la vita degli altri per mestiere, scopre che la fidanzata romena è un pò tr...escort.Mollata la fidanzata escort, si ritrova a spiare per servizio le telefonate del maneggione Antonio (Vincenzo Salemme), presidente del Credito Romano.
Finendo poi per invaghirsi della bella Laura (Luisa Ranieri), che fa i massaggi alla moglie dell'indagato, il quale, finisce in un gruppo di piccolo borghesi e un pò per curiosità, un pò per ritrovare un minimo di calore nel genere umano, si finge magazziniere.
Il ricco, onesto e stimato chrirurgo Claudio (Gigi Proietti), sposato all'ansiosa Elena (Nancy Brilli) raccomanda il figlio fannullone Luca, che più che studiare (anche lui medicina) si dedica alle ragazze e alle scommesse, al collega Vittorio (Maurizio Mattioli), per l'esame di patologia.
Scambio di favori, ovvio.
Ognuno di questi suo malgrado si trova ad aggiustare i propri problemi tramite scorciatoie, ma tutti alla fine troveranno un modo di cambiare vita.
LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA è una piacevole e garbata commedia dei fratelli Vanzina, forse non i più bravi ma sicuramente i più lesti a cogliere le magagne che affliggono l'Italietta dei compromessi, stavolta vittima consapevole di intercettazioni e mazzette, oltre che delle perenni raccomandazioni.
All'appello dei misfatti mancano i trans e i preti pedofili. Speriamo che i Vanzina ce li risparmino (preferiremmo la bella e solare Luisa Ranieri. Nuda).
Si tratta comunque di una commedia, ma intesa nel senso più italiano del termine, insomma l'Italia più "cafonal" (per dirla alla Roberto D'Agostino).
Adulteri, corruzione, calcio, superstizioni, raccomandazioni, malasanità, intercettazioni, scandali finanziari, nuove generazioni poco, o per niente, promettenti e tutti i temi che meglio (o peggio) caratterizzano la società odierna si amalgamano provando a mostrare che un briciolo di speranza resiste e sopravvive.
Ambizione purtroppo velleitaria, visto che questi temi vengono affrontati con la solita superficialità nella sceneggiatura.
In LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA ritroviamo Enrico Brignano, Gigi Proietti (che qui gigioneggia più del solito), Nancy Brilli e Vincenzo Salemme (probabilmente il personaggio più simpatico è il suo) che interpretano personaggi più che altro dell'alta borghesia romana incastrati nelle consuete vicende da commedia brillante.
Compresa l'immancabile storia d'amore tra giovani di classi sociali diverse che da sempre è la firma del duo.
Espedienti comici e romantici eterni nei quali i Vanzina credono ciecamente ma che non sempre li ripagano di tanta fiducia.
Insomma non si ride ma si sorride (a malapena).
In LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA ritroviamo Enrico Brignano, Gigi Proietti (che qui gigioneggia più del solito), Nancy Brilli e Vincenzo Salemme (probabilmente il personaggio più simpatico è il suo) che interpretano personaggi più che altro dell'alta borghesia romana incastrati nelle consuete vicende da commedia brillante.
Compresa l'immancabile storia d'amore tra giovani di classi sociali diverse che da sempre è la firma del duo.
Espedienti comici e romantici eterni nei quali i Vanzina credono ciecamente ma che non sempre li ripagano di tanta fiducia.
Insomma non si ride ma si sorride (a malapena).
FRATELLI D'ITALIA
Il borgataro e mitomane romano Cesare (Christian De Sica), commesso in un negozio di scarpe, si fa credere Christian, figlio del mega industriale Gardini, sale a bordo di uno yacht per vip e prova a spupazzarsi una raffinata biondina (Nathalie Caldonazzo).
Il voglioso e vantone pubblicitario veronese (Jerry Calà) scommette con gli amici del bar che riuscirà a conquistare la ben tornita moglie (Sabrina Salerno) del principale, il re del pandoro Sauli (Gian).
Lo sfegatato tifoso milanista Carlo Verdone (Massimo Boldi), in viaggio verso l'Olimpico per la partitissima Roma-Milan, dà un avventato passaggio a due ultrà giallorossi (Maurizio Mattioli e Angelo Bernabucci), romanisti e romani della peggior razza, brutti, sporchi e cattivi.
La commedia italiana degli anni '80 al suo livello più basso in questa sciapa trilogia paracomica con tre barzellette malamente legate dalla stessa incolpevole auto di cui, diretta da un Neri Parenti ancora lontano dai fasti commerciali delle serie natalizie. Va da sè che la trama (per così dire) non sia il massimo: il film sfrutta tutti i luoghi comuni del maschio italico: l'amante, le corna, il tifo calcistico e chi più ne ha......
La storiella più divertente è quella con Massimo Boldi, la più scema (e tirata in lungo) quella di Jerry Calà, che in compenso mette in mostra le migliori doti, non propriamente artistiche, dell'esuberante Sabrina Salerno, mentre De Sica, da solo, cerca di dare un senso all'episodio che lo vede protagonista come finto figlio di Gardini.
Può infatti sbizzarrirsi con la sua macchietta preferita (il giovane riccone snob con parlata da pugni in faccia).
UN'ESTATE AI CARAIBI
Cinque storie sull'isola di Antigua, tra promesse tradite, mogli lasciate a casa, amanti "comprate", morti simulate e salvataggi milionari, destinate a non incrociarsi mai.
Il bancario napoletano Roby (Carlo Buccirosso), a cui è stato diagnosticato per errore un tumore in fase terminale dall'amico radiologo Giacomo (Enrico Bertolino), vuole folleggiare prima della fine.
Il volgare palazzinaro romano Remo Santucci (Maurizio Mattioli) si trascina in vacanza l'autista zelante Angelo (Enrico Brignano).
Il dj livornese Max (Paolo Ruffini) cerca di riaversi dall'abbandono dell'amata commessa Laura (Martina Stella), che l'ha tradito con il suo migliore amico.
Il dentista napoletano Vincenzo (Biagio Izzo),con moglie insoddisfatta, spera di restare finalmente solo con l'inviperita amante Anna (Alena Seredova).
Lo spiantato truffatore romano trapiantato, suo malgrado, Alberto (Gigi Proietti) imbroglia turisti in combutta con l'orfanello locale Morgan.
UN'ESTATE AI CARAIBI è una commedia estiva dei fratelli Vanzina, al secondo cinecocomero, o cineombrellone, consecutivo che si inserisce nel filone della commediaccia scollacciata all'italiana e riunisce, per l'occasione, un folto gruppo di simpatici e navigati caratteristi e qualche vistosa bellona coscialunga.
Le storielle, tutte per la verità poco spassose, si intrecciano di continuo, con qualche innocuo riferimento all'attualità.
Purtroppo i fratelli Vanzina insistono ad equivocare sulla loro genealogia e a ribadire il loro cinema scombinato, che fonda tutta la sua efficacia su un ritratto semplicistico e di maniera di un Italia già piccola piccola.
Il regionalismo vernacolare della comicità (ci sono un napoletano, un toscano e un romano…), le sirene afone e emancipate da ogni ragione di turbamento, il turpiloquio vigilato, i temi sentimental-sessuali sono gli elementi di Un'estate ai Caraibi, che lungi dal suggerire una critica, promuovono (volgari) stili di vita.
Il nuovo nato della Vanzina's factory, la serie estiva equivalente del cinepanettone natalizio, rispolvera, come anzidetto, la formula ad episodi, parcellizzando il film in storie di limitatissimo respiro e incapaci di farsi sguardi e giudizi morali. Si ride poco, il gusto è dubbio, la stupidità vertiginosa, il discorso di costume (da bagno) pura velleità.
Ultima cosa da segnalare: il minimo storico di parolacce.
Incredibile!
Il bancario napoletano Roby (Carlo Buccirosso), a cui è stato diagnosticato per errore un tumore in fase terminale dall'amico radiologo Giacomo (Enrico Bertolino), vuole folleggiare prima della fine.
Il volgare palazzinaro romano Remo Santucci (Maurizio Mattioli) si trascina in vacanza l'autista zelante Angelo (Enrico Brignano).
Il dj livornese Max (Paolo Ruffini) cerca di riaversi dall'abbandono dell'amata commessa Laura (Martina Stella), che l'ha tradito con il suo migliore amico.
Il dentista napoletano Vincenzo (Biagio Izzo),con moglie insoddisfatta, spera di restare finalmente solo con l'inviperita amante Anna (Alena Seredova).
Lo spiantato truffatore romano trapiantato, suo malgrado, Alberto (Gigi Proietti) imbroglia turisti in combutta con l'orfanello locale Morgan.
UN'ESTATE AI CARAIBI è una commedia estiva dei fratelli Vanzina, al secondo cinecocomero, o cineombrellone, consecutivo che si inserisce nel filone della commediaccia scollacciata all'italiana e riunisce, per l'occasione, un folto gruppo di simpatici e navigati caratteristi e qualche vistosa bellona coscialunga.
Le storielle, tutte per la verità poco spassose, si intrecciano di continuo, con qualche innocuo riferimento all'attualità.
Purtroppo i fratelli Vanzina insistono ad equivocare sulla loro genealogia e a ribadire il loro cinema scombinato, che fonda tutta la sua efficacia su un ritratto semplicistico e di maniera di un Italia già piccola piccola.
Il regionalismo vernacolare della comicità (ci sono un napoletano, un toscano e un romano…), le sirene afone e emancipate da ogni ragione di turbamento, il turpiloquio vigilato, i temi sentimental-sessuali sono gli elementi di Un'estate ai Caraibi, che lungi dal suggerire una critica, promuovono (volgari) stili di vita.
Ultima cosa da segnalare: il minimo storico di parolacce.
Incredibile!
Iscriviti a:
Post (Atom)





