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LE ULTIME SU...MARTINA STELLA



Dopo il grande successo ottenuto l'anno scorso con la fiction per Raiuno "Tutti pazzi per amore", tra poco il pubblico italiano avrà il piacere di rivedere Martina Stella (27 anni) di nuovo impegnata in TV.

Infatti, in una nuova fiction di Canale 5 intitolata "Caruso", la bella e giovane attrice vestirà i panni di Rina Giacchetti, uno degli amori del monumentale cantante lirico Enrico Caruso (1873-1921).

Oltre a questa, nella vita di Martina Stella c'è anche una seconda recente novità.

Infatti l'azienda Veet, che, come molte donne sanno, produce prodotti per la depilazione, l'ha scelta come testimonial.

Gambe in vista, quindi!

TI PRESENTO UN AMICO

Milano. Il giovane manager dei cosmetici Marco Ferretti (Raoul Bova)  è promosso capo del marketing e quindi ha lasciato, senza rimpianti, il cielo grigio, i bus double decker e Piccadilly Circus.
La crisi economica gli ha portato via solo la fidanzata

La bionda collega Giulia Lombardi (Barbora Bobulova) s'infuria al suo arrivo (quel posto era mio!), ma basta un incontro (molto ravvicinato) per spuntarle le unghie.

Ora però il neoboss tentenna: deve essere lui a segare i rami secchi per far quadrare il bilancio.

A complicare la vita meneghina, oltre la collega suddetta si alterneranno Sarah (Kelly Reilly), affascinante inglese che cura una galleria d’arte, Francesca (Sarah Felberbaum), giovane impiegata dell'azienda e Gabriella (Martina Stella), aspirante giornalista televisiva, che gli sconvolgeranno l'anima e il corpo.

TI PRESENTO UN AMICO è una gracile commedia sentimentale, dalla trama esilissima e situazioni che strappano a fatica il sorriso, dei fratelli Vanzina, che, secondo molti, tentano di fare il verso al magnifico TRA LE NUVOLE, con Raoul Bova (bravino) a inseguire il fantasma del cinico tagliatore di teste George Clooney.

Anche se, secondo me, il tema della perdita del lavoro nelle grosse company ricorda di più THE COMPANY MEN, con le dovute distanze emozionali.

Probabilmente, al di là dei cattivi pensieri,  i Vanzina volevano solo banalmente tornare sui luoghi di SOUTH KENSINGTON.

Nella sfilata di belle ragazze e banalità fanno una pessima figura i maschi di contorno, ridotti a caricature (vedi il tassista partenopeo).

UN'ESTATE AI CARAIBI

Cinque storie sull'isola di Antigua, tra promesse tradite, mogli lasciate a casa, amanti "comprate", morti simulate e salvataggi milionari, destinate a non incrociarsi mai.

Il bancario napoletano Roby (Carlo Buccirosso), a cui è stato diagnosticato per errore un tumore in fase terminale dall'amico radiologo Giacomo (Enrico Bertolino), vuole folleggiare prima della fine.

Il volgare palazzinaro romano Remo Santucci (Maurizio Mattioli) si trascina in vacanza l'autista zelante Angelo (Enrico Brignano).

Il dj livornese Max (Paolo Ruffini) cerca di riaversi dall'abbandono dell'amata commessa Laura (Martina Stella), che l'ha tradito con il suo migliore amico.

Il dentista napoletano Vincenzo (Biagio Izzo),con moglie insoddisfatta, spera di restare finalmente solo con l'inviperita amante Anna (Alena Seredova).

Lo spiantato truffatore romano trapiantato, suo malgrado, Alberto (Gigi Proietti) imbroglia turisti in combutta con l'orfanello locale Morgan.

UN'ESTATE AI CARAIBI è una commedia estiva dei fratelli Vanzina, al secondo cinecocomero, o cineombrellone, consecutivo che si inserisce nel filone della commediaccia scollacciata all'italiana e riunisce, per l'occasione, un folto gruppo di simpatici e navigati caratteristi e qualche vistosa bellona coscialunga.

Le storielle, tutte per la verità poco spassose, si intrecciano di continuo, con qualche innocuo riferimento all'attualità.

Purtroppo i fratelli Vanzina insistono ad equivocare sulla loro genealogia e a ribadire il loro cinema scombinato, che fonda tutta la sua efficacia su un ritratto semplicistico e di maniera di un Italia già piccola piccola.

Il regionalismo vernacolare della comicità (ci sono un napoletano, un toscano e un romano…), le sirene afone e emancipate da ogni ragione di turbamento, il turpiloquio vigilato, i temi sentimental-sessuali sono gli elementi di Un'estate ai Caraibi, che lungi dal suggerire una critica, promuovono (volgari) stili di vita.

Il nuovo nato della Vanzina's factory, la serie estiva equivalente del cinepanettone natalizio, rispolvera, come anzidetto, la formula ad episodi, parcellizzando il film in storie di limitatissimo respiro e incapaci di farsi sguardi e giudizi morali. Si ride poco, il gusto è dubbio, la stupidità vertiginosa, il discorso di costume (da bagno) pura velleità.

Ultima cosa da segnalare: il minimo storico di parolacce.

Incredibile!

L'ULTIMO BACIO

Roma. Aspetto un bambino, annuncia Giulia (Giovanna Mezzogiorno), mandando in crisi Carlo (Stefano Accorsi) e facendo sentire improvvisamente vecchia l’insoddisfatta mamma Anna (Stefania Sandrelli).

Il futuro padre festeggia con questa spina nel cuore l’addio al celibato di Marco (Pierfrancesco Favino), sul punto di sposarsi per interesse, insieme con gli amiconi di sempre, Adriano ( Giorgio Pasotti), che odia la moglie, Alberto e Paolo, ciascuno con qualche intimo turbamento.

Al rinfresco, dopo il matrimonio, il giovane resta folgorato dall’apparizione delle grazie di Francesca (Martina Stella) avvenente liceale: devo essere impazzito, cosa ci faccio con una liceale che ha dodici anni meno di me?

Eppure ormai ha perso la testa e Giulia mangia la foglia perchè , è noto, le bugie hanno vita breve. I sentimenti si palesano, poi salgono di tono e tutti alla fine stanno peggio.

Su, che la vita è bella.

L'ULTIMO BACIO, stilisticamente ordinata, è una garbata e astuta commedia social-sentimentale , terza opera del regista Gabriele Muccino, che dimostra di conoscere bene l’arte di sedurre il pubblico, anche perchè sa far recitare gli attori. E non è poco.

Al suo terzo film il regista passa dagli adolescenti arrabbiati e ribelli di “Ecco fatto” e “Come te nessuno mai” a ragazzi più grandi, ma non meno immaturi, Peter Pan incalliti con appresso mogli urlanti e suocere in crisi matrimoniale.

La storia, che in fondo è banale e stereotipata, è raccontata con grazia, la vena malinconica sovrasta l’umorismo e in fondo più di qualcuno potrà riconoscersi negli interpreti (soprattutto chi mastica il romanesco). 
Alla presenza dei quali è sicuramente dovuto molto del successo de L'ULTIMO BACIO , che è anche il titolo della struggente canzone di Carmen Consoli inserita nella colonna sonora.

Gli pseudoamanti del cinema italiano, che scambiano quest’autore fin troppo fortunato per un novello Visconti, dovrebbero stare calmi evitando di parlare in maniera troppo entusiasta di attori da fiction Tv, come Martina Stella, e magari trascurano quelli veramente bravi, come Pierfrancesco Favino e Claudio Santamaria.