THE COMPANY MEN

Boston. Che crisi nera. Qui c'è aria di ridimensionamento aziendale. Si ritrova a spasso anche il manager Bobby Walker (Ben Affleck), 37 anni, sposato con l'infermiera Maggie (Rosemarie DeWitt), due bambini, una bella casa, la Porsche e l' iscrizione al Country Club.

E ora come farò a pagare il mutuo?

Il suo capo e fondatore della società Gene McLary (Tommy Lee Jones), non prende bene il taglio di Bobby, e si precipita nella sala del consiglio per chiedere un rinvio del severo provvedimento.
Impara presto che alcune scelte sono fuori delle sue mani, e questo è solo l'inizio.

La ditta è ormai una specie di colosso che, per sopravvivere, non ha scrupoli nel liberarsi dei rami secchi:
decisioni drastiche che spesso mascherano la pigrizia (se non l'incapacità) nel trovare nuovi modi per riciclarsi ed evitare di sbarazzarsi di personale capace e affidabile.

Intanto il nostro manager pensa che basterà riciclarsi da un' altra parte.

Le ultime parole famose. E intanto qualcuno getta anche la spugna...

Crudele dramma sociale che racconta le vicissitudini di chi perde il lavoro e le enormi difficoltà di reinserimento, un viaggio dolente nella recessione (americana e non) economica di oggi, vista dall'interno e da una prospettiva di alto livello (non operai, per capirci).
Illusioni, speranze e umiliazioni si rincorrono in un vortice di rabbia, paura e vergogna, prima della rinuncia a
tutto, una volta persa la sicurezza da persona "normale".

In un gruppo di eccellenti interpreti, tra cui un Kevin Costner estremamente credibile e un Tommy Lee Jones dal volto segnato come al solito perfetto, spicca per misura il sorprendente Ben Affleck, una faccia da americano di successo, incredulo che sia toccato proprio a lui.

Un primo messaggio è chiaro: per combattere la grande crisi bisogna smettere di speculare in borsa e ricominciare a fare cose, oggetti, beni reali.

Il messaggio finale: non è mai troppo tardi (o troppo duro) per ricominciare, grazie all' amicizia, all'umiltà e  ai legami familiari.

Sarà duro, oh! non immaginate quanto, ma si può fare.

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