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IMMATURI - IL VIAGGIO

Isola di Paros (Grecia). Sono sbarcati per il viaggio rimandato tanti anni prima gli ex compagni di scuola.

Lo sbalestrato gruppo formato da:  Francesca (Ambra Angiolini), pronta a trascurare il suo ragazzo pur di stare con i vecchi amici; Piero (Luca Bizzarri), che inventa moglie e figlio per non impegnarsi (ma poi finirà tra le braccia di una finta emancipata nda); Virgilo (Paolo Kessisoglu), che vorrebbe ritrovare "quel" bacio con Eleonora (Anita Caprioli), nonostante il tumore di lei.

Più Luisa (Borbora Bobulova), santa donna perchè tira fuori di casa di papà (Maurizio Mattioli) e mammà (Giovanna Ralli), il compagno Lorenzo (Ricky Memphis); infine Giorgio (Raul Bova) che attende un figlio dalla compagna Marta (Luisa Ranieri).

La macchina del tempo si rimette in moto e gli attempati ragazzi, decisi a concedersi quel viaggio mai fatto, si immergono in sole, mare e quiproquo.

IMMATURI - IL VIAGGIO è una piacevole (moderatamente) commedia vacanziera di Paolo Genovese, che si riaggancia, in tono minore, al fortunato film pilota, dallo spunto sicuramente più originale.

La storiella è esile, anche se sembra funzionare il gioco di squadra del cast, dove nessuno ruba la scena a nessun altro (anche se Ambra si gioca il jolly del nudo integrale).

Trovatine furbe usate a piene mani: gradevole ambientazione marina, scorci di mare turchese, archi bianchissimi e tramonti greci. Come le olive.

Insomma niente di nuovo sotto il sole.

IMMATURI

Roma. Un commissario non era in regola, così vent'anni dopo la raccomandata del Ministero invita ventisei studenti del Giulio Cesare a rifare la maturità.
Tra questi un gruppo di compagni di banco che abitano a Roma, ma non sono tutti romani d'origine, e si sono lasciati invecchiare senza dar seguito ai propri desideri giovanili.

Se la passano dignitosamente.

C'è il neuropsichiatra infantile Giorgio (Raoul Bova) che va in crisi alla notizia della compagna (Luisa Ranieri) che potrebbe diventare padre; il timido agente immobiliare Lorenzo (Ricky Memphis) che per nulla al mondo lascerebbe il tetto dei genitori, colazione a letto compresa; la pubblicitaria divorziata Luisa (Barbara Bobulova) manager distratta con figlia; la chef  Francesca (Ambra Angiolini) che lotta contro l'appetito sessuale; il dj farfallone Piero (Luca Bizzarri), che racconta di moglie e figlio inesistenti alla fidanzata/amante Cinzia (Giulia Michelini) .

E infine Virgilio (Paolo Kessisoglu) che con una bugia, vent'anni prima, ha rovinato tutto. Insomma la solita storia di corna.

Ricchi di tempo libero (come sono rappresentati gli adulti nei film nda), i nostri immaturi si riuniscono dopo un ventennio di separazione per affrontare un'antica angoscia nella stessa formazione di allora.

Tutti sotto a studiare.

IMMATURI di Paolo Genovese, pur partendo da un pretesto flebile, è una piacevole, acuta e spiritosa commedia in agrodolce, benfornita di dialoghi scintillanti mai volgari.
Di uno strepitoso  Ricky Memphis, che sta ancora dai genitori, la battuta migliore.
A chi gli chiede: Sei single o sposato?» replica senza mentire: «lo convivo».

Unico personale appunto: manca una famiglia normale. Possibile che nessuno si sia sposato e fatto figli, con mutuo e cane?

La banda dei Babbi Natale

Milano. E' la vigilia di Natale e sorpresi a ‘scalare' un edificio Aldo, Giovanni e Giacomo, vestiti da Babbi Natale proprio come una banda che imperversa in città, finiscono in manette, arrestati e condotti davanti all'inflessibile ispettore di polizia Irene Bestetti (Angela Finocchiaro), impaziente di fare il verbale e di correre a casa a godersi in famiglia la Vigilia.

Interrogato, e se per farli parlare non occorre nemmeno un ceffone, per farli tacere ce ne vorrebbero due, il trio in abito rosso e barba bianca si racconta e snocciola i propri affanni quotidiani e le loro esistenze. E per scagionarsi parlano, parlano...

Aldo è un nullafacente col vizio per le scommesse e un amore sconfinato per Monica, esasperata dalla sua condotta, Giovanni è un veterinario bifamiliare con una consorte a Milano e una da sposare a Lugano, Giacomo è un dottore seppellito da dodici anni sotto il ricordo di una moglie defunta e corteggiato senza effetto dalla vitale (e vivente) dottoressa Elisa.

Compagni di vita e di bocce, sbocciando e accostando, proveranno a dimostrare la loro innocenza e a vincere il trofeo natalizio.

Il classico souvenir del Duomo dentro a una palla di vetro con la neve è una dichiarazione d'amore per Aldo, Giovanni e Giacomo che tornano a girare nel capoluogo lombardo diretti dal romano Paolo Genovesi e con una sceneggiatura scritta a dodici mani.

I nostri riempiono lo schermo, rifacendo loro stessi e i loro personaggi abituali (meno comicamente forse ma più compiutamente) di una serie di gag, a volte veramente esilaranti (la scena degli ignobili Babbi Natale arrampicati su uno stabile o della latrina all'autogrill per esmpio) improntate alla loro, ormai leggendaria, comicità garbata, il tratto distintivo di comici che fanno ridere senza mai cadere nella volgarità.

Più incisiva nei LA BANDA DEI BABBI NATALE che nel recente passato, grazie al linguaggio del corpo e al politicamente scorretto, anche se non mancano momenti più fiacchi.

Divertente anche (almeno per me) l'incomprensibile rappresentazione del Canton Ticino come abitato da tirolesi, anzichè da lombardi d'oltreconfine: a Bellnzona si vestono come a Como, non come a Innsbruck

Il tutto è accompagnato dalle note e dalla voce di Mina che regala quattro intensi bravi inediti al film.

Avvalendosi di comprimari superlativi, Angela Finocchiaro, Giovanni Esposito e Cochi Ponzoni sopra tutti, "LA BANDA DEI BABBI NATALE" è una commedia garbata e di buona volontà che (quasi) riconferma l'esistenza di Santa Claus e di un trio in gamba.

Totale? Beh! non passerà alla storia del cinema ma risate e garbo per Natale sono assicurate.