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2FAST 2FURIOUS

Miami. E' un drago delle corse d'auto clandestine lo spericolato ex piedipiatti Brian O'Connor (Paul Walker).

Beccato dalla polizia sul fatto (per incastrarlo) durante un blitz notturno, è messo alle strette.

La tua fedina penale uscirà immacolata solo se riuscirai a inchiodare l'inafferrabile narcotrafficante Carter Verone (Cole Hauser), che ufficialmente si occupa di import export.

Detto fatto.

Il baldo segugio s'infiltra come un coltello nel burro nella gang del boss, spalleggiato dall'amico ritrovato, il chiacchierone di colore in libertà vigilata Roman Pearce (Tyrese).

Ne vedranno delle belle, a cominciare dalla seducente agente FBI sotto copertura Monica Clemente (Eva Mendes).

2FAST 2FURIOUS è un fragoroso quanto assurdo poliziesco, rombante seguito di un precedente campione d'incasso che corre col piede sempre premuto sull'acceleratore.

Facendo tuonare a più non posso i motori di Nissan, Mitsubishi e muscle car assortite, senza vergognarsi della sfacciata pubblicità a marche miste.

Senza l'elemento trainante Vin Diesel (che tornerà nel quarto episodio nda), in questo 2FAST 2FURIOUS è il solo viso d'angelo Paul Walker a reggere sulle spalle il peso del film affiancato all'inconsistente (artisticamente parlando) Tyrese Gibson. Pur senza dimenticare la caliente ed accattivante Eva Mendes (decisamente sprecata).

Quel minimo di struttura narrativa viene così definitivamente meno e il film è una semplice rappresentazione di scene d'azione che hanno come protagonisti non più gli esseri umani ma le automobili.

Risultato finale: un modesto prodotto d'intrattenimento per gli appassionati del genere.

HITCH, LUI SI CHE CAPISCE LE DONNE

New York. Ha il dono della simpatia l'atletico Alex Hitchens, detto Hitch (Will Smith), che si è inventato un mestiere su misura per la sua incommensurabile faccia tosta: il consulente galante.

Ma è un'impresa insegnare la sottile arte della seduzione (o rimorchio) dell'anima gemella a imbranati come l'adiposo e timido contabile Albert Brennaman (Kevin James), stracotto dell'irraggiungibile ereditiera bionda Allegra Cole (Amber Valletta).

Mentre lo sfigato ed innamorato allievo fa sorprendenti progressi, la fascinosa e grintosa giornalista di tabloid esperta in gossip Sara Melas (Eva Mendes) decide di sputtanare il maestro di seduzione.

Sarà lei a cadere nella rete. E lui? idem con patata.

HITCH, LUI SI CHE CAPISCE LE DONNE è una semispassosa commedia sentimentale, newyorchese fino al midollo, del modesto regista Andy Tennant.

Chiaramente la storia, zuccherosa ma brillante, è originale solo in apparenza, infilandovi però qualche battuta decente.

Will Smith sorride per due ore, Eva Mendes è deliziosa: bella (molto) fotocopia mignon di Jennifer Lopez. Senza dimenticare una luccicante Amber Valletta.

Pillola di metacinema: la Mendes guarda in tv Jerry Maguire.

Consigliato a chi vuole sgomberare la mente prima di andare a dormire.

COME UN TUONO

Schenectady, Stato di New York. Luke (Ryan Gosling) è un motociclista acrobatico che gira gli Stati Uniti con il suo spettacolo itinerante, detto "globo della morte".

Dovrebbe partire al seguito del carrozzone per una nuova meta, ma nell'ultimo giorno di permanenza scopre di essere padre di un figlio, Jason, nato da una breve relazione avuta l'anno prima con Romina (Eva Mendes), una ragazza del posto.

Deciso a prendersi cura della nuova famiglia e impedire che suo figlio cresca senza un padre, come è accaduto a lui, rimane in città.

Non riuscendo a trovare un'occupazione onesta e decente, il giovane padre inizia a compiere una serie di rapine in sella alla sua moto, ma "chi corre come un fulmine, si schianta come un tuono", ed è così che la folle corsa di Luke si arresta casualmente davanti alla giovane recluta di polizia Avery Cross (Bradley Cooper), anch'egli padre da poco, che diventa eroi suo malgrado.

Quindici anni dopo, Jason e il figlio dell'agente Avery, ormai marcio e corrotto, stringono amicizia al liceo, ma il passato che li lega riaffiora e la vecchia violenza chiama nuova violenza.

La storia ritorna inesorabile a chiedere giustizia. L'avrà?

COME UN TUONO, terzo film del regista Derek Cianfrance, è un intenso film drammatico dei giorni nostri, duro, violento e generazionale, nel quale ognuno dei personaggi sembra lottare contro un destino già scritto per lui.

I cattivi e i buoni si scambiano i ruoli. Tatuaggi e vecchie t-shirt portate alla rovescia contro divise e giacche e cravatte. Due storie che sono una: la prima è la miccia che fa esplodere la seconda; quindici anni di intervallo e la storia ritorna inesorabile.

Prima parte entusiasmante per ritmo e tensione, seconda un po' meno, forse perché Bradley Cooper suscita meno empatia del magnifico biondo di DRIVE Ryan Goslin; ma è anche il suo personaggio a richiedere una certa ambiguità, resa bene del resto.

TRAINING DAY

Los Angeles. Il pivellino Jake Hoyt (Ethan Hawke), appena entrato nell'Unità Narcotici del Dipartimento di Polizia della città degli angeli,  crede in quel che fa e non ha dubbi sul fatto che il suo nuovo compito sia  di rilevanza sociale.

Il destino lo affianca per una giornata a un veterano della narcotici, lo sfrontato sergente di colore Alonzo Harris (Denzel Washington), abile a muoversi nel "sottobosco" della delinquenza.

L'inesperto sbirro durante l'intera giornata sul campo trasecola di fronte a maneggi ed abusi del volpone: ecco svelato il terribile mistero che s'aggira intorno al veterano della strada, poliziotto che combatte il crimine seguendo le proprie regole e che coglie ogni occasione per riempire le proprie tasche.

Dannazione! Ho una sola via d'uscita per riabbracciare mia moglie Sara (Eva Mendes) e i quattro marmocchi.

TRAINING DAY   è un originale, disperato, violento e crudele poliziesco che s'aggira guardingo in una Los Angeles corrotta e marcia sino al midollo.

EVA MENDES
Girato magnificamente con alcune ottime inquadrature da ricordare, quasi tutto ambientato in macchina.

Interpretato soprattutto sontuosamente dallo spettacolare e insolitamente incarognito Denzel Washington, barbetta incolta, abbigliamento casual e buffo berrettino, vincitore all'Oscar, ma soprattutto dall' altrettanto bravo Serpico in erba Ethan Hakwe.

Due attori di rango al servizio della non banale regia (in questo caso nda) di Antoine Fuqua.

Consigliato a tutti gli effetti.  Parolacce a raffica a parte.


EVA MENDES PICTURE

Piccola collezione di foto hot di Eva Mendes!

Questa bella attrice e modella di origine cubana ma americana di Miami è qui ancora una volta per darci un assaggio della sua meravigliosa e sexy bellezza naturale.

Nel 2006 la famosa rivista Maxim, tra le Hot 100, l'ha segnalata al numero 27.

Dopo un inizio di carriera risalente agli anni novanta con i video commerciali, ebbe il suo primo vero ingaggio nell'acclamato TRAINING DAY, dove compare completamente nuda.

Dal 2001 ad oggi la sua popolarità è letteralmente esplosa.

Dal settembre 2011 è legata sentimentalmente all'attore Ryan Gosling.












LIVE! - ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO

Los Angeles. Alla focosa Katy Courbet (Eva Mendes), uno dei responsabili della programmazione della losangelina rete televisiva Abn, mentre ancheggia da par suo, viene un'idea per caso, in una riunione di redazione, alla ricerca dell'idea buona per un reality che non abbia precedenti.

Perché non fare un reality con la roulette russa, da mandare in onda in prima serata?

Si scelgono sei persone, si prende una pistola con un solo colpo in canna e via. Faremmo ascolti record con spot a peso d'oro, altrettanto ossigeno per il nostro boccheggiante network. Convinti i riluttanti capoccia e aggirata la perplessità degli avvocati («è illegale»), si parte.

Scartati i moribondi e gli aspiranti suicidi, ecco, tra centinaia di questuanti, i sei temerari, quattro uomini e due splendide bionde, convinti da un assegno di cinque milioni di dollari a cranio. Il sesto, di cranio, sarà trapassato, pace all'anima sua, da una pallottola d'argento.
Fiato alle trombe, regia. Pum, pum, pum.

Ohibò, negli Stati Uniti il maledetto share si conosce in tempo reale, qui vola dal 19 al 59 percento, altroché il Superbowl, gongola la sensuale vamp, che avrà una brutta sorpresa.

Con LIVE! - ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO, il documentarista premio Oscar Bill Guttentag elabora una previsione apocalittica contro il potere della televisione e di quello che potrebbe realizzarsi in un futuro prossimo, partendo dal concetto che da sempre l'essere umano ha una fascinazione per la morte e per la sua spettacolarizzazione.

L'uso della camera a mano - il film è girato come se fosse un documentario sui retroscena del mondo televisivo - acuisce il meccanismo caotico del dietro le quinte, offre un punto di vista sufficientemente originale sul processo mediatico e inasprisce il realismo e la componente satirica della pellicola.

Che manca il bersaglio visto che, anche se il film dovrebbe quantomeno solleticare gli istinti più bassi, non appassiona neanche un pò (anzi annoia), neanche quando i concorrenti si puntano la pistola alla tempia. In pratica il proposito è buono, ma è trasposto con una tale lentezza e con sequenze piene di dialoghi ripetitivi da portare lo spettatore a sbadigliare più di una volta.

Stretta negli abiti da spregiudicata donna in carriera, Eva Mendes dà luogo ad una recitazione un pò troppo sopra le righe.

Assurdo? Forse. Però il "Grande fratello" o "L'isola dei famosi" che durassero una sola puntata per improvvisa dipartita dei partecipanti...

Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans

New Orleans, autunno 2005.

Colpa del furioso passaggio dell'uragano Katrina se il tenente di polizia Terence McDonagh (Nicolas Cage) zoppica: per salvare da morte certa un detenuto chiuso in una prigione allagata si è lesionato la schiena.

Ottenuta così la nomina a tenente e una prescrizione vitalizia per il Vicodin, potente antidolorifico per il trauma riportato, per lenire il dolore sniffa anche di cocaina, e alla bisogna fuma crack, in compagnia dell'amata Frankie (Eva Mendes), una prostituta, non esitando a sottrarla ai balordi cui dà la caccia.

Ora però ha un caso delicato tra le mani. Chi ha sterminato una famiglia di immigrati senegalesi? In giro si fa il nome del mega boss, spacciatore all'ingrosso, Big Fate.

Convinto di poter incastrare il colpevole si butta nelle indagini con il compare, detective Stevie (Val Kilmer), senza interrompere il flirt con la bella squillo.
In una pericolosa gimkana cerca di convincere persone, non ha paura e scommette, forte, su se stesso.

Che letamaio la città.

Poliziesco serrato ed inventivo, quasi allucinato, comunque inusuale del regista tedesco Werner Herzog, che con IL CATTIVO TENENTE (The Bad Lieutenant. Port of Call: New Orleans) scommette su Nicolas Cage e vince, immergendosi nei bassifondi di una New Orleans ancora devastata dal cataclisma, come testimoniano coccodrilli ed iguana a spasso per le strade.
Quest'ultimo non ha (e non avrà mai, suppongo) l'intensità drammatica e il pathos di Harvey Keitel, ma dopotutto sono due tenenti profondamente diversi e va bene anche così.

Impunemente strafatto, pessimo caso di correttezza professionale il tenente McDonagh è uno dei personaggi più lucidi che Cage si sia trovato ad interpretare, uno storto che procede diritto alla meta, passo dopo passo, invenzione dopo invenzione, perfettamente in linea con altri personaggi del regista.Ovviamente

Il film stesso procede in questo modo, seguendo il suo uomo lungo i luoghi dell'indagine e quelli del cinema, dal noir del detective in impermeabile al poliziesco da cliché, alla commedia della vecchietta bisbetica ingegnosamente minacciata e punita. Ma quanta libertà nel percorso, quanto piacere del viaggio, del gioco.

Assolutamente non credibile invece la Mendes nel ruolo di una prostituta anch'essa cocainomane ma con un look da rotocalco di moda.

Nonostante il titolo, questo film ha ben poco in comune con la pellicola omonima di Abel Ferrara. La logica della sfida con il dio, colpevole di avere abbandonato l'uomo a se stesso, la violenza della parola, la disintegrazione delle relazioni affettive, sono lontane come la notte (scenario prediletto di quel film) dal giorno (di cui non ha alcun timore, invece, questo sedicente remake). Due modi differenti di vedere il cinema che è dentro la realtà, due immaginari distanti quanto lo sono una suora stuprata e un'iguana che sa cose che noi non sappiamo.

Per la sua prima volta in una grande città americana, Herzog non poteva non scegliere un luogo dove l'elemento primordiale dell'acqua è tornato ad esigere il proprio tributo, dove la natura si è imposta sull'uomo ed è entrata da regista nella storia. Anche in America, anche dentro i confini del genere (la crime-story), si può entrare seguendo un serpente e accorgersi con piacere che ovunque c'è di più di ciò che ci si aspettava di incontrare.

E alla fine il cattivo capitano, che ricalca esattamente le orme del cattivo tenente dell’inizio.

Inconveniente sexy per Eva Mendes

New York. Alla prima del film Bad Lieutenant (Il cattivo tenente: ultima chiamata New Orleans) tutta l'attenzione dei fotografi era per la splendida Eva Mendes, l'attrice cubana che si è presentata con una gonna nera e camicia bianca con il bottone slacciato proprio sul seno (niente reggiseno ovviamente).

La scollatura ha messo in mostra il seno nudo dell’attrice e gli scatti supersexy della bellezza latina stanno già facendo il giro del mondo.

Quando si è accorta del particolare ha cercato di avvicinare la camicia, ma ormai i giochi erano fatti...

L'attrice è attualmente impegnata sul set di The Other Guys, film d'azione nel quale recita a fianco di attori del calibro di Mark Wahlberg, Will Ferrell e Samuel L. Jackson

OUT OF TIME

Banyan Key (Florida). Ho un tumore e cinque, al massimo sei, mesi di vita, confessa, con l’avallo di un medico premuroso, la focosa Ann Merai (Sanaa Lathan), moglie del manesco Chris Harrison (Dean Cain) al suo amante , Matt Lee Whitlock (Denzel Washington), capo della sonnacchiosa polizia locale.

Lo sbirro da spiaggia si commuove alla trista notizia e per procurare alla sua bella le cure più costose non esita a prelevare il malloppo , ricco, sequestrato a un boss mafioso del posto, di cui ha la custodia.

Neanche a farla apposta ecco che le piomba tra capo e collo in ufficio una vice gradevole quanto inattesa, ovvero la sensuale consorte neoseparata Alex (Eva Mendes).


E l’affare si complica tra morti, sospetti e una polizza da un milione di dollari.

OUT OF TIME è un avvincente, anche se abbastanza inverosimile, giallo diretto da Carl Franklin, condito con indubbia tensione, frequenti colpi di scena e un paio di torride scene erotiche, che fila via con buon ritmo e qualche incongruenza di sceneggiatura.

Denzel Washington, con anello al lobo sinistro e tenuta da spiaggia (camicioni hawaiani a iosa), ha il suo bel dilemma da districare: quale delle due pollastrelle assegnategli dal copione scegliere, tra la torrida Eva Mendes e la rigogliosa Sanaa Lathan?

E sono problemi.