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CONFIDENCE - LA TRUFFA PERFETTA

Los Angeles. Lo sfrontato Jake Vig (Edward Burns), truffatore di lungo corso, l'ha fatta grossa.

Il merlo alleggerito di 150 mila dollari era nientemeno che il contabile del boss Winston King detto il Re (Dustin Hoffman), criminale paranoide, tanto dimesso all'apparenza quanto pericolosamente psicopatico nei fatti.

Il bidonista, per salvarsi la pelle, implora perdono al boss, pronto a risparmiarlo, purchè affondi uno degli autentici padroni della città, ex gangster ora proprietario di banca, il losco Morgan Price.

Ma quando arrivano contemporaneamente l'amore e un agente dell'Fbi (Andy Garcia) disposto a tutto per mettergli le manette la faccenda si complica terribilmente.

E non è un caso che la storia sia raccontata da un cadavere che giace in una pozza di sangue sul selciato in un lungo flashback strutturato a scatole cinesi...

CONFIDENCE - LA TRUFFA PERFETTA è un discreto thriller dalla confezione impeccabile e dal cast di gran lusso (gustoso Hoffman porcellone, sornione Garcia, bravi i caratteristi) che parte forte per poi annaspare tra gli aggrovigliati nodi di un elaborato colpo grosso, con il gioco degli inganni e contro-inganni che diventa presto fin troppo prevedibile.

Il simpatico Edward Burns, che sembra il clone di Ben Affleck, ha la faccia giusta per piacere alle signore.

La regia di James Foley su livelli televisivi.

PROVE APPARENTI

New York. Il boss nero dello spaccio, Shiek Mahmud Bey sfugge ai piedipiatti ammazzandone tre e ferendone un quarto, il veterano Liam Casey (Ian Holm), padre del volitivo ex poliziotto, ora procuratore Sean (Andy Garcia).

Proprio al pivellino, aggregato alla Procura distrettuale, (un nostro PM, insomma) tocca affrontare in tribunale l'avvocato progressista Sam Vigoda (Richard Dreyfuss), che, dopo aver convinto il cliente assassino a costituirsi, tuona: è stata legittima difesa, perchè gli sbirri da lui corrotti, volevano eliminare lo scomodissimo testimone.

Mentre il trafficante si becca un secolo di galera, l'ormai popolarissimo di pietro in erba si porta a letto Peggy Lindstrom (Lena Olin), la bella segretaria del rivale.

Scopre poi i retroscena di corruzione poliziesca che sfiorano persino il suo integerrimo padre.


PROVE APPARENTI è un veemente dramma dove il poliziesco e il giudiziario si fondono, in cui l'indomito regista veterano (40° film, 29° ambientato a New York) picchia sdegnato sui temi a lui più cari: legge, giustizia, corruzione nella polizia e nel palazzo, droga, rapporti tra etica e politica.

Regista di un cinema di storie forti, Lumet dà prova di ammirevole coraggio civico, anche se ha perduto l'ottimismo che caratterizzava i suoi film sino a Serpico (1973), ma rimane convinto che l'amministrazione della giustizia sia l'ultimo baluardo di difesa del sistema, e del sogno, americano.

Tutto funziona a livello tecnico e decorativo (si staglia per avvenenza Lena Olin) ma la storia, tratta dal romanzo Tainted Evidence di Robert Daley, non convince: l'ingenuità del suo protagonista non è credibile.

GLI INTOCCABILI - THE UNTOUCHABLES

Chicago, anni trenta. Al Capone (Robert De Niro), nel pieno del proibizionismo, sta sommergendo la città di whisky e cadaveri, in cambio di una montagna di dollari.

Per inchiodarlo viene allestito un gruppo di agenti scelti , guidati dal funzionario del Tesoro Elliot Ness (Kevin Costner) e composta anche dal maturo poliziotto irlandese Jimmy Malone (Sean Connery), dal giovane agente George Stone (Andy Garcia) e dall’intrepido contabile Oscar Fallace (Charles Martin Smith).

Com’è risaputo, il gangster più celebre della storia sarà condannato per evasione fiscale. Grazie anche al coraggio del poker di incorruttibili.

Per mettere in scena questo avvincente poliziesco e tornare nell’America ruggente quattro anni dopo l’incredibile SCARFACE, Brian De Palma riprende i personaggi di una celebre serie tv degli anni '50 e ne fa un dramma che porta il suo inconfondibile segno.

Fragoroso e rutilante, è uno spettacolo per gli occhi. La scena della stazione, con la carrozzina che avanza senza controllo giù per la scalinata, è un piccolo gioiello registico, da storia del cinema.

Per il ruolo del cattivo si affida a Robert De Niro, ingrassato per la bisogna come un cappone (con due p) per Natale e Sean Connery guadagna il primo e unico Oscar della sua carriera come miglior attore non protagonista.

In sintesi due ore di grande, ma che dico, grandissimo cinema che volano via senza un attimo di tregua.

AFFARI SPORCHI

Los Angeles. Ha l'arroganza e l'influenza di un boss, il sottufficiale della narcotici Dennis Peck (Richard Gere) corrotto e degenerato, che arrotonda lo stipendio con speculazioni immobiliari e traffici misti sottobanco con i delinquenti.

Deve però rallentare di colpo i rischiosi maneggi quando viene aggregato al dipartimento degli Internal Affairs (commissione disciplinare) il cocciuto sergente latinos Raymond Avila (Andy Garcia).

Questi indaga sulla mela marcia con la collega Amy Wallace (Laurie Metcalf) tentando di metterlo con le spalle al muro fino a trasformare il caso in una missione personale di vendetta.

Infatti il farabutto gioca d'astuzia per mandare in tilt il bravo sergente e ci riesce perfettamente facendogli credere di essersela spassata con sua moglie Kathleen (Nancy Travis).

Al suo esordio hollywoodiano il regista britannico Mike Figgis con AFFARI SPORCHI mette in scena un poliziesco teso ed avvincente, che non dice nulla di particolarmente nuovo svelando gli squallidi altarini degli sbirri metropolitani ( senza sparare nel mucchio, chiaramente), ma lo fa con vigore e senso dello spettacolo in un cocktail di violenza ed erotismo.

Ottima squadra di attori con un Richard Gere che pur improvvisamente brizzolato, esibisce il proprio sex appeal come un'arma in un ruolo da mascalzone che gli calza a pennello.

BLACK RAIN - PIOGGIA SPORCA

New York. L'arcigno poliziotto Nick Cocklin (Michael Douglas), sotto inchiesta per corruzione, assiste in un bar, insieme al giovane collega Charlie Vincent (Andy Garcia), allo sgozzamento di due visi gialli, il cui autore è un esponente della yakuza.

L'omicida, subito acciuffato, è riaccompagnato dal tandem a Osaka dove, all'arrivo all'aeroporto, gli viene sottratto, grazie ad una credibile messinscena, da finti agenti nipponici.

Gabbati e furibondi, quanto impotenti, i due vengono messi nelle mani del saggio commissario locale Matsumoto (Ken Takakura) che li mette subito in riga: qui comando io, quindi niente pistole e state ad osservare.

Osaka non è New York.

Charlie, caduti in una trappola per le strade della città, sotto una pioggia incessante, viene decapitato da un motoclista con katana, e l'ira di Nick diventa rabbiosamente incontenibile, appena alleviata dalla bionda "accompagnatrice" Joyce (Kate Capshaw).

Veramente bello ed elegante poliziesco diretto da Ridley Scott, movimentato, duro e a tratti violento in un Giappone che rimanda a certe scene apocalittiche di BLADE RUNNER, assordante dai sinistri bagliori notturni, con tanto di pioggia,insegne pubblicitarie, le luci al neon, nell'etereo crepuscolo, e addirittura sequenze palesemente narcisistiche, in cui l'affamato Douglas reincarna Harrison Ford nell'impacciato uso di bachette e scodellina.

Ma la condizione meticcia è ribaltata: è il Giappone che si è "contaminato" di Occidente, la pioggia sporca appunto che ricorda.

Perfetto Michael Douglas, l'agente cinico e tormentato, e molto bravo anche l'emergente (a quei tempi) Andy Garcia, ma la medaglia del migliore in campo spetta di diritto allo sconosciuto (in occidente) giapponese Ken Takakura, veramente credibile nel ruolo del poliziotto dai "metodi" nipponici.


OCEAN'S ELEVEN - FATE IL VOSTRO GIOCO

Las Vegas. Si è fatto quattro anni in cella l'elegante ladro Danny Ocean (George Clooney) ma non ha certo cambiato registro.

Ora si è messo in testa di ripulire la cassa strapiena di contante, che converge in un unico caveau, dei tre casinò dell’arrogante, straorganizzato e, alla bisogna, crudelissimo boss Terry Benedict (Andy Garcia), anche per una questione privata: gli ha soffiato la moglie Tess (Julia Roberts), di cui è sempre innamorato.

Quindi doppia vendetta e doppia goduria, se riuscisse il colpo.

Per l’impresa da 163 milioni di dollari vengono reclutati dieci “professionisti”, ognuno il migliore nel suo campo, tra cui l’amico Rusty (Brad Pitt) e il novellino Linus (Matt Damon).

Un minuscolo acrobata cinese sarà il grimaldello per penetrare nel caveau.

OCEAN'S ELEVEN - FATE IL VOSTRO GIOCO è una elegante e stilisticamente impeccabile commedia poliziesca diretta dal regista Steven Soderbergh, ex ragazzo prodigio, che ha un buon ritmo, azione ed umorismo, anche se cade nella trappola dell’inverosimile.
La facilità con la quale gli scassinatori fanno fessi i guardiani sfiora quasi il ridicolo e i tanti big presenti nel cast sembrano lavorare al minimo sindacale (di impegno).


Julia Roberts è sempre bella, ma non bellissima, e Gerge Clooney gioca a fare il nuovo Clark Gable, munito com’è di fascino, simpatia e strafottenza.
In un cast estremamente maschilista ( e di ottimo livello) emerge sicuramente sugli altri.

Un buon film d'evasione.