New York. Basta, non ce la faccio più con il frenetico tran-tran metropolitano, sibila il regista di documentari Cooper Tilson (Dennis Quaid) alla comprensiva moglie, la manager in carriera Leah (Sharon Stone).
La coppia si trasferisce così in campagna nella tenuta appena ereditata di Cold Creek con i figli adolescenti Kristen e Jesse.
Nella maestosa quanto isolata villa da ristrutturare irrompe dopo tre anni di galera l'ex proprietario Dale Massie (Stephen Dorff), che si accontenta di poco per lavoretti da carpentiere.
Un tempo sontuosa, la Cold Creek Manor è ora cadente, e Cooper e Leah si dedicano con zelo a riportarla all'antico splendore.
Tutto va per il meglio, anche se l'arrogante bulletto, che vive in una roulotte con la poco seria Ruby (Juliette Lewis), ha in mente un diabolico piano per sloggiare gli intrusi prima che scoprano i suoi terribili segreti.
OSCURE PRESENZE A COLD CREEK è un mediocre giallo ai confini dell'horror che ripercorre stancamente il genere 'casa stregata', anche se gode di un cast di assoluto livello (Sharon Stone e Dennis Quaid).
Il regista Mike Figgis ricorre a tutto il più abusato repertorio in tema di film de'paura, dalle porte che sbattono ai colpi di vento, dai volti da patibolo alle apparizioni improvvise.
Bisogna dire che manca la suspense, e la rivelazione finale, per quanto efficace, è telefonata.
Certo che la Stone è sempre un pò troppo bella per interpretare
qualunque ruolo che non sia quello della femme fatale.
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AFFARI SPORCHI
Los Angeles. Ha l'arroganza e l'influenza di un boss, il sottufficiale della narcotici Dennis Peck (Richard Gere) corrotto e degenerato, che arrotonda lo stipendio con speculazioni immobiliari e traffici misti sottobanco con i delinquenti.Deve però rallentare di colpo i rischiosi maneggi quando viene aggregato al dipartimento degli Internal Affairs (commissione disciplinare) il cocciuto sergente latinos Raymond Avila (Andy Garcia).
Questi indaga sulla mela marcia con la collega Amy Wallace (Laurie Metcalf) tentando di metterlo con le spalle al muro fino a trasformare il caso in una missione personale di vendetta.
Infatti il farabutto gioca d'astuzia per mandare in tilt il bravo sergente e ci riesce perfettamente facendogli credere di essersela spassata con sua moglie Kathleen (Nancy Travis).
Al suo esordio hollywoodiano il regista britannico Mike Figgis con AFFARI SPORCHI mette in scena un poliziesco teso ed avvincente, che non dice nulla di particolarmente nuovo svelando gli squallidi altarini degli sbirri metropolitani ( senza sparare nel mucchio, chiaramente), ma lo fa con vigore e senso dello spettacolo in un cocktail di violenza ed erotismo.
Ottima squadra di attori con un Richard Gere che pur improvvisamente brizzolato, esibisce il proprio sex appeal come un'arma in un ruolo da mascalzone che gli calza a pennello.
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