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SURVIVOR

Londra. Kate Abbott (Milla Jovovich), impiegata del Dipartimento di Stato statunitense, è assegnata all'ambasciata americana per controllare i visti: deve prevenire eventuali attacchi terroristici.

Una tremenda esplosione e il ristorante diventa la bara per svariati colleghi della donna.

E' il colmo, la polizia, guidata dall'ispettore Sam Parker (Dylan MCDermott) la crede l'autrice dell'attentato, quindi dopo essere fortunosamente scampata all'esplosione, capisce che l'unica soluzione rimasta è la fuga.

Accusata di crimini che non ha commesso, Kate dovrà dimostrare la sua innocenza mentre è inseguita dalla polizia e da l'Orologiaio (Pierce Brosnan), uno dei killer più ricercati del mondo, che ha azionato il timer mortale e intende farla tacere.

Per sempre.

Intanto un gruppo di terroristi progetta un attentato a Times Square.

SURVIVOR è un passabile ma impersonale thriller spionistico tutt'azione, ispirato (eufemisticamente) a I TRE GIORNI DEL CONDOR ( la sequenza in cui la protagonista scampa al primo agguato è una citazione quasi diretta di quello che succedeva a Robert Redford) e IL FUGGITIVO, che si scapicolla dall'Afghanistan a New York.

Due le sorprese: l'elegantissimo ex 007 Pierce Brosnan, che convince nei panni dell'inedito cattivo freddo e laconico, e Milla Jovovich (ancora un bel vedere) troppo vestita.

DANTE'S PEAK - LA FURIA DELLA MONTAGNA

Stato di Washington (USA). Nella quieta cittadina appoggiata alla montagna di Dante's Peak, amministrata dalla bella sindachessa, separata con prole, Rachel Wando (Linda Hamilton), giunge l'aitante vulcanologo Harry Dalton (Pierce Brosnan).

Il dottorone scopre subito che il vicino vulcano, inattivo da anni, è prossimo ad esplodere e ricoprire di lava il tranquillo paesello montano.

Lo studioso chiede allora di far allontanare la popolazione ma viene diffidato dal far circolare la notizia. La giunta comunale è intenzionata ad impedire quello che sembra un ingiustificato e deleterio allarmismo.

Anche per la trepidante signora sindaco, che non intende perdere i pochi clienti della tavola calda dove sforna cappuccini a tutta randa (con una macchina da caffè Gaggia nda).
Insomma non gli crede nessuno.

Finchè dai rubinetti delle case non esce acqua al biossido di zolfo.

Si salvi chi può.

DANTE'S PEAK - LA FURIA DELLA MONTAGNA realizzato quasi contemporaneamente ad un altro film sullo stesso argomento (VULCANO - LOS ANGELES 1997), ripropone quasi tutti i temi dei film di genere catastrofico degli anni '70, da Inferno di cristallo in poi.

Malgrado la confezione curata, a partire dai piuttosto credibili effetti speciali, ha il suo limite nell'estrema prevedibilità della storia che procede per stereotipi noti, rendendo il tutto molto prevedibile e ben poco emozionante.

Inoltre il regista Roger Donaldson usa spettacolari colate di lava alternati a ridicoli siparietti sentimentali.

Il distintissimo 007, all'epoca in carica, Pierce Brosnan, non muta espressione nè sotto i sussulti della montagna nè davanti alle languide occhiate della milf Linda Hamilton.

Per gli appassionati del genere la visione è consigliata, ma senza particolari attese.

007- LA MORTE PUO' ATTENDERE

Catapultato in Corea del Nord per stroncare un traffico di "conflict diamonds",  James Bond (Pierce Brosnan) viene catturato.

Appena liberato dopo quattordici mesi di carcere duro, finalmente scambiato con il terrorista Zao, dopo la fallita missione si vede ritirare la licenza in quanto sospettato di aver rivelato ai carcerieri i nomi dei componenti della propria rete spionistica.

Fuggito dalla nave che doveva trasportarlo alle Falkland, l'agente si reca al sole di Cuba dove incontra l'affascinante morettona statunitense Jinx (Halle Berry) e con lei si reca nell'isola di Los Organos, dove scopre quanto sia facile cambiare identità col rinnovo del dna.

Quindi di corsa a Londra dove il misterioso ed arrogante miliardario Gustav Graves (Toby Stephens), afflitto da insonnia perenne, sembra tirare le fila del gioco, aiutata dal suo fascinoso ed algido addetto stampa Miranda Frost (Rosamund Pike).

Accoglie al volo l'invito in Islanda, nel palazzo di ghiaccio del riccone, voglioso di giocare a chi ce l'ha più forte (il satellite): il suo Icarus è capace di incenerire il mondo concentrando la luce solare!

Ed ora diamo il via alle danze con un bel conflitto Corea del Nord e del Sud.

007 - LA MORTE PUO' ATTENDERE è la scoppiettante ventesima puntata ufficiale delle avventure di Bond, il solito guazzabuglio spionistico-avventuroso, questa volta con continui ammiccamenti erotici e una dose di ironia più abbondante del solito.

Tra le solite diavolerie ipertecnologiche (qualcosa che sa di già visto), la title track techno di Madonna (presente anche in una particina) ed effetti speciali sempre più sofisticati, spunta Halle Berry in bikini arancio su pelle oliva: non sarà Ursula Andress, però... è spettacolare.

E anche la bionda Rosamund Pike non sfigura nel ricco albo delle Bond Girl.

007 IL DOMANI NON MUORE MAI

Mari della Cina, 1997. La fregata inglese Devonshire affonda con il suo carico di missili e un jet cinese è abbattuto.

Che sta succedendo?

L'austero capo del controspionaggio di sua Maestà, M (Judy Dench), affida all'agente segreto James Bond (Pierce Brosnan) il compito di capirci qualcosa.

Il nostro uomo va dritto ad Amburgo nella sede dell'arrogante magnate dell'informazione (stampa e tv) Elliott Carver (Jonathan Pryce), la cui splendida, sexy ed elegante moglie Paris (Teri Hatcher) era stata una vecchia fiamma.

Il paperone è decisamente fuori di testa: il suo diabolico piano consiste nel provocare un incidente internazionale per far scoppiare la terza guerra mondiale, cominciando con Londra vs Pechino, e averne l'esclusiva sul piano dell'informazione.

Suo complice è un generale cinese, pronto a prendere il potere dopo la distruzione di Pechino.

Ma sull'avveniristico laboratorio piomba il coraggioso 007 con l'aiuto di una bella e tosta spia con gli occhi a mandorla, tale Wai Lin (Michelle Yeoh).

007 IL DOMANI NON MUORE MAI è l'avvincente, anche se scontata e prevedibile, diciottesima avventura (seconda prova per Brosnan nda) dell'inossidabile spione 007 al servizio di sua Maestà , in un epoca in cui già dilagano computer, cellulari, comunicazioni satellitari e tecnologie di ogni tipo.

Il progresso tecnologico sembra comunque integrarsi abbastanza bene con la saga del celebre agente segreto, che ha sempre avuto in sè una certa dose di avanguardia.

Lo spionaggio sembra infatti essere stato messo da parte già col film precedente, in favore dell'azione. Tuttavia, considerato come action movie questo film è abbastanza godibile, con tantissima azione e un ritmo sostenuto, esplosioni, ed acrobazie spettacolari che soddisferanno sicuramente i fan del genere.

Non mancano nemmeno suggestive ambientazioni e superfemmine, come da copione (peccato che la bella Teri Hatcher pre-moglie disperata muoia quasi subito!).

Ultime considerazioni: la pubblicità è sempre più sfacciata (vedi BMW) e i cinesi che entrano a giocare con la squadra dei buoni!

L'UOMO NELL'OMBRA

Londra. È stato scelto il taciturno ghostwriter (Ewan McGregor) per metter mano, rivoltandola da cima a fondo, alla monumentale autobiografia dell'ex premier inglese Adam Lang (Pierce Brosnan), che vive su un'isola negli Stati Uniti con la moglie, la segretaria e le guardie del corpo.

Lo scrittore di serie b per 250mila sterline va a sostituire il precedente ghost writer che è morto cadendo da un traghetto in circostanze alquanto misteriose.

Si trasferisce così sull'isola accolto dalla disinvolta segretaria, e amante non troppo segreta, dell'uomo politico, Amelia Bly (Kim Cattrall), e dalla sua riservata moglie Ruth (Olivia Williams), su cui fa presto un giro.

In breve tempo l'uomo comprende di essersi accollato un'impresa scottante e non solo sul piano letterario. 

Lang viene infatti accusato di avere, nel corso del suo mandato, consentito la tortura di prigionieri sospettati di terrorismo e di avere non confessati legami con la Cia. Insomma scheletri nell'armadio. 

Con finale a sorpresa.

L'UOMO NELL'OMBRA è un avvincente, pur se aggrovigliato, giallo fantapolitico del poliedrico Roman Polanski che con questo thriller si rifà al grande Hitchcock con una consapevolezza della classicità che pochi possono vantare senza scadere nel rifacimento privo di originalità.

Il regista approda con quest'opera al thriller con risvolti spionistici grazie a un romanzo che rispetta molto e a un Ewan McGregor, in un personaggio privo di identità, che ricorda senza perdere nulla in modernità (Al Qaeda e soprattutto Cia sono sempre minacciosamente presenti) i "classici" Cary Grant e James Stewart di un tempo.

E' perfetto nei panni dell'uomo qualunque che conduce il gioco tra continue sorprese e parziali rivelazioni, un nutrito manipolo di doppiogiochisti, un paio di signore meno calienti del previsto e l'ambiguo ex 007 Pierce Brosnan.

AFTER THE SUNSET

Paradise Island (Bahamas). Le aragoste sono una delizia, ma dopo sei mesi stufano. Così il raffinato e geniale ladro di diamanti Max (Pierce Brosnan), in dorato riposo con la sensuale complice-amante Lola (Salma Hayek), che pretende il ritiro dalle imprese rischiose e la pensione mentre lui non ne ha voglia, decide di rimettersi in pista.

Incamerati i primi due, ruberemo anche il terzo diamante di Napoleone, guarda caso, in sorvegliatissima esposizione sulla mastodontica nave di crociera ancorata lì al largo.

Ma il tenace e frustrato agente dell' Fbi Stan (Woody Harrelson), che lo insegue da sette anni senza cavare un ragno dal buco, lo tallona da presso, certo che il boccone è troppo ghiotto per il ladro incallito.

Fa quindi piedino alla bella poliziotta locale Sophie, che lo avverte: il gioiello fa gola anche al boss locale Moorè (Don Cheadle).

AFTER THE SUNSET è un fragile, per non dire inconsistente, giallorosa del genere commedie "per signore", del poco raccomandabile regista Brett Ratner, che gira a vuoto per un'ora e mezza, cercando di far convivere azione e umorismo.

La prima è uno sfrontato riciccìamento di vicende già viste, il secondo puramente virtuale, ricco com'è di battute penose, pur se pronunciate il luoghi tra il lussurioso e il lussureggiante.

Lo svogliato Pierce Brosnan e la maliziosa Salma Hayek, nel caso con il sex-appeal di cui è generosamente dotata al guinzaglio, sono insopportabili nel ruolo dei gattini innamorati.

Rimane l'allegria della vicenda. 

E quindi folclore caraibico, grossi fiori dai vivi colori, bel mare, drink analcolici con l'ombrellino nel bicchiere, grandi alberghi, personaggi di colore buffi o criminali, ristoranti di pesce, aragosta, pareos, turisti in mutande e/o bruciati dal sole, un vero repertorio dei luoghi comuni tropicali.

salma hayek nakedE la godibile Salma Hayek, naturalmente.

Fateveli bastare.

P.s. Il titolo allude al sogno dell'innamorata, sedere tranquilli sulla veranda dopo il tramonto ammirando in silenzio il sopravvenire della notte e la bellezza della Natura.

007 GOLDENEYE

Severnaya (Russia). Dopo il sanguinoso massacro nella base missilistica, la seducente Xenia Onatopp (Famke Jansenn) inviata dell'organizzazione criminale, infiltrata ai vertici della difesa russa, nota come Janus, assume il controllo, in combutta con il generalone rinnegato Ourumov, di Goldeneye, un raggio spaziale in grado di mandare in tilt i sistemi elettronici del pianeta.

Obiettivi? Una colossale rapina via computer ai danni del Regno Unito e una spietata vendetta attesa per una vita intera.

L'agente 007 James Bond (Pierce Brosnan) si catapulta a San Pietroburgo, dove è catturato con la bella e coraggiosa programmatrice russa Natalia Simonova (Izabella Scorupco), sopravvissuta nella strage.

Ci vuol ben altro per fermare il nostro agente con licenza di uccidere, che fugge dall'elicottero in fiamme e si mette a sfrerragliare con un carro armato per le strade, prima di mettere fine alla spinosa questione al sole di Cuba.

E' un piacevole e fragoroso fumettone avventuroso questo 007 GOLDENEYE,  il diciassettesimo episodio della serie ufficiale, l'infinita saga bondiana, esordio del fascinoso e simpatico irlandese Brosnan nel ruolo di James Bond, che come spesso gli accade deve districarsi in un crepitio di catastrofici effetti speciali tra intrighi e doppiogiochisti degni del nostro parlamento.

Dopo la fine dell'Urss, 007 si trova a confronto con vecchi amici e nemici che hanno sostituito le ideologie con il denaro, come sempre attorniato da sventole di prima grandezza (in questo caso dal nome impronunciabile).

Si rinnova il cast (con l'eccezione di Desmond Llewellyn nel ruolo di O), si aggiorna la colonna sonora e cambiano le ambientazioni, ma la formula si ripete.

Bond penetra nella base degli avversari giusto in tempo per bloccare il conto alla rovescia finale.

Il film ha comunque un aspetto decisamente più moderno e innovativo in molti altri elementi: vengono migliorati gli effetti speciali visivi e le acrobazie, l' indimenticabile Aston Martin viene sostituita da una BMW, e il ruolo di M viene affidato a una donna, tanto per dire.

Inoltre si differenzia dai film precedenti per il fatto che viene notevolmente aumentata la dose di azione e adrenalina, che abbondano fin dall'inizio.

Probabilmente sarebbe sbagliato considerare 007 GOLDENEYE un film di spionaggio visto che sembra passare in secondo piano la spy story per lasciare più posto all'azione in salsa brillante.

Come se la sbriga il nuovo interprete?

Si arrende solo all'intramontabile mito di Sean Connery.



MARS ATTACKS!

Washington. Il pavido Presidente degli Stati Uniti James Dale (Jack Nicholson) si gratta perplesso la pelata, indeciso sul da farsi. Bisogna capirlo: a bordo di migliaia di dischi volanti i marziani hanno deciso di atterrare sul pianeta Terra.
Tratto o non tratto con questi ospiti inaspettati?
Forse invitando i loro capi a cena potrei salvare il pianeta, e così spinge la petulante first lady Marsha (Glenn Close) a preparare un'abbuffata coi fiocchi.

Intorno a lui gli esperti si dividono in ottimisti e pessimisti. Infatti mentre il generale guerrafondaio Decker (Rod Steiger) preme per l'attacco, lo scienziato progressista Donald Kessler (Pierce Brosnan) lo smentisce: macchè, quei nanerottoli verdastri non sono pericolosi.

Le ultime parole famose: il primo contatto con l'equipaggio di una nave spaziale dimostra che hanno ragione i secondi poichè i marziani sparano.

Per fortuna nel deserto del Nevada un'arzilla nonna scopre per caso l'arma acustica che annienta gli invasori: melodie Country & Western ad alto volume.

Esilarante, folle commedia grottesca del geniale, immaginifico e faziosissimo ultrà democratico Tim Burton, ispirata alla serie omonima di figurine della Topps Chewing Gum Company, uscite nel 1962, e costata settanta milioni di dollari.

Film impertinente, burlevole, caustico e politicamente scorretto che sbeffeggia e dileggia tutto e tutti, per primo contro i militari e le smanie, facendosi beffe di parole sacre, soprattutto per gli americani, come onore e patriottismo.

Costruito a capitoletti brevi per tener dietro al folto stuolo di personaggi, esageratamente sopra le righe (10 star almeno in un cast di 69 attori, tra cui, oltre quelli già nominati, Danny De Vito, Michael J.Fox, Sarah Jessica Parker e Annette Bening), infila una lunga catena di gag, invenzioni iperboliche, trovate oniriche, mostruosità bizzarre, quadretti umoristici che durano come la fiamma di uno zolfanello in una struttura narrativa ridondante.

007 - IL MONDO NON BASTA

Azerbaijan. Spedito in Asia dal rude capo M (Judi Dench), l'agente speciale James Bond (Pierce Brosnan) ha l'incarico di sventare un complotto che minaccia le risorse petrolifere mondiali e, a margine, proteggere la bellissima Elektra King (Sophie Marceau), fresca orfana di un magnate del petrolio e insidiata dal sadico terrorista Renard (Robert Carlyle), suo ex rapitore, intenzionato a sabotare la costruzione di un megaoleodotto.

Il furbo 007, dopo aver goduto delle grazie della ragazza, si traveste da russo e sotto il falso nome di dottor Arco, bussa alla tana del lupo, intento a costruire un sottomarino nucleare.

Per fortuna un aiuto, e dopo anche di più, arriverà dall'affascinante esperta in armi nucleari, Chrismas Jones (Denise Richards), quando sarà chiaro che tra sindrome di Stoccolma e sete di potere, la bella Elektra è in combutta con i cattivi.

E ora fermiamo l'esplosione nucleare.

Diretto da Michael Apted, molto aggrovigliato, abbastanza diluito e poco avvincente il 19° capitolo della saga di 007, che pure rispetta la formula collaudata nel 1962: varietà di sfondi esotici, passerella di gadget micidiali, lunga galleria di cattivi, spruzzatine di sesso, accumulo di mirabolanti sequenze d'azione per terra, aria, acqua e fuoco, al limite del credibile.

Costo: 100 milioni di dollari.

Per la 3ª volta l'irlandese Pierce Brosnan conferma di essere il più degno erede dello scozzese Sean Connery, anche se il mito dell'agente meno segreto del mondo è ormai corroso dalla ruggine.

Maria Grazia Cucinotta? La nostra unica rappresentante defunge durante i titoli di testa, con sigari, motoscafo e aerostato a disposizione.
Per i suoi meriti artistici.....

GIOCO A DUE

New York. Collezionare quadri d'autore è una mania per il finanziere (nel senso di miliardario) di gran classe Thomas Crown (Pierce Brosnan), patito di golf e vela (tutti sport per gente in cassa integrazione nda). 

Però quello che veramente lo fa impazzire è un Monet.

Per trasferirlo dalla parete di un museo a quella di casa propria, organizza il furto perfetto con annesso elicottero e manovalanza dell'est europa come specchietto per le allodole con divisa.

Ma. L'astuta l'investigatrice delle assicurazioni Catherine Banning (Rene Russo) ha mangiato la foglia e tampina in maniera spudorata e plateale l'impassibile ladro gentiluomo, che sempre divertirsi nel reggere bordone al rischioso gioco.

Il gioco prende la mano e la seducente signorina scopre il maltolto nascosto sopra un altro dipinto, ma adesso mi piace, prima lo porto a letto, poi in galera.

Anzi no, scappo con lui.

GIOCO A DUE è uno scorrevole film d'azione del regista John McTiernan, specializzato nel genere, con venature rosa e qualche centimetro di pelle scoperta della bella Rene Russo, remake del film IL CASO THOMAS CROWN, con Steve McQueen e Faye Dunaway.

Quest'ultima è stata chiamata a interpretare una piccola parte (la psicologa del ladro gentiluomo nda).

Gradevole, anche grazie ai due protagonisti, l'elegante Pierce Brosnan e la sensuale Rene Russo.