Visualizzazione post con etichetta tim roth. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tim roth. Mostra tutti i post

SELMA. LA STRADA PER LA LIBERTA'

Atlanta, Georgia (USA), 1965. Da anni si batte per i diritti civili dei negri il reverendo protestante Martin Luther King (David Oyelowo).

Il Presidente Lyndon Johnson (Tom Wilkinson) fa il pesce in barile, mentre l'ultrareazionaro governatore dell'Alabama (Tim Roth) per due volte si oppone alla monumentale e chilometrica marcia da Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, a Montgomery, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell'esercitare il proprio diritto di voto.

Ma alla terza si arrende.

SELMA. LA STRADA PER LA LIBERTA' è un poco coinvolgente dramma (anche perchè si conosce già il finale, essendo Storia recente nda), che rievoca l'appassionante (quella decisamente appassionata) lotta dei leader dei pacifisti di colore contro l'arroganza dei bianchi.

Bisogna ammettere che il film non rappresenta un "santino" del premio Nobel Martin Luther King, anzi ne sottolinea le complessità caratteriali e le difficoltà del suo cammino di pace, nonché le controversie con i suoi oppositori, mettendone in evidenza la dimensione intima e familiare, peraltro ripresa dalle registrazioni delle cimici dei servizi segreti americani.

Bella la ricostruzione ambientale ma sono pochi però i momenti in cui si palpita davvero, tenendo anche conto che la tematica della lotta razziale appare ormai ipersfruttata.



PLANET OF APES - IL PIANETA DELLE SCIMMIE

Usa, 2029. Chissà come la capsula di ricognizione guidata da una scimmmia è risucchiata in una tempesta magnetica, un vortice spazio-temporale, dove finisce anche il capitano Leo Davinson (Mark Wahlberg) invano proteso all'inseguimento del collega su una seconda navetta.

Precipita così, dopo un viaggio secolare, su uno strano pianeta, in cui gli esseri umani, regrediti a uno stadio trogloditico, sono schiavi dominati da gorilla e babbuini parlanti.
Una volta catturato, le sue sole speranze risiedono nella simpatia che la scimpanzè scienziata Ari (Helena Bonham Carter) ha per i sottomessi.

Questa lo asseconda nella fuga, mentre prepara la ribellione contro il dittatore in carica, il crudele generale Thade (Tim Roth).

Sarai tu il nostro capo contro le truppe degli oppressori, che implacabilmente li braccano. E adesso dobbiamo tornare sulla Terra.

Geniale sorpresona finale.

Fantasmagorico kolossal diretto dal re delle immagini in libertà, Tim Burton, che con l'aiuto degli immancabili effetti speciali, tenta la via satira, sbertucciando (è proprio il caso di dirlo) le smanie dell' uomo colonizzatore, facendo la sua lettura del pianeta delle scimmie diversa da quella del film del 1968 da cui trae ispirazione di Franklin J.Schaffner con Charlton Heston.

Atmosfera molto cupa e orwelliana, trasformazioni prodigiose degli attori e ritmo incalzante, gli aspetti positivi del film.

Purtroppo Walhberg (abbastanza opaco). Non solo non è Heston, e si vede, ma non è proprio l'attore ideale per questo ruolo (esce schiacciato dal confronto con i personaggi "scimmieschi") e il film dura un po' troppo, così che alla fine aleggia la noia.

PULP FICTION

Quattro episodi (intrecciati) a Los Angeles. Quattro storie di violenza che s'intersecano in una struttura apparentemente circolare che va avanti e indietro nel tempo: si chiude 1) il tandem di balordi di infimo calibro Pumpkin (Tim Roth) e Honey (Amanda Plummer) si accinge a fare una rapina in una tavola calda;

2) i due sicari Vincent (John Travolta) e Jules (Samuel L. Jackson) uccidono due uomini per recuperare una preziosa valigetta e gli rimane di troppo un ostaggio che per sbaglio ammazzano. 

Dovranno ripulire la loro auto, insozzata dal sangue e dal cervello dell’uomo uomo ucciso per sbaglio, con l'aiuto e sotto la direzione che non ammette repliche di Mr. Wolf (Harvey Keitel), l'uomo che risolve problemi, e vanno a mangiare proprio nella tavola calda della rapina;

3) uno dei due sicari (Travolta) deve portare a ballare la disinvolta Mia (Uma Thurman), moglie del boss Marsellus (Ving Rhames), che, scambiata eroina per cocaina, va in overdose;

4) il mediocre pugile Butch (Bruce Willis) contravviene ai patti, vince un incontro invece di andare al tappeto e scappa con la borsa.

Chi sopravvive si ritroverà con i protagonisti della altre storie.

PULP FICTION è una irresistibile commedia nera ispirata da quella narrativa popolare di ambiente criminale che, dagli anni '30 e '40, era pubblicata dai pulp magazines.

Secondo film di Quentin Tarantino, procede sul filo di un'irridente ironia, di un efferato e macabro umorismo nero, di una dialettica tra buffonesco e tragico (tra fun e funesto) che mettono azioni, gesti e personaggi come tra parentesi, in corsivo, anche quando, come nel torvo episodio della sodomizzazione, questo film divertente e caustico dai dialoghi irresistibili penetra nell'abominio del male.

Quentin Tarantino è sicuramente geniale ed il regista che ha modificato il modo di raccontare le storie, come fa in questo esplosivo girotondo grottesco, con avvenimenti e personaggi buoni per almeno tre film, punteggiato da un rock che ti rimane dentro.


Tra i bulli riemerge lo strepitoso e sorprendente John Travolta, improvvisamente rinato dopo molti film sbagliati, tra le pupe la sensuale Uma Thurman.

Vietato in Italia ai minori di 18 anni.

Palma d'oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura (Tarantino, Roger Avary).