Hong Kong. il detective Lee (Jackie Chan), amico intimo del console Han Solon (Tzi Ma), riesce ad impedire che alcuni preziosissimi manufatti cinesi vengano portati fuori dal paese da alcuni contrabbandieri.
Due anni dopo, mentre il console si è trasferito a Los Angeles con la sua famiglia, il boss malavitoso Juntao (Tom Wilkinson) si vendica dell'azione di due anni prima rapendo la figlia undicenne Soo Yung (Julia Hsu).
Non fidandosi dell'FBI, Han chiede aiuto al detective Lee.
L'intruso non è gradito all'FBI, che gli affianca l'agente nero e casinista Carter (Chris Tucker).
Dopo gli immancabili abbagli, i due litigiosi poliziotti imboccano la pista giusta.
RUSH HOUR - DUE MINE VAGANTI è uno scorrevole, frenetico ed insulso parapoliziesco made in USA diretta senza alcun brio nè inventiva personale da Brett Ratner, che recluta l'hongkonghese Jackie Chan, avvezzo a girare senza controfigura anche le scene a rischio collo.
Ovviamente il modello di riferimento è la serie di ARMA LETALE con i due poliziotti diversissimi per carattere e comportamento che fanno però faville in coppia.
Peccato che i due attori non siano per nulla carismatici (specie Chris Tucker, una brutta copia di Eddie Murphy) e la vicenda di una sconcertante banalità.
Pessimo ma efficace al botteghino (nel mondo, oltre 200 milioni di incasso).
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IL DEBITO
Berlino Est, 1965. L'ho trovato! Quel ginecologo è il sadico boia nazista del lager di Birkenau, Dieter Vogel (Jesper Christensen), altrimenti noto come "il chirurgo di Birkenau".
Così l'agente segreto del Mossad israeliano Rachel Singer (Jessica Chastain) si finge una paziente ansiosa di maternità e alla seconda visita lo stende per rapirlo con il suo gruppo di spie infiltrate.
Mica facile però tenerlo prigioniero, per farlo arrivare in Israele per il processo che gli spetta, con i colleghi stracotti di lei, David (Sam Worthington) e Stephan (Marton Csokas).
Qualcosa va storto e Rachel, per impedirne la fuga, è costretta ad ucciderlo a Berlino. Giustizia è comunque fatta e per trent'anni i tre vengono celebrati in patria come eroi, chiamati a raccontare l'impresa in scuole e conferenze e, infine, a finire nero su bianco sul libro di memorie redatto dalla figlia di Rachel e Stephan. Ma hanno mentito. Il nazistone è ancora vivo.
Tocca alla donna (Helen Mirren) chiudere i conti col passato e rimettersi su un aereo diretto in Ucraina per saldare il debito con la propria coscienza, la propria famiglia e il proprio popolo.
IL DEBITO è un avvincente thriller spionistico, incentrato sull'interminabile caccia a un criminale nazista, che fa la spola tra l'Europa e Israele per trentadue anni (lontana da MUNICH).
Pellicola molto intrigante, visto che all'inizio sembra un puro esercizio di routine nel ricostruire una storia di cui sappiamo già la fine; poi però arriva il colpo di scena e l'interesse (già presente) aumenta.
IL DEBITO rimane comunque un film discordante, che intriga ed appassiona nella parte del lungo flashback (in cui si confrontano ottimi attori e una ricostruzione ambientale decisamente efficace), mentre appare vistosamente più debole e forzato nella parte in cui i protagonisti agiscono ai giorni nostri.
Jessica Chastain in "palla".
Così l'agente segreto del Mossad israeliano Rachel Singer (Jessica Chastain) si finge una paziente ansiosa di maternità e alla seconda visita lo stende per rapirlo con il suo gruppo di spie infiltrate.
Mica facile però tenerlo prigioniero, per farlo arrivare in Israele per il processo che gli spetta, con i colleghi stracotti di lei, David (Sam Worthington) e Stephan (Marton Csokas).
Qualcosa va storto e Rachel, per impedirne la fuga, è costretta ad ucciderlo a Berlino. Giustizia è comunque fatta e per trent'anni i tre vengono celebrati in patria come eroi, chiamati a raccontare l'impresa in scuole e conferenze e, infine, a finire nero su bianco sul libro di memorie redatto dalla figlia di Rachel e Stephan. Ma hanno mentito. Il nazistone è ancora vivo.
Tocca alla donna (Helen Mirren) chiudere i conti col passato e rimettersi su un aereo diretto in Ucraina per saldare il debito con la propria coscienza, la propria famiglia e il proprio popolo.
IL DEBITO è un avvincente thriller spionistico, incentrato sull'interminabile caccia a un criminale nazista, che fa la spola tra l'Europa e Israele per trentadue anni (lontana da MUNICH).
Pellicola molto intrigante, visto che all'inizio sembra un puro esercizio di routine nel ricostruire una storia di cui sappiamo già la fine; poi però arriva il colpo di scena e l'interesse (già presente) aumenta.
IL DEBITO rimane comunque un film discordante, che intriga ed appassiona nella parte del lungo flashback (in cui si confrontano ottimi attori e una ricostruzione ambientale decisamente efficace), mentre appare vistosamente più debole e forzato nella parte in cui i protagonisti agiscono ai giorni nostri.
Jessica Chastain in "palla".
GOOD PEOPLE
Londra. Si sono trasferiti da poco in città i giovani coniugi americani Tom (James Franco) e Anna Reed (Kate Hudson).Si sono indebitati pesantemente nel tentativo di rinnovare la casa di famiglia della bionda signora e inoltre stanno provando ad avere un figlio, che tarda ad arrivare.
Un bel giorno però scoprono che il loro affittuario del piano di sotto è morto in circostanze ambigue (overdose) e ha lasciato una borsa contenente una notevole somma di denaro.
Ora si tratta di decidere cosa fare del malloppo.
Anche se inizialmente titubanti, Tom e Anna decidono che il piano è semplice: tutto ciò che devono fare è tenersi tranquillamente i soldi e usare all'inizio solo la parte necessaria per farli uscire dai problemi economici.
Quello che non sanno, ma scoprono presto, e che si tratta del frutto di una rapina effettuata ai danni di un pericoloso trafficante francese (Omar Sy) da una banda di crudeli spacciatori londinesi.
GOOD PEOPLE è un thriller ultra convenzionale che non offre nulla di nuovo sul fronte cinematografico, anzi ricalca in parte pellicole simili.
In effetti sfrutta un soggetto molto simile già visto nel quasi sconosciuto CASH - PAGA O MUORI, adottandone le stesse fattezze da B movie.
Tutto è abbastanza telefonato, come il cruento, pirotecnico ma scontato finale.
Cast di tutto rispetto ma poco ispirato.
Forse l'unico che offre un lieve pathos è il dolente Tom Wilkinson, mentre sia James Franco che la bella Kate Hudson sono al minimo dei giri.
SELMA. LA STRADA PER LA LIBERTA'
Atlanta, Georgia (USA), 1965. Da anni si batte per i diritti civili dei negri il reverendo protestante Martin Luther King (David Oyelowo).Il Presidente Lyndon Johnson (Tom Wilkinson) fa il pesce in barile, mentre l'ultrareazionaro governatore dell'Alabama (Tim Roth) per due volte si oppone alla monumentale e chilometrica marcia da Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, a Montgomery, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell'esercitare il proprio diritto di voto.
Ma alla terza si arrende.
SELMA. LA STRADA PER LA LIBERTA' è un poco coinvolgente dramma (anche perchè si conosce già il finale, essendo Storia recente nda), che rievoca l'appassionante (quella decisamente appassionata) lotta dei leader dei pacifisti di colore contro l'arroganza dei bianchi.
Bisogna ammettere che il film non rappresenta un "santino" del premio Nobel Martin Luther King, anzi ne sottolinea le complessità caratteriali e le difficoltà del suo cammino di pace, nonché le controversie con i suoi oppositori, mettendone in evidenza la dimensione intima e familiare, peraltro ripresa dalle registrazioni delle cimici dei servizi segreti americani.
Bella la ricostruzione ambientale ma sono pochi però i momenti in cui si palpita davvero, tenendo anche conto che la tematica della lotta razziale appare ormai ipersfruttata.
FULL MONTY - SQUATTRINATI ORGANIZZATI
Sheffield (Inghilterra). E dire che un tempo la città era un grande centro siderurgico.Ora il sogno economico si è da tempo trasformato nell'incubo della disoccupazione e in città molti metalmeccanici trascorrono le loro giornate a oziare all'ufficio di collocamento, senza tante speranze visto che molte fabbriche sono chiuse. Minando pericolosamente l'autostima.
Tra i senza lavoro c'è anche il colletto bianco Gerald (Tom Wilkinson), che nemmeno ha avuto il coraggio di dirlo alla moglie Linda.
E Gaz (Robert Carlyle), separato, e Dave, due scapestrati trentenni che passano il tempo a rubare travi d'acciaio dalle vecchie fabbriche abbandonate per mettere insieme qualche sterlina.
Messo di fronte all'ipotesi di poter perdere la potestà sul figlio adolescente, Gaz lancia un'idea pazza ai compagnoni disoccupati, Dave, Horse, Lomper e Guy: perché non ci esibiamo come spogliarellisti?
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