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IL DEBITO

Berlino Est, 1965. L'ho trovato! Quel ginecologo è il sadico boia nazista del lager di Birkenau, Dieter Vogel (Jesper Christensen), altrimenti noto come "il chirurgo di Birkenau".

Così l'agente segreto del Mossad israeliano Rachel Singer (Jessica Chastain) si finge una paziente ansiosa di maternità e alla seconda visita lo stende per rapirlo con il suo gruppo di spie infiltrate.

Mica facile però tenerlo prigioniero, per farlo arrivare in Israele per il processo che gli spetta, con i colleghi stracotti di lei, David (Sam Worthington) e Stephan (Marton Csokas).

Qualcosa va storto e Rachel, per impedirne la fuga, è costretta ad ucciderlo a Berlino. Giustizia è comunque fatta e per trent'anni i tre vengono celebrati in patria come eroi, chiamati a raccontare l'impresa in scuole e conferenze e, infine, a finire nero su bianco sul libro di memorie redatto dalla figlia di Rachel e Stephan. Ma hanno mentito. Il nazistone è ancora vivo.

Tocca alla donna (Helen Mirren) chiudere i conti col passato e rimettersi su un aereo diretto in Ucraina per saldare il debito con la propria coscienza, la propria famiglia e il proprio popolo.

IL DEBITO è un avvincente thriller spionistico, incentrato sull'interminabile caccia a un criminale nazista, che fa la spola tra l'Europa e Israele per trentadue anni (lontana da MUNICH).

Pellicola molto intrigante, visto che all'inizio sembra un puro esercizio di routine nel ricostruire una storia di cui sappiamo già la fine; poi però arriva il colpo di scena e l'interesse (già presente) aumenta.

IL DEBITO rimane comunque un film discordante, che intriga ed appassiona nella parte del lungo flashback (in cui si confrontano ottimi attori e una ricostruzione ambientale decisamente efficace), mentre appare vistosamente più debole e forzato nella parte in cui i protagonisti agiscono ai giorni nostri.

Jessica Chastain in "palla".

1981: INDAGINE A NEW YORK

New York, inverno 1981. Vive alla grande l’ambizioso immigrato Abel Morales (Oscar Isaac), intraprendente ed elegante proprietario di un’azienda a conduzione familiare che tratta carburanti, con la bella moglie Anna (Jessica Chastain) e le due bambine nella magnifica villa.

Ha fatto i soldi con il petrolio, ma da un pò gli rapinano le cisterne, fatte sparire nel nulla con il carico.

Mentre proprio mentre Abel sta per portare a termine l’acquisto di un deposito più grande che gli permetterebbe di compiere quel salto in avanti professionale da sempre sognato.

Deve trovare alla svelta il denaro necessario per completare l’acquisizione e si sta rendento conto che la questione non è se sporcarsi o meno le mani ma quanto e come sporcarsele…

Per completare il quadro si ritrova tra i piedi anche l’ostinato sbirro Lawrence, che lo pressa accusandolo di truffa e frode fiscale.

 E’ dura combattere su più fronti, specie se uno è la Mafia.

1981: INDAGINE A NEW YORK è un eccitante poliziesco, un film di atmosfera, che racconta con una perfetta ricostruzione d’epoca l’ascesa di un uomo perbene, probabilmente esageratamente fiducioso nelle proprie risorse, oltre che nel prossimo.

Risulta evidente che al regista J.C. Chandor piace descrivere le crisi e come gli individui reagiscono alle stesse. Lo ha fatto con il suo film d’esordio MARGIN CALL, in cui il pericolo era imminente e richiedeva di agire scegliendo un’etica o facendone a meno.

È proprio in un mare tempestoso che si trova a navigare il protagonista che ha sposato la figlia di un gangster dal quale ha acquisito l’azienda ma che non ha e non vuole avere nulla a che fare con il malaffare. Vuole disperatamente navigare tenendo la barra dritta ma tutto intorno a lui sembra coalizzarsi contro questa volontà.

Perché, mentre ogni certezza sembra crollare e il tempo per realizzare il proprio sogno (americano) si fa sempre più esiguo, sul volto di un ottimo Oscar Isaac, che da anima e corpo al suo personaggio, compaiono tutti i dubbi di chi si chiede se piegarsi al ‘lato oscuro della forza’ non sia in definitiva la scelta migliore. 

O almeno la più comoda.