Los Angeles. Per suggellare la pace con la fresca fidanzata Annie (Sandra Bullock), il poliziotto della squadra speciale Alex (Jason Patric), temporaneamente in ferie, si imbarca con lei per una Crociera nei Caraibi.
I due piccioncini ignorano che a bordo si è issato anche il terrorista dilettante John Geiger (Willem Dafoe), ansioso di vendicarsi di un licenziamento. Ingiusto, a suo dire (ovviamente...).
Il folle, che però non è scemo, ha piazzato una bomba chissà dove, ma intende far saltare in aria la nave solo dopo essersi impadronito dei gioielli della ben fornita cassaforte di bordo.
Riposti i costumi da bagno e tra i passeggeri colti da irrefrenabile panico, riusciranno l'agente in libera uscita e la coraggiosa fidanzata a bloccare il mascalzone esplosivo?
SPEED 2 - SENZA LIMITI è una fotocopia sbiadita, il lento e noioso (a dispetto del titolo) seguito del fortunato SPEED. Il regista olandese Jan De Bont, autore anche dell'assurdo soggetto (il sabotaggio di una nave da crociera non è il massimo quando si parla di velocità), ci riprova ma senza gli stessi risultati.
Probabilmente perchè si è limitato a trasferire la sorridente Sandra Bullock dal bus del primo episodio alla nave, perdendo ritmo, originalità e suspence.
Tre ottimi attori sprecati.
Si salva per spettacolarità la parte finale, ma dopo due ore così inutilmente tirate in lungo, verrebbe il mal di mare anche a un lupo. Di mare, ovviamente.
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HAUNTING - PRESENZE
Usa. Nel castellaccio in mezzo alla campagna del Massachusetts (niente telefoni né televisione, impossibile varcare di notte il cancello incatenato), lo stimato psichiatra David Morrow (Liam Neeson) ha convocato tre persone afflitte da insonnia.
In realtà al medico preme studiare le reazioni delle persone di fronte alla paura a mezzo delle ignare cavie, la timida Nell (Lili Taylor), che dopo una vita passata a badare alla madre invalida ormai morta, rischia lo sfratto, la pimpante bisex Theo (Catherine Zeta-Jones) e il giuggiolone biondo Luke (Owen Wilson).
La prima a provare qualche brivido sinistro è proprio Nell, quando avverte inspiegabili presenze nel lettone a due piazze, sui finestroni e lungo le pareti.
Gli altri due ospiti sulle prime non le danno retta, poi i misteriosi rumori continuano, accomunando tutti nella fifa blu.
Qual è l'agghiacciante segreto del maniero maledetto?
HAUNTING - PRESENZE pur se insaporito da un cast rilevante non riesce a convincere: è stato realizzato pensando troppo agli effetti speciali (molto curati ma anche eccessivi, perlomeno quelli visivi) e poco al contenuto del film.
La pellicola, goffamente diretta da uno specialista di film d'azione, l'olandese Jan De Bont (SPEED), funziona nella prima parte, tesa a creare la tensione con un'ottima atmosfera, e si sgonfia nella seconda dove prevale l'effetto digitale (per l'appunto esagerato) senza creare una, dico una, scena inquietante in tutto il film.
Le possibilità di impaurire c'erano davvero tutte (si veda anche la scenografia), la colpa è della regia, inadatta per una ghost-story.
Il finale è pieno di primi piani di volti terrorizzati mentre sullo schermo non succede niente di sensato.
Terrificante solo la bellezza di Catherine Zeta-Jones.
In realtà al medico preme studiare le reazioni delle persone di fronte alla paura a mezzo delle ignare cavie, la timida Nell (Lili Taylor), che dopo una vita passata a badare alla madre invalida ormai morta, rischia lo sfratto, la pimpante bisex Theo (Catherine Zeta-Jones) e il giuggiolone biondo Luke (Owen Wilson).
La prima a provare qualche brivido sinistro è proprio Nell, quando avverte inspiegabili presenze nel lettone a due piazze, sui finestroni e lungo le pareti.
Gli altri due ospiti sulle prime non le danno retta, poi i misteriosi rumori continuano, accomunando tutti nella fifa blu.
Qual è l'agghiacciante segreto del maniero maledetto?
HAUNTING - PRESENZE pur se insaporito da un cast rilevante non riesce a convincere: è stato realizzato pensando troppo agli effetti speciali (molto curati ma anche eccessivi, perlomeno quelli visivi) e poco al contenuto del film.
La pellicola, goffamente diretta da uno specialista di film d'azione, l'olandese Jan De Bont (SPEED), funziona nella prima parte, tesa a creare la tensione con un'ottima atmosfera, e si sgonfia nella seconda dove prevale l'effetto digitale (per l'appunto esagerato) senza creare una, dico una, scena inquietante in tutto il film.
Le possibilità di impaurire c'erano davvero tutte (si veda anche la scenografia), la colpa è della regia, inadatta per una ghost-story.
Il finale è pieno di primi piani di volti terrorizzati mentre sullo schermo non succede niente di sensato.
Terrificante solo la bellezza di Catherine Zeta-Jones.
SPEED
Los Angeles. Incavolato nero dopo l'attentato fallito in un grattacielo, e ancor di più per la beffa del premio conferito agli agenti speciali Jack Traven (Keanu Reeves) e Harry (Jeff Daniels), il supercriminale e dinamitardo, con ricca dotazione di sofisticate apparecchiature tecnologiche, Howard Payne (Dennis Hopper) piazza una bomba su un autobus di linea, con quindici passeggeri a bordo, proveniente da Venice.
L'ordigno scoppierà se il veicolo condotto dalla graziosa autista Annie (Sandra Bullock) scenderà sotto le cinquanta miglia orarie.
E non si può barare che il pazzo controlla tutto attraverso una telecamera nascosta.
Avvertito dall'implacabile nemico, che ha richiesto qualche milioncino di dollari, il coraggioso poliziotto riesce ad imbarcarsi sul bus, ma questa sarà la cosa più facile visto che il viaggio si dipanerà tra gimcane e strade interrotte.
SPEED è un originale ed eccitante idea narrativa, con svolgimento adrenalico, che si traduce in una scommessa vinta, grazie alla sagacia della sceneggiatura, alla perizia del regista Jan De Bont, assai abile a far salire la tensione in un film che lascia pochi attimi di respiro, a Sandra Bullock assai brava nell'iniettare sapori umoristici di commedia nella salsa pepata del poliziesco, a un acrobatico Keanu Reeves.
Simpatici e perfettamente nel ruolo Reeves-Bullock; odioso, come si conviene a una mente criminale pronta a tutto, Dennis Hopper.
Totale: due Oscar (suono, effetti speciali sonori). Seguito da Speed 2-Senza limiti.
L'ordigno scoppierà se il veicolo condotto dalla graziosa autista Annie (Sandra Bullock) scenderà sotto le cinquanta miglia orarie.
E non si può barare che il pazzo controlla tutto attraverso una telecamera nascosta.
Avvertito dall'implacabile nemico, che ha richiesto qualche milioncino di dollari, il coraggioso poliziotto riesce ad imbarcarsi sul bus, ma questa sarà la cosa più facile visto che il viaggio si dipanerà tra gimcane e strade interrotte.
SPEED è un originale ed eccitante idea narrativa, con svolgimento adrenalico, che si traduce in una scommessa vinta, grazie alla sagacia della sceneggiatura, alla perizia del regista Jan De Bont, assai abile a far salire la tensione in un film che lascia pochi attimi di respiro, a Sandra Bullock assai brava nell'iniettare sapori umoristici di commedia nella salsa pepata del poliziesco, a un acrobatico Keanu Reeves.
Simpatici e perfettamente nel ruolo Reeves-Bullock; odioso, come si conviene a una mente criminale pronta a tutto, Dennis Hopper.
Totale: due Oscar (suono, effetti speciali sonori). Seguito da Speed 2-Senza limiti.
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