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CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK

New York. E' seriamente stressato dalla carriera e dal lavoro l'architetto Michael Newman (Adam Sandler), sposato alla dolce Donna (Kate Beckinsale) e padre di Ben e Samantha.

Almeno in casa vorrebbe quindi un pò di pace. Macchè, la tv non si accende.

Così, alla ricerca di un negozio, sbatte nel magazzino di un centro commerciale, dove il suadente Morty (Christopher Walken) gli regala un telecomando universale.

L'avviso è chiaro, però: occhio signore, non si accettano reclami.

Incredibile, il diabolico marchingegno può controllare il tempo e gli permette di andare avanti e indietro anche nella vita, permettendogli di accelerare le noiose scene con i genitori e i figli e saltare le litigate con la moglie.

Ah, che pacchia. Ma è proprio così?

CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK è una quasi passabile commedia parafantastica, una corale favola ultramoderna che parte bene (la prima metà è molto divertente, anche se in pesante debito con RITORNO AL FUTURO), ma poi si impantana nella seconda parte.

Una storia che vorrebbe essere trasgressiva come lo strumento che il protagonista maneggia per portare la sua vita nella direzione voluta. Purtroppo, esaurito lo spunto iniziale, il film non decolla a causa di un ritmo troppo cadenzato, prevedibili banalità e umorismo grezzo.

Sempre bravo (ma che ci fa in un film del genere ?) Christopher Walken, che si limita al minimo sindacale.

Non si può dire che CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK  sia un film raffinato, visto che il cane Schizzo è sessualmente assai irrequieto. Inoltre Adam Sandler è capace di montare sulla scrivania del capo (David Hasselhoff) per mollargli in faccia tre schiaffi. E un interminabile peto.

Kate Beckinsale, bellezza in rosa confetto, è deliziosa.

Pellicola consigliatissimo a i fan delle commedie americane e di Adam Sandler. Per tutti gli altri comunque si può vedere.

WHITEOUT - INCUBO BIANCO

Polo Sud. La depressa agente federale Carrie Stetko (Kate Beckinsale)  ha sotto la sua giurisdizione nientemeno che l'Antartide. Dopo anni di assoluta calma (al massimo qualche ubriaco) nella base in capo al mondo, in quella landa ghiacciata si verifica il primo caso di omicidio.

Ora, affiancata dal detective Robert Price (Gabriel Match) inviato dall'ONU (!!!), deve affrontare un caso che si presenta come molto più complicato del previsto.

Ha a disposizione solo tre giorni perché il lungo e buio inverno incombe e da quel momento ogni ricerca diventerebbe impossibile. Inoltre deve combattere con molesti e dolorosi ricordi del suo passato, causa del suo volontario esilio, che non intendono abbandonarla.

Quand'ecco che incoccia nel relitto di un cargo volante sovietico caduto tra i ghiacci mezzo secolo prima: a bordo i cadaveri, crivellati di proiettili, sono cinque.

Cosa diavolo è successo? E a chi interessa il misterioso carico?

WHITEOUT - INCUBO BIANCO è un fiacco thriller ambientato tra i ghiacci dell'Antartide e la cui vicenda è direttamente collegata ad avvenimenti svoltisi anni prima.

L'adrenalinico regista Dominic Sena sembra aver puntato tutto sull'ambientazione, vista la trama estremamente prevedibile e molti limiti nella caratterizzazione dei personaggi, che appaiono assai stereotipati.

Oltre la discreta l'ambientazione, dispone anche di qualche buona sequenza d'azione, specie quella del prefinale che mostra una lotta all'ultimo sangue tra i ghiacci polari, anche se i brividi provati saranno pochi, nonostante i 65 gradi sotto zero delle temperature esterne.

Vero protagonista è l'inferno bianco in cui uomini e donne possono sopravvivere e spesso morire per mano della Natura. Un temibile killer che lascia segni indelebili anche sulla protagonista e che sarà probabilmente l'unico elemento che ricorderete di questo film.

Malgrado il fatto che, dopo cinque minuti, battendo anche il record di Edwige Fenech (esperta di docce dagli anni '70 nda), la sensuale Kate Beckinsale si fa una doccia.



Purtroppo il vapore nasconde tutto.



TOTAL RECALL - ATTO DI FORZA

In una terra inquinata ed invivibile, Doug Quaid (Colin Farrell) è un operaio della Colonia, che ogni giorno viaggia attraverso il nucleo della terra verso l'Unione Federale Britannica, dove collabora alla costruzione degli automi che riempiono le fila della polizia federale.

Di notte, invece, gli incubi non gli danno tregua. Per questo, nonostante la vicinanza della bella moglie (Kate Beckinsale) e l'amicizia di qualche collega, una sera Doug si convince di aver bisogno di qualcosa di più e di meglio e si presenta nella sede della Rekall, azienda che innesta ricordi fittizi nel cervello.

Douglas vorrebbe provarci e farsi "un viaggio" (virtuale) da spia, ma qualcosa va storto perché risulta possedere già dei ricordi da spia, che combaciano con i suoi incubi.

E la sua vita quotidiana, allora, gli appare improvvisamente come un inganno pericoloso.

TOTAL RECALL - ATTO DI FORZA, il remake del sgargiante, magico e divertente film della coppia Verhoeven- Schwarzenegger del 1990 che fece epoca (divenne cult per via della prostituta con tre seni e della scena in cui Schwarzenegger spara in fronte alla moglie Sharon Stone: «Consideralo un divorzio»), la pellicola di Len Wiseman si allontana ancora di più dal racconto breve "Ricordiamo per voi" (titolo usato come refrain pubblicitario della Rekall, la compagnia che organizza i viaggi virtuali nda) di Philip K. Dick che diede lo spunto all'originale.

Se il primo tempo lascia ben sperare e non è privo di qualche buona idea riguardo all'architettura del mondo futuristico immaginato, questa speranza si disintegra presto contro un muro di banalità, la fantasia si spegne dentro un'indigestione di scenografie futuristiche e un omogeneizzato di combattimenti e inseguimenti, frenetici ma noiosi, senza sosta e senza tensione.


Il ben più espressivo del duro Schwarzy Colin Farrell, credibile tanto nella caratterizzazione sociale che in quell'aspirare ad un trasgressivo superamento del confine stabilito, in virtù di ruoli precedentemente interpretati e attraversati dalla stessa inquietudine, facendo inoltre guadagnare al personaggio fascino e sex appeal, non basta certo a tenere in piedi un film troppo povero, che spreca imperdonabilmente un budget troppo ricco.

Più che il filone fantascientifico, il regista di UNDERWORLD e DIE HARD - VIVERE O MORIRE predilige l'azione e la spettacolarizzazione delle scenografie. Il suo è un mondo cupo, brulicante e piovoso (i labirinti di strade affollate di umanità varia ricordano molto le atmosfere di BLADE RUNNER), dove convivono razze diffrenti confinate nei ghetti di livello inferiore, regnano le macchine sopra ogni cosa e le persone hanno perso gran parte della loro umanità.

Purtroppo la tematica del falso ricordo e dell'impossibilità di discernere tra illusione e verità, che in Dick è sinonimo tanto di paranoia quanto di pietà, perché metafora della condizione umana nel suo tragico complesso, qui non è che un espediente narrativo che si consuma in fretta, senza mai sfiorare la mente né il cuore dello spettatore.

Oltre al suddetto protagonista, belli anche i personaggi femminili: la tostissima Kate Beckinsale e Jessica Biel , la donna di Douglas che si è unita ai ribelli.

VAN HELSING

Parigi, 1888. L'ardimentoso e scorbutico pistolero Gabriel Van Helsing (Hugh Jackman), reduce dalla missione contro un gigantesco (?) Mister Hyde, è reclutato dal Vaticano e, con cappellaccio, mantello e un arsenale degno di James Bond, in Transilvania per eliminare il malefico Conte Dracula (Richard Roxburgh).


L'immortale sanguisuga, che vuole propagare la sua specie, dopo aver rapito il licantropo Valken e il mostro creato dal Barone Frankenstein, con l'aiuto di tre sexy vampire (le mogli) ha rapito, già che c'era, anche la bella Anna Valerious (Kate Beckinsale), erede al trono di Romania e sorella di Velkan.

Riuscirà il nostro eroe privo di memoria a concludere vittoriosamente la guerra contro il signore della notte?

VAN HELSING di Stephen Sommers è una bizzarra, a suo modo divertente, ma sgangherata e troppo lunga favola nera, che arruola tutti i mostri disponibili nel catalogo della Universal.

Il regista, evidentemente preso dalla smania di utilizzare tutti i personaggi e le icone di cinema che sogna di mettere in scena sin dai tempi della Mummia, fa l'errore di aggiungere troppa carne al fuoco per tutto il film, dando luogo a una caotica sarabanda e perdendo spesso di vista sceneggiatura e coerenza della storia.

L'azione, chiaramente, non manca, in un film non certo indicato a chi si aspetta un horror.

Belle le ambientazioni e (perdonatemi il maschilismo) la Beckinsale.

UNDERWORLD

Chissadove, ai giorni nostri. Dopo una tregua di seicento anni, riprende la secolare lotta fra gli aristocratici vampiri e i proletari licantropi.

Una terribile sparatoria con svariati defunti, spinge l'appetitosa Selene (Kate Beckinsale), la vampira preferita del trapassato signore dei vampiri Viktor, ad accelerare i tempi.

La signorina ha una certezza: i Lica intendono sequestrare un essere umano, il fascinoso chirurgo Michael Corvin (Scott Speedman)). Ma per quale motivo?

Inutile farsi altre domande, meglio mettere il probabile ostaggio al riparo dalle grinfie del perfido Lucian (Michael Sheen), anche se il capo Kraven non è d'accordo.

Non è d'accordo perchè quei due, in combutta, vogliono creare una nuova specie mista e invincibile, con le doti del vampiro e la potenza degli uomini lupo.

UNDERWORLD è un film elegante, tenebroso e fragoroso tra cappotti neri svolazzanti, acque stillanti, oscurità perenne. A cui aggiunge una decapitazione mai vista (il taglio in diagonale non mozza la testa dal collo ma la divide in due), nomignoli impossibili (i licantropi o lupi mannari sono detti disinvoltamente lica), sferragliare della metropolitana che è naturalmente il mezzo di trasporto prediletto dai vampiri.

Diretto con diligenza dall'esordiente Len Wiseman, ex scenografo con il pallino delle immagini scioccanti (la mutazione umanoide-lupo mannaro è realizzata con trucchi veramente molto ben fatti nda), la storia oscilla fra Romeo e Giulietta con tanto di look, ormai irrinunciabile, alla MATRIX, con il buio che sommerge la lugubre storia.

Non ha sicuramente la visionarietà e la forza dirompente di BLADE (tanto per nominare un innovativo film di vampiri) ma neppure la sciocca pretesa di essere un film indimenticabile.