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DARK TIDE

Sudafrica. Kate (Halle Berry) è una esperta subacquea e una grande conoscitrice di squali bianchi, tanto da avvicinarsi ai possenti animali senza protezioni.

Purtroppo grande è lo sgomento quando uno dei suoi più fidati collaboratori barra vecchio amico viene tranciato in due senza riguardo alcuno.

Kate, tormentata dal ricordo dell'attacco mortale, non riesce a riprendersi e ritornare alle immersioni.

Intanto le fatture e le bollette da pagare si accatastano e la banca vuole pignorare l'imbarcazione con la quale porta i (pochi) turisti interessati a vedere paciosi leoni marini e pacifiche foche, mentre tutti chiedono: "Dove si possono vedere i famelici squali?".

Proprio quando tutto sembra precipitare riappare l'ex-fidanzato Jeff (Olivier Martinez) con una opportunità redditizia: condurre alla ricerca di emozioni estreme un arrogante e scorbutico riccastro con figlio al seguito, vittima della spiccata personalità del genitore.

Combattendo contro i dubbi e le sue paura, Kate acconsente alla richiesta di far vedere da vicino il grande predatore.

L'Oceano però...

Impossibile guardare uno “shark movie” e non pensare al capostipite spielberghiano: qualunque successore esce sconfitto in partenza.

Per lo meno questo DARK TIDE, che più che un eco-vengeance sembra un documentario sulla bellezza dei fondali marini, può contare su una fascinosa Halle Berry e sul suo bikini, ma per il resto si tratta di una pellicola che gioca male le sue carte.

L’ambientazione è infatti suggestiva ed alquanto inedita, ma viene mal sfruttata da una storia che propina tutti i clichè possibili del genere.
Infatti, oltre a ben girate scene subacquee con veri squali, bisogna pagare lo scotto di una pellicola piuttosto banale, con le solite beghe sentimentali e l'immancabile trauma da superare.

Il finale rianima, ma non basta a risollevare il tutto dalla mediocrità.

Gli animalisti faranno a gara a chi l'ha visto più lungo (lo squalo), gli altri ammireranno Halle Berry.

UNFAITHFUL - L'AMORE INFEDELE

New York. Edward (Richard Gere) e Connie Sumner (Diane Lane) sono una coppia borghese da manuale. Bella casa in campagna alla periferia di New York, un figlio di otto anni e un benessere più che raggiunto. Insomma una vita agiata e perbene, senza colpi di scena, condita da tanta routine.

Fino al giorno in cui Connie, che è andata in città per fare acquisti, per colpa di una galeotta raffica di vento, crolla letteralmente tra le braccia dell'affascinante commerciante di libri Paul Martel (Olivier Martnez), bello, focoso e parecchio più giovane dell'abitudinario e affettuoso marito.

Salga da me, signora: le metto un cerotto sul ginocchio sbucciato. E la titubante madre di famiglia capisce ben presto di essersi cacciata nell'anticamera dei tormenti erotici. L'inferno, insomma.

Nella splendida villa fuori città, comincia a mentire al marito e al piccolo Charlie, per correre a Soho dall'inesauribile stallone.

Finchè l'ennesima bugia (vado dall'estetista) mette sul chi va là il consorte, che, scoperto il tradimento, dopo il tormento iniziale, tace in casa e passa al contrattacco.

Che assume toni drammatici quando la rabbia devastante si traduce in due colpi secchi al giovane rivale. Da quel momento la partita, sia interna che esterna alla coppia, si complica terribilmente…

diane lane naked



Scricchiolante thriller, con ampie concessioni alle sequenze erotiche, diretto dal regista Adrian Lyne (9 settimane e mezzo, ATTRAZIONE FATALE), che nel torbido ha sempre sguazzato con voluttà.

Il film conferma una volta di più i pochi pregi e i molti difetti del regista che ci offre il consueto repertorio di erotismo laccato e dilemmi morali da rotocalco, con l’aggravante di una sceneggiatura che non sa in che modo e quando “chiudere”.


Anche i miti invecchiano: per la prima volta l'ex American gigolò Richard Gere porta sui capelli tinti (male) le corna. Bene la bionda Diane Lane, attrice non di prima grandezza ma di buon livello e di gradevole seno (insomma un topless sventolato).

E siccome qualcuno ha notato la disinvoltura della Lane nel girare le scene erotiche (topless incluso), l'attrice ha cosi' commentato: "Con il tempo, le cose si fanno meglio!".

S.W.A.T SQUADRA SPECIALE ANTICRIMINE

Los Angeles. Il sergente nero, spesso anche d'umore, Hondo Harrelson (Samuel L.Jackson) viene richiamato alla base per costituire una nuova squadra speciale di pronto intervento.
Riunisce così cinque piedipiatti mettendo accanto a Jim Street (Colin Farrell), faticosamente sottratto alla lista nera del rancoroso capitano Fuller, Deke Kaye (Li Cool J), TJ McCabe, Michael Boxer e la grintosa e letale madre di famiglia Chris Sanchez (Michelle Rodriguez).

Si comincia in salita: la prima gatta da pelare è davvero grossa.

Il crudele latitante francese Alex Montel (Olivier Martinez), che, ripreso dopo un sanguinoso tentativo di evasione, urla guardando in camera: cento milioni di dollari a chi mi libera.
La cosa ovviamente ingolosisce le bande varie ed eventuali della città.

Ma il messaggio viene prontamente raccolto soprattutto dall'ex poliziotto, radiato, Brian Gamble (Jeremy Renner).

Liberamente ispirato alla serie televisiva degli anni 70, S.W.A.T. dimostra inequivocabilmente che gli sceneggiatori hollywoodiani non riescono da qualche anno a produrre altro che film d’azione fatti con lo stampino, indistingubili tra loro, fatta eccezione per la coppia di protagonisti scelti alla bisogna.

Il film in questione, dopo una prima fase di introduzione ai personaggi troppo lunga, inutilmente ridondante nel minutaggio speso per l’addestramento e poco incisiva nell’azione iniziale della squadra speciale anticrimine, diventa concitato e fragoroso nella seconda anche grazie ad una semplice ma efficace trovata degli sceneggiatori che permette di ribaltare le parti in campo e che affida ai protagonisti il ruolo di difensori piuttosto che attaccanti.

Il regista Clark Johnson mette (apparentemente?) alla berlina gli scarsi controlli che vengono effettuati in quello che dovrebbe essere il paese più attento del mondo a questi particolari, una delle scene migliori e più divertenti è girata all’arrivo del boss francese nell’aeroporto di Los Angeles.
Il cast è chiaramente multirazziale, multietnico e piattamente poco sorprendente.

Più bizzarra del solito la scelta del beffardo finto cattivo di turno, ruolo questa volta affidato ad uno stralunato Olivier Martinez che non sembra minimamente credibile nella parte.

In definitiva non si può dire che lo spettacolo manchi, punteggiato da un'assordante colonna sonora, pur tra i soliti inseguimenti a rotta di collo e sparatorie infinite, ma la storia è alquanto inverosimile.

IDENTITA' VIOLATE

Montreal. E' stata convocata in tutta fretta dal suo ex capo Hugo Leclair (Tcheky Kario) la bella psicologa dell'Fbi Illeana Scott (Angelina Jolie).
In città si aggira un pericoloso e feroce serial killer, che strangola le vittime e le finisce a pietrate, assumendo poi la loro identità.

L'ultimo omicidio ha avuto però un prezioso testimone , l'artista complessato James Costa (Ethan Hawke), in grado di tracciare l'identikit dell'assassino.

Ci vuoi fare da esca, gli propone la poliziotta, che sente di provare una strana attrazione, prontamente ricambiata, per il giovane.

Sarà una mitomane, ma non va trascurata la denuncia dell'anziana signora Asher (Gena Rowlands): sul traghetto ho visto mio figlio Martin, morto diciannove anni fa.

IDENTITA' VIOLATE è un assurdo e prevedibile (ci vuole pochissimo per capire come andrà a finire l’intrigo thriller con scampoli edipici) thriller diretto da D.J. Caruso ,che rilancia il pericolo gemellare, vecchio stereotipo hollywoodiano.

Tra le belle architetture della città canadese, il film si sviluppa senza verve e la tensione non riesce a decollare, la somma delle paure non dà mai un’emozione vera.

C’è tutto il prevedibile, la corsa d’auto, il finto finale, l'invadente colonna sonora e una serie di virili e tosti comprimari di lusso, tra cui Kiefer Sutherland e Olivier Martinez, ma tutti gli sforzi non mutano il mediocre tran tran, lontano dal "Silenzio degli innocenti", del quale sembra seguire la scia.



La conturbante e siliconata Angelina Jolie mostra con voluttà le tette in una scena di sesso spinto non propriamente indimenticabile.