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PALMETTO - UN TORBIDO INGANNO

Palmetto (Florida). Si è fatto ingiustamente due anni al gabbio il cronista Harry Barber (Woody Harrelson) atteso all'uscita dall'innamoratissima fidanzata, la scultrice pop Nina (Gina Gershon).

Accalappiato al bar dalla bionda Rhea (Elisabeth She), seconda moglie del ricco, vecchio e malandato Felix Melroux, il giornalista in bolletta accetta un incarico all'apparenza facile facile.

Fare da anonimo telefonista nel finto rapimento della sua figliastra Odette (Chloe Sevigny).

La ricompensa sarà il dieci per cento del riscatto fissato in mezzo milione di dollari.

Ma la ragazzina, come la matrigna, gli fa il piedino, e il remissivo giovane è ormai nei guai fino al collo.

PALMETTO - TORBIDO INGANNO è un thriller torrido, spruzzato di erotismo, un noir in piena regola della serie "nessuno è quel che sembra".

Chissà perché, lo cercavo da tempo. Ora che l'ho visto posso dire che non è un brutto film. Sicuramente, si è visto di meglio, ma certamente anche di peggio.

La regia è scolastica, ma la storia, benché non originalissima (il solito pollastro che per colpa di una bella donna si mette nei guai), è coinvolgente al punto giusto ed è narrata con buon ritmo (fatto non trascurabile visto che si sfiorano le due ore).

Inoltre la pellicola tenta (talvolta riuscendoci, anche grazie ad alcuni riusciti accorgimenti stilistici) di riallacciarsi alle atmosfere dei grandi classici del genere usciti tra il '40 e il '60.

L'oggetto dell'irresistibile desiderio è la seducente bambola Elisabeth Shue. La bella attrice (lontani i tempi della ragazzina di COCKTAIL) è sexy al punto giusto. 

La sua dark lady rasenta la caricatura, ma in qualche bollente scena fa alzare la temperatura di colpo...

L'incredibile pollo, il fesso che si crede dritto e si mette con dritti molto più dritti è il sudatissimo Woody Harrelson.

COCKTAIL

New York. Il giovane e ambizioso proletario Brian Flanagan (Tom Cruise) di giorno studia i segreti della finanza e, mentre sogna una strepitosa carriera con contorno di montagne di dollari, alla sera lavora di shaker dispensando alcol in un bar.

Il localino è quello del cinico Doug Coughlin (Bryan Brown), mezzo birbante e mezzo filosofo.

Il ragazzotto diventa cosi bravo con i cocktail, ed è anche piacente, che le signore impellicciate della Manhattan bene fanno la fila.

Una delusione amorosa con una mantide pronta a saltare dal suo letto a quello dell'amico, lo convince a trasferirsi in Giamaica, dove scoppia il colpo di fulmine per la graziosa Jordan Mooney (Elisabeth Shue).

Ma anche tra le palme caraibiche si annidano le vampire del sesso.

COCKTAIL, prodotto, scritto e girato in funzione del divo nascente Tom Cruise (idolo delle teenager di tutto il globo dell'epoca nda), è una commedia per ragazzi, superficiale e dolciastra che si traveste nell'ennesimo ritratto (ma meno eclatante di altri) del rampantismo americano degli anni '80 stavolta in ambienti finanziari ed "etilici" (bar).

L'opera appare evidentemente centrata sul suo protagonista maschile, un Tom Cruise ancora acerbo che dispensa sorrisi a 32 denti e bevande, saltando come un acrobata e sventolando massime sul successo da Baci Perugina.

Ma le perle filosofiche "da bar" diventano presto stucchevoli e alla fine di COCKTAIL restano impressi solo gli incantevoli scenari giamaicani e una bella colonna sonora.


Elisabeth Shue sempre bella.

La regia inoltre adopera l'abusatissimo stile da spot pubblicitario: tutto liscio, levigato e in confezione regalo.

PIRANHA 3D

Lake Victoria, Arizona. Come ogni anno per le "vacanze di primavera" ventimila studenti in costume da bagno e lattine di birra a catinelle (testoterone ed alcol, in pratica, ai massimi livelli) hanno riempito le acque del lago per la grande festa.

I giovani spensierati e disinibiti sguazzano allegri in quelle acque limpide (per il momento...) avendo in animo di divertirsi alla grande per una settimana di sole, mare e baldoria.

Sul posto c'è anche il regista Derek Jones (Jerry O'Connell) che è lì per girare delle porno riprese  e assolda Jake, un giovanotto del posto dall’aria un po’ sfigata, perché gli faccia da guida durante le riprese. Per il ragazzo è una specie di paradiso in terra, viste le discinte bellone a bordo dello yacht del regista, anche se la cosa lo mette un po’ in difficoltà con Kelly, l’amica per cui ha segretamente una cotta.

La mamma di Jake, Julie Forester (Elisabeth Shue), è invece una tipa tosta: è la sceriffa della cittadina. Assieme al suo assistente Fallon (Ving Rhames), si occupa delle ricerche del pescatore misteriosamente scomparso: i due trovano il suo cadavere scarnificato e si chiedono cosa possa averlo ridotto così.

Lo scopriranno presto, ma ciò non diminuirà i loro i guai.

Infatti sarà presto ben chiaro che una scossa tellurica sotterranea ha provocato una spaccatura nel fondale marino dalla quale sono fuoriusciti branchi di piranha preistorici, denominati Pygocentrus, che arrivano diritti diritti addirittra dal pleistocene; sono enormi, pieni di scaglie, hanno denti lunghi ed aguzzi, gli occhi rossi e una fame da “lupi” e c'è molta carne pronta per loro, carne giovane e fresca...

PIRANHA 3D diretto dal regista Alexandre Aja è un tripudio di sederi nudi e seni rifatti; carni, metaforicamente, da macello per i piranha preistorici che si dimostrano ben più intelligenti di un branco di adolescenti dal testosterone alto.

Il tutto servito, nella seconda parte del film, che comincia utilizzando toni da commedia giovanilistica, con scene di feroce splatter allo stato puro.

Da notare, come immagine sarcastica, quel pene solitario, staccato al malcapitato di turno, trucida sorte riservata al regista "trasgressivo", che veleggia, tridimensionale, verso lo spettatore...

Positiva la concisione del racconto, che non conosce lentezze o tempi morti, e il fatto che almeno stavolta l'uomo "cattivo" non abbia colpe (tranne la stupidità e , forse, un pò di zoccolaggine...) abbandonando la vena di critica ambientale e fantapolitica del ben più illustre predecessore.

Vivacità e brillantezza non possono però nascondere la risaputezza della storia che ripropone per l’ennesima volta situazioni già viste e riviste, anche se con i potenti mezzi odierni, con personaggi  poco approfonditi, lasciati alla bravura, quando c’è, dei singoli attori. Sotto questo profilo si segnalano la sempre piacente ed esperta Elisabeth Shue e il solido Ving Rhames. In piccoli camei si rivedono anche Christopher Lloyd (Ritorno al futuro) e Richard Dreyfuss.

Non è un capolavoro ma buon intrattenimento di genere questo sì!

IL SANTO

Oxford. L'incarico è rischioso, ma i quattrini offerti sono tanti. così il ladro Simon Templar detto il Santo (Val Kilmer) risponde si al paperone russo Ivan Tretiak.

Il pazzoide, losco speculatore petrolifero e demagogo nazionalista senza scrupoli, vuole impradonirsi della fusione nucleare fredda per conquistare il potere politico assoluto in Russia.

Senonchè l' elegante ladro, tampinata la deliziosa bionda scienziata Emma Russell (Elisabeth Shue), che custodisce il segreto, decide di passare sull'altra sponda.

IL SANTO è una modestissima pellicola di spionaggio avventuroso diretta da Phillip Noyce, trasposizione hollywoodiana di una serie di telefilm con l'elegante e british Roger Moore che ebbero un buon successo negli anni '70, arricchita (???) con un accanito ricorso agli schermi del computer e di Internet, una batteria di esplosioni assortite e luoghi comuni a ripetizione sulla vita moscovita,

Fatali anche le indecisioni di tono che oscillano di continuo tra un giallo-rosa, una spy story e un film sentimentale.

elisabeth shue naked
Tralasciata qualunque pretesa di realismo e le ridicole implicazioni psicologiche (il Santo ha avuto un trauma infantile e da lì nacque il bisogno di tanti cambi d'identità nda), il film ha ben poco da dire.

Anche a causa di un protagonista infelicemente interpretato dal sorridente Val Kilmer, attore poco "british" (e in questo caso è un male) e dall'assai scarso carisma.

Molto meglio la maliziosa Elizabeth Shue.

L'UOMO SENZA OMBRA

Washington. E' un genio lo scienziato Sebastian Caine (Kevin Bacon), dotato però di un'arroganza senza parie un megalomane desiderio di potenza.

Dopo ricerche segrete, finanziate dal Pentagono e condotte con una squadra di collaboratori per rendere i corpi invisibili, decide di provare su sé stesso il rischioso siero “inventato”.

Nonostante il parere contrario della sua équipe, specie della bionda ex fidanzata Linda (Elisabeth Shue), ora legata (di nascosto) al più romantico collega Matt (Josh Brolin).

La cassandra aveva ragione.

Un immane dolore e lo scienziato scompare come ci si attendeva, ma, purtroppo per lui, non riesce a più a compiere il viaggio a ritroso.

Ora è un vero e proprio mostro, che, sconvolto dall'insuccesso e scoperte le corna, diventa un uomo vuoto e assassino.
ELISABETH SHUE

E adesso chi lo fermerà?

Prodotto dalla Columbia e scritto da Andrew W. Marlowe, L'UOMO SENZA OMBRA è un film ambizioso sul vedere piuttosto che sul non-vedere con cui il regista olandese Paul Verhoeven, moralista pessimista e massimalista, continua il suo discorso sulla carne e il sangue, sulle metamorfosi e le manipolazioni del corpo umano reificato nell'odierna società dello spettacolo e della scienza.

Lo fa servendosi di un fumetto fantastico, che lambisce l'horror, con evidenti difetti di verosimiglianza e qualche licenza erotica.

Da segnalare i sensazionali effetti speciali, soprattutto quelli utilizzati per la raccapricciante scena della scarnificazione.

Per fortuna la deliziosa Elisabeth Shue nuda è visibilissima.