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LA MUMMIA. La tomba dell'Imperatore dragone

Inghilterra, 1946. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa e anche la vita avventurosa dei coniugi esploratori Rick (Brendan Fraser) e della consorte Evelyn O'Connell (Maria Bello) sembra ormai essersi acquietata, annegata nella routine quotidiana di un sontuoso palazzo.

La noia sembra però finire. Gli scalpitanti coniugi esploratori infatti sono ben felici di scortare fino al museo di Shangai il prezioso Shangri-La, da restituire ai cinesi.

Ed è così che il passato torna a incrociare la loro strada, visto che quella è l'occasione che aspettava da due millenni il potente imperatore Han, spedito da un sortilegio nel sonno eterno e trasformato insieme al suo esercito di diecimila guerrieri in statue di terracotta.

Per di più il loro figlio Alex, ormai cresciuto e con il virus dell'archeologia nel sangue, si trova proprio da quelle parti.

MARIA BELLO
Giocattolone divertente solo per un pubblico di under dieci questo colorato fumettone avventuroso, con incursioni nel fantastico, terza tappa di una saga esotica positiva al doping degli effetti speciali.

Questa volta però l'Egitto non c'entra e i nostri eroi (sorta di parenti poveri del personaggio di Indiana Jones) si trasferiscono in Cina. La sostanza però non cambia e il film si inserisce perfettamente nel solco di quelli precedenti, un popcorn movie fracassone dove la trama (che ripete se stessa) conta poco e si assiste ad una sarabanda di azione ed effetti speciali che mirano al divertimento puro e semplice.

Peccato che l'ironia stenti a decollare, grazie a dialoghi risibili.

XXX

Usa. Il ruvido superagente della Sicurezza nazionale, Augustus Gibbons (Samuel L. Jackson), non ha dubbi: l'esuberante palestrato Xander Cage (Vin Diesel), uno specialista di sport estremi, le cui imprese sono conosciute in tutto il mondo (campa vendendo su internet le proprie prodezze atletiche) e che si trova però nei guai con la legge, è l'uomo giusto per sgominare in quel di Praga una pericolosa organizzazione di ex militari russi.

Prima ti alleno, poi ti spedisco nella Repubblica Ceca: dovrai infiltrarti nel gruppo terroristico e fermare quei folli che intendono avvelenare mezzo mondo col gas nervino.

L'improvvisata spia intasca il ricco assegno della CIA e risponde obbedisco.
Ora faccio fuori il bieco boss Yorgi (Marton Csokas) e già che ci sono mi faccio un giro anche sulla sua Yelena (Asia Argento).

Esagerato e sfrontato, ricco di scene d'azione spettacolari e battute fulminanti, fumetto avventuroso del recidivo Rob Cohen, che rimette in pista l'inespressivo burino superpalestrato Vin Diesel (Fast and Furious) per una parodia senza freni del mito di 007.

E d'accordo che il nuovo ordine mondiale ha bisogno di altri eroi, possibilmente senza scrupoli e con nulla da perdere (il James Bond della generazione xXx ha un fisico palestrato, un sacco di tatuaggi, ama le donne e gli sport purché ‘estremi”), però Sean Connery non si sarebbe certo fatto sedurre dall'improbabile pupa del gangster, nel suo primo film "americano", Asia Argento.




Sicuramente è un film destinato a lottare per il titolo di film più truzzo del millennio in corso.

FAST AND FURIOUS

Los Angeles. Ha il cranio lucido l'arrogante Dominic Toretto (Vin Diesel), che di giorno sgobba in officina e la notte organizza corse clandestine d'auto truccatissime, di cui è l'imbattibile numero uno, nelle vie urbane.

Ma i soldi vinti con le scommesse non gli bastano, così, insieme ai suoi compari, giusto per ottimizzare, approfitta della sua bravura per derubare i camion dei loro preziosi carichi.

Con quei bolidi, e con fucili a fiocina che arpionano i lenti mezzi, sembra una passeggiata.

Così il biondo agente del FBI dagli occhi cerulei Brian O'Connor (Paul Walker), che guida anch'egli come un drago, si infiltra nella banda per incastrare i rapinatori.

Occasione buona per far innamorare Mia, dolce sorella del boss, e col nemico diventato quasi amico mettere il bavaglio al feroce gangster cinese Johnny Trade.

FAST AND FURIOUS è un eccitato poliziesco di valvole e pistoni, con i motori al massimo dei giri, diretto da Rob Cohen, con la verosimiglianza al minimo e le scene emozionanti girate con il volume al massimo.

Una parte del canovaccio è proprio come quello di POINT BREAK, solo che qui il cattivo-che- poi-cattivo-non-è, alla fine viene lasciato andar via.

Per il resto sono corse, rock di fondo, battute come "il tuo missile reggipalle" (sarebbe la moto).

Le ragazze, non bellissime, sono sempre vestite di pelle.

Negli USA (e non solo) il film è già un piccolo culto.

Solo una domanda: come fa il superpalestrato Vin Diesel a filare a trecento all'ora con quel cognome??