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LA MUMMIA. La tomba dell'Imperatore dragone

Inghilterra, 1946. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa e anche la vita avventurosa dei coniugi esploratori Rick (Brendan Fraser) e della consorte Evelyn O'Connell (Maria Bello) sembra ormai essersi acquietata, annegata nella routine quotidiana di un sontuoso palazzo.

La noia sembra però finire. Gli scalpitanti coniugi esploratori infatti sono ben felici di scortare fino al museo di Shangai il prezioso Shangri-La, da restituire ai cinesi.

Ed è così che il passato torna a incrociare la loro strada, visto che quella è l'occasione che aspettava da due millenni il potente imperatore Han, spedito da un sortilegio nel sonno eterno e trasformato insieme al suo esercito di diecimila guerrieri in statue di terracotta.

Per di più il loro figlio Alex, ormai cresciuto e con il virus dell'archeologia nel sangue, si trova proprio da quelle parti.

MARIA BELLO
Giocattolone divertente solo per un pubblico di under dieci questo colorato fumettone avventuroso, con incursioni nel fantastico, terza tappa di una saga esotica positiva al doping degli effetti speciali.

Questa volta però l'Egitto non c'entra e i nostri eroi (sorta di parenti poveri del personaggio di Indiana Jones) si trasferiscono in Cina. La sostanza però non cambia e il film si inserisce perfettamente nel solco di quelli precedenti, un popcorn movie fracassone dove la trama (che ripete se stessa) conta poco e si assiste ad una sarabanda di azione ed effetti speciali che mirano al divertimento puro e semplice.

Peccato che l'ironia stenti a decollare, grazie a dialoghi risibili.

LA MUMMIA - IL RITORNO

Londra. Vivono tranquilli con il piccolo Alex, che ha 7 anni e legge correntemente i geroglifici, l'egittologo Rick O'Connell (Brendan Fraser) e la bibliotecaria Evelyn (Rachel Weisz), anche se la ragazza è afflitta dall'inaffidabile fratello, il fanfarone Jonathan (John Hannah).

Ignorano che nel British Museum una banda di ladri pasticcioni sta risvegliando da un letargo di oltre tremila anni il gran sacerdote egizio Imhotep.

Il novello Lazzaro è l'unico al mondo in grado di contrastare il temibile Re Scorpione, un guerriero che avendo tradito il dio Anubi era stato maledetto per l'eternità, ed ora, alla testa di una legione di morti viventi, sta meditando di rinascere per conquistare il mondo.

Che paura!!!

Dopo il grande successo del primo episodio poteva non esserci il ritorno della mummia?

No davvero. Con la stessa formazione di due anni prima (regista e protagonisti) e con una sceneggiatura che è figlia (più o meno gemella) di quella originale al film non resta che puntare tutto sugli effetti speciali, perfetti per surrogare al calo di inventiva.

 Se il primo episodio era scanzonato quanto basta e piuttosto divertente, il sequel non è altrettanto riuscito; la trama è confusa, gli effetti speciali sanno di già visto (nel primo funzionava l'effetto sorpresa) e gli attori recitano per onore di firma.

L 'unica differenza col precedente è  l'inserimento del Re Scorpione, tutto sommato un personaggio riuscito (avrà anche un film tutto per sè).

LA MUMMIA

Hamunaptra (Egitto), 1926. Esulta la graziosa antiquaria Evelyn (Rachel Weisz): finalmente ce l'ha fatta a raggiungere con il fratello chiacchierone Jonathan (John Hannah) la leggendaria Città dei Morti.

Deve ringraziare la guida Rick O'Connell (Brendan Fraser), muscoloso legionario disertore.

Mai sarebbe arrivata all'emozionante obiettivo senza il prezioso aiuto.

Il tesoro di cui si favoleggia attira tra le rovine sepolte dalla sabbia un'umanità varia, tra cui un manipolo di avidi esploratori americani.

Che non è la cosa peggiore, visto che in zona staziona un'orda di fanatici guerrieri, chiamati a difendere il luogo sacro  in attesa del risveglio del grande sacerdote Imhotep (Arnold Vosloo), vittima di un'antica maledizione persa nei secoli.
Il sacerdote aveva ucciso il Faraone, suo rivale in amore: e da ben tremila anni è stato trasformato in mummia vivente. Che adesso torna alla vita e semina terrore.

E allora si salvi chi può!

LA MUMMIA è un rumoroso fumetto avventuroso tra il comico e il fantasy, con spruzzate di horror, del tipo innocuo (per famiglie).  Si costruisce un lavoro ironico stile Indiana Jones: nulla è preso sul serio, persino la cattivissima mummia Imhotep, che di simpatico non ha proprio nulla, non farebbe paura ad un bimbo.

I buoni poi sono tutti da commedia (tranne forse i seriosi guerrieri egiziani). Insomma: tanta azione, tanti  straordinari effetti speciali (come le orde di insetti e le tempeste di sabbia) e tanta ironia: un pochino ci si diverte.

Il problema è che una volta visto, dopo un’ora scarsa lo si è già praticamente dimenticato (un chiaro segno della pochezza dell’insieme). Lo si può considerare un passatempo usa e getta (impossibile da rivedere).

 I protagonisti? Il similbagnino Brendan Fraser ha una simpatica faccia da schiaffi, muscolosa brutta copia di Indiana Jones, la Weisz è bella e fa la parte di non saperlo.