Fast and Furios

Los Angeles. Ha il cranio lucido l'arrogante Dominic Toretto (Vin Diesel), che di giorno sgobba in officina e la notte organizza corse clandestine d'auto truccatissime, di cui è l'imbattibile numero uno, nelle vie urbane.

Ma i soldi vinti con le scommesse non gli bastano, così, insieme ai suoi compari, giusto per ottimizzare, approfitta della sua bravura per derubare i camion dei loro preziosi carichi.

Con quei bolidi, e con fucili a fiocina che arpionano i lenti mezzi, sembra una passeggiata.
Così il biondo agente del FBI dagli occhi cerulei Brian O'Connor (Paul Walker), che guida anch'egli come un drago, si infiltra nella banda per incastrare i rapinatori.

Occasione buona per far innamorare Mia, dolce sorella del boss, e col nemico diventato quasi amico mettere il bavaglio al feroce gangster cinese Johnny Trade.

Eccitato poliziesco di valvole e pistoni, con i motori al massimo dei giri, diretto da Rob Cohen, con la verosimiglianza al minimo e le scene emozionanti girate con il volume al massimo.
Una parte del canovaccio è proprio come quello di "Point Break", solo che qui il cattivo-che- poi-cattivo-non-è, alla fine viene lasciato andar via.
Per il resto sono corse, rock di fondo, battute come "il tuo missile reggipalle" (sarebbe la moto). Le ragazze, bruttine, sono sempre vestite di pelle.
Negli USA (e non solo) il film è già un piccolo culto.
Solo una domanda: come fa il superpalestrato Vin Diesel a filare a trecento all'ora con quel cognome??

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