Visualizzazione post con etichetta hayden christensen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hayden christensen. Mostra tutti i post

AWAKE - ANESTESIA COSCIENTE

New York, notte di Halloween. Per una volta disubbidisce alla possessiva mamma Lilith (Lena Olin) Clayton Beresford jr. (Hayden Christensen), affascinante rampollo erede della fortuna di papà bilanciata dalla sfortuna di essere in attesa di un organo sano che possa sostituire il suo fragile cuore.

La madre vorrebbe farlo operare dal chirurgo di famiglia ma Clay ha messo la sua vita in mano al dottor Jack Harper (Terrence Howard)  per fiducia, amicizia e gratitudine.

Jack inoltre è anche uno dei pochi a conoscenza della sua relazione con la segretaria della mamma Sam (Jessica Alba), la donna che il giovane miliardario vorrebbe portare all'altare se non fosse che teme la reazione della genitrice con la quale ha instaurato un rapporto simbiotico dalla morte del padre.

Quando infine arriva l'ora dell'intervento e viene addormentato, nell'alchemico cocktail farmaceutico qualcosa va storto e Clay si ritrova in uno stato di consapevolezza anestetica.

Disteso sul tavolo e immobilizzato dall'anestesia, percorrerà (a cuore aperto) i meandri della sua mente per sfuggire al dolore fisico andando incontro a ben più dolorose scoperte.

AWAKE - ANESTESIA COSCIENTE è un thriller ospedaliero (infatti si svolge per i due terzi in una sala operatoria) a metà tra lo psicologico e il metafisico, ai confini del paranormale, la cui (debole) suspense ha inizio a mezzora dall'inizio del film, ovvero quando il protagonista si trova in uno stato di limbo cosciente e inizia a mettere insieme i pezzi del puzzle.

Un tema sulla carta interessante (quello delle cosiddette anestesie coscienti) viene utilizzato in un thriller piuttosto insulso che sfrutta una vicenda medica per mostrare un improbabile intreccio che mira a dimostrare che nulla è quello che sembra, pur ammettendo che qualche sequenza "forte" non manchi di impressionare e la confezione non è male.

Inutile ricordare le parecchie incongruenze (in particolare, il via vai ridicolo durante l'operazione. Neanche fossimo alla stazione nda)e il finale moscio moscio

Tra la sfiorita Lena Olin e la scalpitante Jessica Alba il match è pari.

L'ULTIMO SOGNO

California. Ha sempre avuto il desiderio di una splendida casa sulla scogliera lo scorbutico ed eccentrico architetto, cinquantenne, George (Kevin Kline).

In effetti la sua abitazione è a picco sul Pacifico, ma è più simile ad un tugurio che a una villa con piscina.

Di chi è la colpa?

Certo del divorzio dall'amata moglie Robin (Kristin Scott Thomas), che ha trovato un marito alternativo, forse anche del licenziamento dall'azienda.

Inoltre, in cattivi rapporti con sé stesso e col prossimo, apprende anche di avere un tumore incurabile e pochi mesi di vita.

Nei pochi mesi che gli restano, decide di far pace con il figlio ribelle Sam (Hayden Christensen), punk e tossicomane.

Ragazzo mio, vuoi aiutarmi a realizzare l'ultimo sogno, che metta fine a questa sofferenza indicibile? Caro papà quanto ti voglio bene.

L'ULTIMO SOGNO, è un dramma cancerogeno diretto con ruffiano cinismo dal regista Irwin Winkler che, dopo una prima parte non priva di artificiosa vivacità, scivola nel melodramma edificante e strappalacrime al servizio del commediante Kevin  Kline, qui poco convincente e fin troppo impegnato nel dimostrare la sua bravura sul registro patetico.

La sceneggiatura è sempre la solita (uomo gravemente malato si ricorda di ricostruire i rapporti con la famiglia nda) ed è, come sempre in questi casi, molto ricattatoria.

Il film utilizza la costruzione della casa come metafora della ricomposizione dei sentimenti familiari (da questo punto di vista il titolo originale è più illuminante) e rende il film commovente ma a volte troppo stucchevole.

La sensazione è che l'effetto lacrima sia eccessivamente ricercato nonostante il tentativo antiretorico del valido cast, che sfoggia anche la sensuale ed antipatica Kristin Scott Thomas.


STAR WARS EPISODIO II - L'ATTACCO DEI CLONI

Lassù tra le galassie, vattelapesca dove, in un lontanissimo futuro. La graziosa Amidala (Natalie Portman), ora senatrice (retrocessione?) corre pericolo di vita: ci sono dei ribelli che vogliono toglierla di mezzo, l'intento è naturalmente sovvertire l'ordine costituito.

Scampata a un attentato dei separatisti, ora vegliano su di lei il solito Jedi Obi-Wan-Kenobi (Ewan McGregor) e la new entry Anakin Skywalker (Hayden Christensen) che ormai stracotto, ignora il "divieto d'amare" della sua casta e si innamora di Amidala-Giulietta e, con castissimo scambio di baci, la segue sul tranquillo pianeta Naboo.

Dopo aver invano tentato di salvare la mamma ferita a morte, e non prima di averla sanguinosamente vendicata (il primo passo verso il lato oscuro, un passo deciso e influenzato non dal solito atto di malvagità, quanto da una conseguenza del tutto umana) raggiunge il suo compagno d'armi per dare battaglia al perfido conte Dooku (Christopher Lee), con la Repubblica ormai sull’orlo dei caos politico e un movimento separatista formato da centinaia di pianeti e potenti corporazioni pronti alla guerra.

Fuori le spade laser, miei prodi.

STAR WARS EPISODIO II - L'ATTACCO DEI CLONI è un convulso e fragoroso fumetto galattico di George Lucas, quinto dei sei episodi e secondo dei tre prequel (roba da matematici e calcolatrici) di indubbia spettacolarità ed elefantiaca lentezza.

Il digitale è perfetto, con grande spreco di fantasia, il patinato non è migliorabile, gli intrecci stellari sono stati tutti esplorati. Rimaneva il sentimento, l'amore da inserire nel calderone.
La macchina degli effetti affianca la macchina degli affetti. Il dispositivo visivo prova a non schiacciare le psicologie (il dolore e l’amore offuscano l’animo di Anakin e preludono al suo tragico destino).

Pur con la scenografia naturale del lago di Como inserito come dolce culla di promessi sposi (quel ramo…), è evidente l'incapacità di accendere i cuori.

Come un archeologo digitale, il filmmaker George Lucas porta alla luce i reperti, gli strati geologici, gli utensili (doni, droidi, spade, navicelle, pezzi di ricambio, creature umane e protoumanoidi), i frammenti di una civiltà fantasy, di un’era proiettata nello spazio infinito, di un universo parallelo dove, come al di là di uno specchio e per simmetria, cavalieri erranti, senatori, antichi maestri, principesse bellissime, mercanti e separatisti sono i protagonisti di una lotta tra Repubblica e impero.

Contano il potere e l’egemonia e conta un karma misterioso, tecnologicamente avanzato eppure sentimentalmente arcaico.

Male e Bene. Edipo. Le cose, gli affetti, le emozioni frenate da una saggezza in cui il desiderio è interdetto.