New York. Un maniaco assassino sta terrorizzando la città e il sindaco Eamon Flynn (Rod Steiger) ha la schiuma alla bocca, sbatte i pugni sul tavolo e chiede di fermare la follia omicida a tutti i costi.
L'assistente del sindaco Frank Starkey (Harvey Keitel) a malincuore si vede così costretto a richiamare in servizio suo fratello Nick (Kevin Kline), un poliziotto molto beat e poco chic, brillante ma non convenzionale, che era stato sbattuto fuori dal corpo qualche anno prima e diventato pompiere.
Nick accetta di indagare sul caso ma in cambio chiede una sola cosa: un'invito a cena alla moglie di Frank, Christine (Susan Sarandon), donna che Nick ha sempre amato.
Tornato ad indagare scopre che la follia omicida non è cieca come sembra.
Mentre Nick rivela i risultati della sua analisi al sindaco, mette gli occhi (e le mani) sulla bella figlia del sindaco, Bernadette (Mary Elizabeth Mastrantonio). E sono scintille.
UN DETECTIVE...PARTICOLARE (The January man) è un thriller abbastanza routinario nelle premesse (la solita caccia al solito serial killer come decine di altre pellicole del genere) e ampiamente superato se visto al giorno d'oggi.
Il film si segnala però per una sceneggiatura piuttosto curata nell'approndimento psicologico dei personaggi, in particolare il protagonista, seguito bene sia sul versante professionale che privato e per una felice scelta del cast che vede attori di primissimo piano sia nei ruoli principali (abbastanza in parte Kevin Kline col suo sense of humor molto personale e sdrammatizzante) che in quelli secondari.
Sprecata la Sarandon ma funzionale alla riuscita (sufficiente) del connubio di thriller e sentimento.
Una visione gliela si può dare.
"IL CINEMA E' IL MODO PIU' DIRETTO PER ENTRARE IN COMPETIZIONE CON DIO"
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L'ULTIMO SOGNO
California. Ha sempre avuto il desiderio di una splendida casa sulla scogliera lo scorbutico ed eccentrico architetto, cinquantenne, George (Kevin Kline).
In effetti la sua abitazione è a picco sul Pacifico, ma è più simile ad un tugurio che a una villa con piscina.
Di chi è la colpa?
Certo del divorzio dall'amata moglie Robin (Kristin Scott Thomas), che ha trovato un marito alternativo, forse anche del licenziamento dall'azienda.
In effetti la sua abitazione è a picco sul Pacifico, ma è più simile ad un tugurio che a una villa con piscina.
Di chi è la colpa?
Certo del divorzio dall'amata moglie Robin (Kristin Scott Thomas), che ha trovato un marito alternativo, forse anche del licenziamento dall'azienda.
Inoltre, in cattivi rapporti con sé stesso e col prossimo, apprende anche di avere un tumore incurabile e pochi mesi di vita.
Nei pochi mesi che gli restano, decide di far pace con il figlio ribelle Sam (Hayden Christensen), punk e tossicomane.
Ragazzo mio, vuoi aiutarmi a realizzare l'ultimo sogno, che metta fine a questa sofferenza indicibile? Caro papà quanto ti voglio bene.
L'ULTIMO SOGNO, è un dramma cancerogeno diretto con ruffiano cinismo dal regista Irwin Winkler che, dopo una prima parte non priva di artificiosa vivacità, scivola nel melodramma edificante e strappalacrime al servizio del commediante Kevin Kline, qui poco convincente e fin troppo impegnato nel dimostrare la sua bravura sul registro patetico.
Nei pochi mesi che gli restano, decide di far pace con il figlio ribelle Sam (Hayden Christensen), punk e tossicomane.
Ragazzo mio, vuoi aiutarmi a realizzare l'ultimo sogno, che metta fine a questa sofferenza indicibile? Caro papà quanto ti voglio bene.
L'ULTIMO SOGNO, è un dramma cancerogeno diretto con ruffiano cinismo dal regista Irwin Winkler che, dopo una prima parte non priva di artificiosa vivacità, scivola nel melodramma edificante e strappalacrime al servizio del commediante Kevin Kline, qui poco convincente e fin troppo impegnato nel dimostrare la sua bravura sul registro patetico.
La sceneggiatura è sempre la solita (uomo gravemente malato si ricorda di ricostruire i rapporti con la famiglia nda) ed è, come sempre in questi casi, molto ricattatoria.
Il film utilizza la costruzione della casa come metafora della ricomposizione dei sentimenti familiari (da questo punto di vista il titolo originale è più illuminante) e rende il film commovente ma a volte troppo stucchevole.
Il film utilizza la costruzione della casa come metafora della ricomposizione dei sentimenti familiari (da questo punto di vista il titolo originale è più illuminante) e rende il film commovente ma a volte troppo stucchevole.
La sensazione è che l'effetto lacrima sia eccessivamente ricercato nonostante il tentativo antiretorico del valido cast, che sfoggia anche la sensuale ed antipatica Kristin Scott Thomas.
AMICI, AMANTI E...
Los Angeles. Si erano conosciuti da piccoli nel campeggio Adam (Ashton Kutcher) e Emma (Natalie Portman) e lui, da vero cavaliere, le aveva chiesto delicatamente "Ti posso masturbare?".
Offerta respinta, per la cronaca.
I due si ritrovano di sfuggita e si ripresentano uno, due e tre volte, prima dello scoccare della scintilla, undici anni dopo il primo incontro e diventare compagni di letto: una 'trombamicizia', il termine "tecnico".
Perché Emma non ne vuole proprio sapere di innamorarsi e Adam da parte sua ha una fidanzata molto disinibita da dimenticare, che ha sedotto il suo celebre padre (Kevin Kline)
e lo frequenta sessualmente, con il proposito (labile) di sposarlo.
Decisi a rinunciare a qualsivoglia coinvolgimento sentimentale, Emma e Adam cercano di realizzarsi nelle rispettive carriere e di ‘amarsi' nelle pause, nella ricreazione, negli intervalli delle loro vite a tempo pieno.
Dottoressa tirocinante lei, assistente televisivo con una sceneggiatura nel cassetto lui, gli amanti provano a dimostrare sopra e sotto le lenzuola che un uomo e una donna possono essere amici.
Il minuetto degli amplessi va avanti fino a quando il cuore non prenderà il sopravvento, facendo strike delle regole e delle resistenze.
AMICI, AMANTI E... è una commediola sentimentale diretta da Ivan Reitman che ripropone, almeno negli estenuanti tira e molla dei due indecisi protagonisti, sul versante solare della costa il vecchio dilemma di Harry e Sally: uomini e donne possono realmente essere amici?
Emma e Adam si attraggono e si sfuggono lungo il corso della loro amicizia disseminata in anni di incontri episodici e casuali e poi rafforzata da una frequentazione quotidiana piena di sesso disinvolto e di regole da onorare: niente coccole, niente sguardi languidi, niente appuntamenti, niente luci di candela, niente recapiti da contattare in caso di emergenza. Sesso intenso e un nuovo disordine amoroso sembrano governare e regolare la nuova commedia sentimentale.
La nouvelle vague della commedia romantica americana vuole ragazze refrattarie al legame serio, belloni dal cuore tenero... e lo scontato happy end.
In sintesi però, malgrado il clima di spensierata superficialità, non si ride mai, tutto appare molto telefonato e il film poteva durare anche 20 minuti di meno. 20 sbadigli risparmiati.
Offerta respinta, per la cronaca.
I due si ritrovano di sfuggita e si ripresentano uno, due e tre volte, prima dello scoccare della scintilla, undici anni dopo il primo incontro e diventare compagni di letto: una 'trombamicizia', il termine "tecnico".
Perché Emma non ne vuole proprio sapere di innamorarsi e Adam da parte sua ha una fidanzata molto disinibita da dimenticare, che ha sedotto il suo celebre padre (Kevin Kline)
e lo frequenta sessualmente, con il proposito (labile) di sposarlo.
Decisi a rinunciare a qualsivoglia coinvolgimento sentimentale, Emma e Adam cercano di realizzarsi nelle rispettive carriere e di ‘amarsi' nelle pause, nella ricreazione, negli intervalli delle loro vite a tempo pieno.
Dottoressa tirocinante lei, assistente televisivo con una sceneggiatura nel cassetto lui, gli amanti provano a dimostrare sopra e sotto le lenzuola che un uomo e una donna possono essere amici.
Il minuetto degli amplessi va avanti fino a quando il cuore non prenderà il sopravvento, facendo strike delle regole e delle resistenze.
AMICI, AMANTI E... è una commediola sentimentale diretta da Ivan Reitman che ripropone, almeno negli estenuanti tira e molla dei due indecisi protagonisti, sul versante solare della costa il vecchio dilemma di Harry e Sally: uomini e donne possono realmente essere amici?
Emma e Adam si attraggono e si sfuggono lungo il corso della loro amicizia disseminata in anni di incontri episodici e casuali e poi rafforzata da una frequentazione quotidiana piena di sesso disinvolto e di regole da onorare: niente coccole, niente sguardi languidi, niente appuntamenti, niente luci di candela, niente recapiti da contattare in caso di emergenza. Sesso intenso e un nuovo disordine amoroso sembrano governare e regolare la nuova commedia sentimentale.
La nouvelle vague della commedia romantica americana vuole ragazze refrattarie al legame serio, belloni dal cuore tenero... e lo scontato happy end.
In sintesi però, malgrado il clima di spensierata superficialità, non si ride mai, tutto appare molto telefonato e il film poteva durare anche 20 minuti di meno. 20 sbadigli risparmiati.
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