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STREGATA DALLA LUNA

New York. La trepidante Loretta Castorini (Cher), una vedova quarantenne ancora piacente, accetta l'offerta matrimoniale del goffo corteggiatore italoamericano, il danaroso Johnny Cammareri (Danny Aiello).

L'aspirante marito deve però partire per Palermo a dare l'addio alla mamma morente e incarica la futura moglie di invitare a suo nome alle nozze il fratello minore Ronny (Nicolas Cage) con cui non si parla da molti anni.

La signorina esegue, ma mette troppo entusiasmo nel compito, tanto da finire nelle braccia del futuro cognato.

Tutta colpa della luna piena che contemporaneamente strega anche gli altri componenti della focosa famiglia Castorini, papà Cosmo (Vincent Gardenia) e mamma Rose (Olympia Dukakis).

STREGATA DALLA LUNA è una riuscitissima, vivace e acuta commedia sentimentale di Norman Jewison che dipinge con frizzante brio un grande ritratto di un nucleo familiare italo-americano sospeso a metà tra tradizione e modernità della vita in una grande metropoli.

Il tutto ottenuto giocando garbatamente con tutti gli stereotipi sugli italiani (eccetto la mafia, fortunatamente) e con un pizzico di romanticismo anni 50 che dà un sapore corposo e nostalgico particolarmente riuscito.

Vera e propria mattatrice la milf ex stella del rock: Cher (Oscar) è straordinaria nel trasformarsi in una splendida e seducente donna partendo dalla figura di una casalinga scialba e insignificante che ammalia Nicolas Cage.

Assolutamente memorabile il cast dei caratteristi con Danny Aiello, Vincent Gardenia e la Dukakis (Oscar).

Il terzo Oscar alla scoppiettante sceneggiatura.

SUSPECT - PRESUNTO COLPEVOLE

Washington. Chi ha sgozzato la segretaria, ritrovata in un fiume, di un magistrato della Corte Suprema, guarda caso, fresco suicida?

La polizia in fretta e furia trova un colpevole fresco fresco, Carl Wayne Anderson (Liam Neeson), un senzatetto sordomuto reduce del Vietnam.

Al malcapitato viene assegnato un avvocato d'ufficio, la giovane e battagliera avvocatessa Kathleen Ridley (Cher).

Caso chiuso? Neanche per sogno.

Grazie anche all'aiuto di un componente della giuria (Dennis Quaid) l'avvocatessa comincia a scavare e a trovare tanto marciume tra corruzione e omicidi...

SUSPECT - PRESUNTO COLPEVOLE è un avvincente thriller giudiziario (o legal-thriller) di impostazione tradizionale, pieno di buone intenzioni di denuncia sociale, diretto con grande serietà da Peter Yates, che utilizza tutti i canoni narrativi del genere realizzando un film teso fino alla fine, con qualche passaggio a vuoto, ma svelto e ben impregnato di suspence.

Molto spazio alle scaramucce tribunalizie, come da tradizione giuridica yankee (obiezione, vostro onore, respinta  e via di questo passo) e qualche frecciata agli intrighi di politici e giudici, insomma la fantomatica alta società.

Bella ricostruzione ambientale e buone prove degli attori protagonisti, specie la finta bruttina Cher, bella e desiderabile, pur se non più una ragazzina (all'epoca aveva già 41 anni nda) ma anche brava.

Nulla d'eccezionale, ma da vedere.

BURLESQUE

La bionda Ali Rose (Christina Aguilera) ha pochi soldi e una grande ambizione: lasciare la provincia americana per vivere il sogno americano.

La cocciuta ragazza lascia cosi su due piedini il pub nello Iowa per correre a Los Angeles.

Ha la fortuna di capitare al momento giusto nel sofisticato teatro di varietà Burlesque, dove fa subito amicizia col piacente barman Jack (Cam Gigadet), pronto ad offrirle anche un divano (sia chiaro, solo quello) per la notte.
La disinvolta ragazzotta conquista al volo anche la proprietaria, la ruvida ma generosa Tess (Cher), cantante e creatrice dei numeri di danza che ogni sera infiammano il palcoscenico del Burlesque Lounge.

Arruolata come cameriera, Ali sogna di calcare il palco, di indossare piume e paillettes e magari far innamorare Jack, il barista dal cuore d'oro e il volto amabile che scrive canzoni mai pronte.

Il licenziamento di Nikki, la bizzosa prima ballerina sempre ubriaca, e la gravidanza inaspettata di un'altra dancer sembra aprirle la strada mentre l'indebitata Tess teme di dover svendere il club al fascinoso Marcus Gerber (Eric Dane). Nonostante il gran aiuto del fedele manager Sean (Stanley Tucci).

Riuscirà la new entry dall'ugola d'oro a sollevare le sorti del locale?

BURLESQUE è una gracile commediola romantico-musicale, piuttosto elegante nella confezione, ma di rara inconsistenza nell'intreccio. Una storiella dalla trama impalpabile che ricorda troppo una miriade di filmini tutti uguali, con una giovane e decisa lei che arriva dalla provincia, lotta, soffre per conquistare un posto in prima fila e alla fine trova anche l'anima gemella.

Il tutto cosparso da una serie interminabili di canzoni e balletti, con Christina Aguilera, bella, bionda e perfettamente acconciata fin dalla prima inquadratura, brava quando gorgheggia, tremenda quando tenta di fare l'attrice.

Si salvano le musiche, non tutte, e l'interpretazione di Stanley Tucci (che, tuttavia, non ha dovuto fare altro sforzo che rientrare nei panni del suo personaggio ne IL DIAVOLO VESTE PRADA).

Nota per Cher, ancora in gambe oltre i sessanta: una lezione di classe e sensualità.

LE STREGHE DI EASTWICK

New England (Usa). Nella quieta e puritana cittadina di Eastwick tre giovani donne, rimaste senza compagno, soffrono di noia più che davanti a una puntata di Ballarò.

Per la verità Alexandra (Cher), Sukie (Michelle Pfeiffer) e Jane (Susan Sarandon) hanno tutte qualcosa da fare (la prima scolpisce statuette, la seconda ha da badare a una turba di ragazzini, sei marmocchi, per la precisione, l'ultima è una violoncellista frustrata), ma il pensiero dominante è diretto verso un Principe Azzurro: carino, romantico, e ben dotato.

Toccano perciò il cielo con un dito quando, forse evocato dal loro stregonesco inconscio, il ricco e misterioso Daryl Van Horn (Jack Nicholson) di New York prende possesso d'una villa dove in antico le streghe venivano bruciate.

Tutt'altro che carino e romantico, perché è stagionato, con tanto di pancetta, aria diabolica e dice oscenità, però fornito di poteri sovrumani.

Talché, invece di contenderselo, lo lottizzano e una dopo l'altra le tre donne gli cadono fra le braccia e acquistano alcune delle sue magiche virtù, in pratica le trasforma in streghe.
Alexandra si è subito arresa, la timida Jane è stata sedotta con la musica (per la passione, il suo strumento ha addirittura preso fuoco), Sukie si è volentieri unita alla brigata. Diavolo (è proprio il caso di dirlo) di un seduttore, le mette incinte tutte e tre.

Scatenato nel gaudio, il quartetto non avrebbe più niente da desiderare se in città non si gridasse allo scandalo e morisse, posseduta dal Maligno, la più accanita accusatrice di quelle svergognate “sgualdrine”. Colte da un'inopinata crisi di coscienza, le tre donne allora abbandonano la villa delle delizie.

Quando il loro Belzebù si vendica con terrificanti malefici, quelle preparano pittoresche fatture per liberarsene, e l'incantesimo funziona. Ma non prima che l'uomo venuto dall'Inferno della metropoli abbia messo a soqquadro Eastwick portando scompiglio in chiesa e vomitando schifezze.

D'ora in poi le tre streghe faranno le buone mammine, e l'immagine di papà apparirà sugli schermi demoniaci della Tv...

Film un pò folle, a cavallo fra fantastico e grottesco, che si diverte a fare dell'ironia nei confronti della media borghesia di provincia, calcando la mano sui bollori del sesso.




Diretto dall'australiano George Miller (lo stesso della trilogia di Mad Max), è in fondo una sagra degli effetti speciali, con poco humor, dove si irride tutto, diavolo e acquasanta, uomini e donne.

Il mefistofelico Jack Nicholson, in codino da samurai, è esageratamente sopra le righe.
Le tre streghe, Cher, Susan Sarandon, Michelle Pfeiffer, come signore che da giovani non dovevano essere male, sono bravissime e fornite di provocanti scollature e spacchi vertiginosi.