Milano. Non ha il coraggio di dirlo alla moglie e ai due bambini ignari in villa: il manager Francesco (Francesco Villa) è stato licenziato.
La mattina di Francesco inizia con leggerezza, quasi fosse la pubblicità del "Mulino Bianco", ma non appena
l'ignara moglie gira l'angolo con la macchina familiare la realtà lo investe.
Tolti gli abiti eleganti da manager in carriera, mentre s'arrabatta tra una pompa di benzina e la consegna d'acqua minerale, incontra il truffatorello Alessandro (Alessandro Besentini), che passa le giornate a sfuggire allo strozzino giostraro Kappadue (Ernesto Mahieux), alla perenne ricerca di soldi e con il desiderio di cambiare vita.
Il bisogno aguzza l'ingegno e i due freschi compari cominciano a bidonare il prossimo.
MI FIDO DI TE è una piacevole,spiritosa commedia umoristica del simpatico tandem cabarettisco Alessandro Bisentini e Francesco Villa, in arte Ale & Franz, una storia amaragnola e molto ben congegnata.
La loro classica comicità misurata, all'inglese (anche se oggi non si dice più) in una commedia dal sorriso amaro dedicata alla più italica di tutte le arti : quella di arrangiarsi.
Una scena da antologia: l'assolo di Franz sull'omino dell'acqua. Walter Chiari non avrebbe saputo far di meglio.
Anche il colpo a sorpresa finale non è male.
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GENERAZIONE 1000 EURO
Milano. Non è soddisfatto nè del lavoro, nè dello stipendio, il trentenne laureato in matematica Matteo (Alessandro Tiberi), che si definisce un luogo comune, impiegato, a tempo determinato, al marketing e sviluppo di un' azienda in odore di tagli al personale.Nelle vesti di "cultore della materia" tiene lezioni sull'insostenibilità di Gödel grazie ad un vecchio professore (Paolo Villaggio) vicino alla pensione.
Divide l'appartamento in affitto con il buffo mago della playstation Francesco (Francesco Mandelli). Che a sua volta, per tirare a campare, mette in pratica la sua passione per la settima arte facendo il proiezionista in un cinema d'essay e osserva la vita come se fosse un film, dando un voto alle cose.
Lasciato dalla fidanzata tirocinante (Francesca Inaudi) in attesa di asportare il suo primo pancreas, la sua già turbolenta esistenza viene ulteriormente movimentata dalla contemporanea irruzione di due seducenti ragazze.
La mora e procace Beatrice (Valentina Lodovini), nuova coinquilina dopo l'uscita improvvisa di Alessio, supplente di lettere ( quindi anche lei precaria), e la bionda e sorridente Angelica (Carolina Crescentini), incontrata nella pausa fuma sul tetto della ditta, a cui racconta la sua convinzione che non gli rinnovino il contratto.
Scoprirà che è un pezzo grosso (vice direttrice marketing) e, forse, la donna della sua vita.
O è meglio la bella insegnante? Insomma passione o ragione?
GENERAZIONE MILLE EURO è una piacevole commedia sentimentale sui precari scritta e diretta dallo spiritoso Massimo Venier. Niente a che vedere con la feroce e grottesca satira nera di TUTTA LA VITA DAVANTI di Paolo Virzì.
Qui il dramma degli impiegatini a tempo determinato, della generazione mille euro è vissuto con un sorriso, saltabeccando di continuo tra i crucci del cuore e quelli dell'instabilità professionale.
Bravi ed intonati i protagonisti, divertenti e azzeccate le battute, plausibile la storia, attraversata con sguardo partecipe ma leggero, che grazia ad una trama articolata e godibile su più fronti offre agli interpreti lo spazio per caratterizzare i loro personaggi e renderli verosimili,traducendo e piegando la realtà a favore dell'impianto narrativo.
Nell'utilizzare la matematica e i personaggi secondari come valore aggiunto, Venier trova una formula fatta di piccoli dettagli, di battute e puntuali osservazioni ("Questa è l'unica epoca dell'umanità in cui le persone tornano in Molise") capaci di divertire e allo stesso tempo descrivere l'attuale panorama italiano avvolto dall'incertezza del futuro professionale e sentimentale dei giovani.
Dimostrandosi ancora una volta capace di dirigere un cast variopinto di attori (dall'ineccepibile Alessandro Tiberi al commovente professore di Paolo Villaggio), il regista regala a ognuno un momento da fissare.
Fino al lieto fine: la realizzazione del sogno.
Con tutta la vita davanti.
Per goderselo.
TU LA CONOSCI CLAUDIA?
Milano. Giovanni (Giovanni Storti), è un uomo metodico ed abitudinario, teledipendente cronico, la cui massima aspirazione è vedere "Passaparola" sul divano, magari con accanto la graziosa e infelice moglie Claudia (Paola Cortellesi).Aldo (Aldo Baglio), un tassista innamorato che soffre in silenzio, innamoratissimo di Claudia.
Il tenero Giacomo (Giacomo Poretti), un uomo solo, separato dalla moglie, rimasto un po' troppo adolescente.
Un giorno conosce Claudia, si innamora, presto ricambiato, della malinconica signora, paziente come lui di un'infiammabile analista (Ottavia Piccolo). E la sua vita cambia.
Senonchè un tamponamento a catena avvicina i tre rivali, con Giovanni pronto ad irrompere sotto falso nome nella vita dell'ignaro Giacomo e con Aldo in attesa di trarre profitto dal prevedibile dissidio tra gli altri due.
Come finirà?
TU LA CONOSCI CLAUDIA? è una divertente, spiritosa commedia sentimentale, opera quinta con il simpatico, a tratti irresistibile, stralunato trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Il luogo è come sempre Milano. E poi un viaggio, di quelli a cui il trio ci ha abituato e che, senza intellettualismi, diventa un'occasione di trasformazione e, forse, di crescita.
Questa volta il solo a firmare è Massimo Venier, perchè per la prima volta il trio non mette becco nè nel soggetto, nè nella regia, che ci regala un film in cui si ride e sorride ma sempre con un retrogusto un po' amarognolo.
Paola Cortellesi è la donna giusta, s'insinua con classe e umorismo nel triangolo, con le sue incertezze ma anche con le sue esigenze affettive, meritandosi il titolo in cartellone.
I sentimenti che ci propongono sono quelli che ognuno di noi ha provato o prova, non importa a quale età.
La commedia è tale quando sa offrirci con il sorriso almeno un pizzico di vita vera.
Questa lo è.
CHIEDIMI SE SONO FELICE
Milano. Sognano da sempre di mettere in scena il Cyrano i tre amici per la pelle, Aldo, comparsa di ultima schiera alla Scala, Giovanni, manichino vivente e immobile nelle vetrine da Coin, e Giacomo, doppiatore e rumorista specializzato nei colpi di tosse in pellicole di serie C.Un sodalizio apparentemente solidissimo, pur tra mille bisticci.
Fino a che, come un petardo, nella loro vita irrompe la frizzante hostess Marina (Marina Massironi), che fa innamorare lo sfigato cronico Giovanni, che se la vede soffiare quasi involontariamente dal traditore Giacomo, con bacio annesso.
A distanza di tre anni, Giacomo va a cercare Giovanni, che nutre ancora rancore. Giacomo e Marina vivono insieme e vogliono convincere Giovanni a incontrarsi ancora una volta con Aldo, col quale aveva rotto coinvolgendolo nella vicenda. Un viaggio in Sicilia potrebbe portare alla rappacificazione.
In pratica ci vorrà un autentico colpo di teatro, messo in piedi dal finto moribondo Aldo, laggiù in Sicilia, per ricomporre la vertenza.
CHIEDIMI SE SONO FELICE , terza prova cinematografica del trio, è una piacevole, arguta ed indubbiamente malinconica commedia sentimentale.
Probabilmente è anche il più riuscito film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, autori, secondo l'antica usanza della società, anche di soggetto e sceneggiatura.
Lo stile di una comicità, concreta e surreale al contempo, resta intatto, ma viene inserito in una storia ben congegnata che sfrutta tutte le possibili gamme del contrasto amoroso riuscendo a non essere mai né volgare né ripetitiva.
Tra le gag più spassose il provino per assegnare la parte di Rossana e la partita di basket con l'aureola della statua del santo come canestro.
Insomma si ride e si sorride di gusto e non è facile coniugare comicità e profondità! Non è facile far ridere e pensare nello stesso momento!
TRE UOMINI E UNA GAMBA
Milano, fine luglio. Chiuso per ferie il negozio di ferramenta dove lavorano come commessi, una dei tanti di una catena appartenente al suocero di Aldo e Giovanni che hanno sposato due delle figlie del padrone, gli stessi partono in auto per Gallipoli (Lecce) con Giacomo, che in Puglia sta per sposarsi con la sorella delle loro due mogli (Luciana Littizzetto).A bordo un'opera d'arte di grande valore, la gamba di legno del rinomato scultore Garpez, da consegnare al prepotente suocero-padrone Eros (Carlo Croccolo)che vuole farne oggetto di speculazione finanziaria.
Nel viaggio la macchina dei tre omini si scontra con quella della svagata Chiara (Marina Massironi) e nel pranzo riparatore, prima del ricovero urgente in ospedale, il malato immaginario Giacomo s'innamora della ragazza.
E intanto la preziosa opera prende il volo.
TRE UOMINI E UNA GAMBA segna l'esordio sul grande schermo di un trio comico, reduce dal successo in TV (“Su la testa”, “Mai dire goal”) in una originale, vivace e divertente commedia surreal-demenziale, infarcita con le battute migliori del trio.
Il frammentario e non è sempre lineare filo conduttore è tenuto su dalla capacità di inventare gag esilaranti e dal gioco di squadra dei personaggi.
Intessuto di disavventure di viaggio (anche se per ragioni di economia, è stato girato a Roma e dintorni) e di tre shorts parodistici fuori testo, si affida al collaudato schema della commedia sentimentale con risvolti amari.
Poche parolacce, e funzionali, senza volgarità intellettuali.
Successo a sorpresa nella stagione 1997-98: 4° posto nella classifica degli incassi.
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