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AMORE, BUGIE & CALCETTO - L'ABC DELLA VITA MODERNA

Trieste. Quando è l'ora del calcetto non c' è impegno che tenga: un'importante riunione di lavoro, le pagine pianificate da studiare, la scrivania della redazione, le macchine della fabbrica, la moglie nevrotica e la prole piagnucolosa. Tutto rimandato.

Ogni giovedì sera i sette amiconi si ritrovano per scendere in campo. Vittorio (Claudio Bisio), cinquantenne resistente all'attacco ed amante della verde Viola (Chiara Mastalli), fingendo di ignorare che è la ragazza del figlio tatuatore Adam (Andrea Bosca).

Lele (Filippo Nigro), mediano di cuore che litiga con la moglie Silvia (Claudia Pandolfi): che stress i due bambini.

Piero che pianifica il gioco e l'amore, Filippo che colpisce duro l'uomo e manca la palla, il Venezia che gareggia in riserva, e il Mina (Giuseppe Battiston), giocatore in pensione, col vizio della punizione e del tabacco.

AMORE, BUGIE & CALCETTO - L'ABC DELLA VITA MODERNA è una commedia intergenerazionale (laureandi, trentacinquenni con figli piccoli, quaranta-cinquantenni con matrimoni falliti) che presenta tutti i vizi e gli aspetti deteriori del cinema italiano attuale, la brutta abitudine cioè di parlarsi addosso, realizzando pellicole logorroiche ambientate tra soggetti perennemente in crisi (familiare, personale, parentale e via dicendo) e pochissimo dinamiche.

Film corale (vista l'assenza di "star" sul set), con storiella presentabile ma spesso ruffiana, superficiale (passioni e corna), confezionata in maniera ipertelevisiva

Questa è almeno alleggerita dalle partite di calcetto (nota di merito per gli Old Boys, con Tacconi, Schillaci e Rizzitelli), e dalla discreta interpretazione del cast ma per il resto nulla di nuovo sotto il sole.

LA DONNA DELLA MIA VITA

Milano. Mamma Alba (Stefania Sandrelli) ha due figli maschi: Giorgio (Alessandro Gassman), il grande, ginecologo affermato, estroverso ed aggressivo, con moglie a Roma  e almeno un'amante a Milano, e Leonardino (Luca Argentero), il secondogenito, che lavora senza impegno nell'azienda di famiglia.

Lui è quello sensibile, timido e depresso, che per una donna ha persino tentato il suicidio.

S'innamora a prima vista.

E' la donna della mia vita, confida a mamma Alba, ignorando che la bella violoncellista Sara (Valentina Lodovini) è stata l'amante proprio del fratello acchiappasottane, una delle donne a cui lui ha mentito spudoratamente, fingendo persino l'esistenza di un figlio.

LA DONNA DELLA MIA VITA,  è una piacevole, spiritosa commedia sentimentale del collaudato e tecnicamente bravo Luca Lucini, su un copione visibilmente al femminile, non per nulla scritto da Cristina Comencini, fin troppo ricca di colpi di scena.

Il film, la cui natura del copione è decisamente teatrale, tende a sgonfiarsi nella seconda parte.

Bravi ed intonati quasi tutti i protagonisti, con qualche precisazione e/o eccezione. Alessandro Gassman si salva nel ruolo dello sciupafemmine, anche se è poco credibile come ravveduto innamorato.
Luca Argentero convince poco, improbabile e finto sia nella parte dello sfigato che nello scoprirsi donnaiuolo.
Valentina Lodovini (per cui ho un debole, un amore cinefilo nda) è bravissima, anche se meno solare del solito.


Un plauso invece per Stefania Sandrelli, la mamma italica, chioccia dolce e soave dal passato non irreprensibile, burattinaia dei destini maschili, in modo più o meno attivo.

L'UOMO PERFETTO

Milano. Tra due mesi mi sposo con Paolo (Giampaolo Morelli), rivela l'artistoide apparentemente svampita Maria (Gabriella Pession) all'eterna amica del cuore Lucia (Francesca Inaudi), creativa in un'agenzia di advertising.

Senza nemmeno immaginare che l'altra è da sempre innamorata dell'avvocatino.

Sin da quando era un bambino cicciottello e sfigato, ben prima quindi della trasformazione in un ragazzo appetibile su piazza.

Glielo devo portare via, giura a se stessa, e colpita dal fascino dell'aspirante fotomodello Antonio (Riccardo Scamarcio), lo ingaggia per quattromila euro affinche seduca la promessa sposa e le lasci campo libero.

Lo spiantato bel tenebroso, mal sopportato ospite dello scontroso cognato divorziato Simone (Giuseppe Battiston), si mette all'opera, dopo una full immersion di conoscenza delle abitudini della promessa sposa, telecomandato dalla pubblicitaria, e fa presto breccia nell'inconsapevole vittima.

Ma il destino cambia spesso le regole del gioco.

L'UOMO PERFETTO è una commedia sentimentale, magari fragile, ma sicuramente disinvolta e non pretenziosa del recidivo Luca Lucini, regista pubblicitario, che aveva già mostrato di avere un debole per gli amori adolescenziali ("Tre metri sopra il cielo"), che stavolta sfrutta al meglio le sue capacità e una storia come tante con tuttavia diversi momenti divertenti.

Gli attori sono naturali ed esprimono con ironia e sentimento i loro ruoli. L'imperfetta ma estremamente affascinante Francesca Inaudi e il bel tenebroso Riccardo Scamarcio, passabile nel ruolo del finto cinico pronto a cadere cotto come una pera, ci concedono sorrisi nelle sequenze dell' "insegnamento".

Mentre una sexy Gabriella Pession fa la finta svampita persa nel suo mondo di teatro pallosamente impegnato e Feng Shuei.

Una sexy Gabriella Pession
Lucini dipinge una Milano grigia, piovosa e claustrofobica utilizzando la macchina da presa con sapienza ( e qualche bella intuizione) senza ostentare agilità costruite da pubblicitario e racconta il suo mondo con i macchiettismi tipici.

Il triangolo-quadrato amoroso procede con leggerezza evitando di toccare crisi generazionali e ideologiche, lasciando immaginare solo "baci rubati".

Per un risultato finale assolutamente godibile.