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IL SIGNORE DEGLI ANELLI - LA COMPAGNIA DELL'ANELLO

Contea di Vattelapesca, 1400 e rotti. A 111 anni l'hobbit Bilbo Boggins (Ian Holm) parte lasciando l'anello magico al cugino Frodo (Elijah Wood). 

Il malefico e prezioso monile è stato forgiato da Sauron, aspirante dominatore della Terra di Mezzo, lo avverte il mago buono Gandalf (Ian McKellen): portalo in cima al Monte Fato e distruggilo.

Orsù, in marcia.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI - LA COMPAGNIA DELL`ANELLO e` uno spettacolare, estenuante, sontuoso spettacolo di intrattenimento.

Un kolossal in costume che fa largo uso degli effetti speciali, diretto dal neozelandese regista Peter Jackson e grazie al quale la grande saga tolkeniana (in Italia addirittura racchiusa da certa "intellighenzia" nel recinto ideologico della destra nda) dalla sfrenata fantasia raggiunse finalmente il grande pubblico.

Le vicende dello hobbit Frodo che con un gruppo di amici della sua razza e con altri compagni d'avventura si trova ad affrontare un'impresa che lo sovrasta, hanno trovato in Peter Jackson un interprete fedele ma non cieco.

Al di là delle vicende avventurose e dei numerosi effetti speciali, provate ad osservare le scenografie.

Che si tratti della Nuova Zelanda fotografata come un luogo magico o delle ricostruzioni elettroniche o in studio, la cura dei particolari e il lavoro sulla trasfigurazione di correnti artistiche ed architettoniche è di un'efficacia tale da fare degli ambienti dei protagonisti in uno spettacolo visivo (ma non solo) dietro l'altro, un meraviglioso susseguirsi di delizie.

Il che significa anche non tradire Tolkien che aveva realizzato, come è noto, mappe dettagliate dei luoghi in cui aveva ambientato le vicende fantastiche.

Quattro Oscar minori, tra cui quello per le trascinanti musiche.

ARMAGEDDON - GIUDIZIO FINALE

Usa. Al direttore esecutivo della Nasa, Dan Truman (Billy Bob Thornton) per poco non viene un colpo alla notizia: un enorme asteroide, grande come il Texas, viaggia a velocità super verso la Terra. Ventiduemila miglia all'ora, per la precisione.

Non c'è chiaramente tempo da perdere.

L'unica soluzione praticabile in tutta fretta è l'invio di un equipaggio votato al martirio contro la palla di roccia.

La NASA incarica così Harry Stamper (Bruce Willis), il massimo esperto di perforazione petrolifera sulla piazza, e la sua squadra, di atterrare sull' asteroide, trivellare il meteorite, buttarci dentro una bomba nucleare e farlo esplodere.

Raduna quindi una squadra speciale, in cui include anche l'inviso A.J. Frost (Ben Affleck), che si ostina a fare la corte alla figlia Grace (Liv Tyler).

E ora all'inferno, uomini.

ARMAGEDDON - GIUDIZIO FINALE rappresenta la terza regia di Michael Bay, sceneggiatura scritta e riscritta a più mani, anche se il film appartiene soprattutto al produttore Jerry Bruckheimer.

Abbastanza puerile, poco originale (ricorda molto, moltissimo "Deep Impact"), estenuante per lunghezza, intollerabile per intensità di decibel e solo a tratti eccitante avventura galattica.
Permeato da un maschilismo a oltranza, l'indecente banalità dei passaggi sentimentali e della psicologia dei personaggi, schiacciata dagli effetti speciali, di quello che è un parente stretto del filone catastrofico.

Una sensuale Liv Tyler
Armageddon è il luogo dove si svolge la battaglia finale tra le forze del Male e del Bene secondo l'Apocalisse (16, 16).

Bruce Willis? Con quella faccia da schiaffi che si ritrova per lui una gita al lago o su Marte fa lo stesso.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI - IL RITORNO DEL RE

Chissadove, forse Medio Evo. Ogni giorno che passa permette a Frodo (Elijah Wood) di avvicinarsi al monte Fato.

Almeno così sussurra, tra paure e speranze, Aragorn (Viggo Mortensen), il Re tornato al trono di Gondor e “armato” dalla spada dei re (Narsil), al saggio e canuto stregone Gandalf (Ian McKellen).

I due sono giunti a Isengard, dove l'hobbit Pipino vede nella palla di fuoco che il malefico satrapo Sauron sta preparando la guerra, l'atto finale.

Sul destriero bianco Gandalf entra, col ficcanaso, nella città di Minas Tirith per mettere in guardia l'accecato dall'ambizione sovrintendente Denethor, in lutto per la morte del figlio Boromir.

Intanto Frodo con il fedele e amico servitore Sam (Sean Astin) e la compagnia dell'infido Sméagol (Andy Serkis) continua il suo viaggio infinito verso l'oscura Moroder per distruggere l'Anello, quell’anello che è peccato originale all’inizio del mondo, al principio della Terra di mezzo governata da una quiete ancestrale scossa da una “sottrazione”.

I nostri e tutti gli uomini sperano che ci riescano.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI - IL RITORNO DEL RE rappresenta il terzo “momento” cinematografico, diretto dal regista Peter Jackson, veramente cinepico, di quella che non senza errore viene definita “trilogia”, dal momento che il suo creatore letterario la pensò e formalizzò come opera integrale, ovvero l'estenuante, crudele, fantasmagorica saga tratta da Tolkien.

Il tutto premiato con undici Oscar su undici nomination.

Belle e godibili le scene di battaglie campali, lancia in resta, con il frastuono a coprire la visione.