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THE WATCHER

Chicago. Il trasferimento da Los Angeles non è servito a lenire i complessi di colpa dell'agente Joel Campbell (James Spader), ora in cura dalla bella analista Polly (Marisa Tomei).

Ed ecco che il depresso poliziotto ritrova sulla propria strada, dopo averlo braccato per anni, il sadico serial killer David Allen Griffin (Keanu Reeves), che uccide giovani donne sole strangolandole con una corda di violino.

Poi, come già faceva in California si diverte a sfidare l'avversario.

Così lo smarrito sbirro riceve le foto di due ignare donne destinate a finir male: ti dò ventiquattr'ore di tempo per salvargli la vita.

E la caccia riprenda, fino alla terza istantanea che farà scattare l'incontro decisivo al cimitero.

THE WATCHER è un tetro ed illogico thriller girato in stile anni 90 con cadute videoclippare ed effetti davvero risibili, dove i tanti morti ammazzati sono comunque in netta minoranza rispetto alle incongruenze del delirante copione.

Che non ignora un solo luogo comune: il rapporto personale-morboso fra detective e killer, una vecchia, dolorosa memoria, l'uccisione annunciata, e la vittima finale seduta sull'esplosivo.

Con i soliti inseguimenti in macchina eccetera.

Giaccone nero e jeans, il fascinoso assassino Keanu Reeves gioca al micio contro il sorcio con l'invecchiato viso d'angelo James Spader. Inutile dire che in altre occasioni hanno dato di meglio.

Perchè il killer uccida senza motivo è il primo mistero, chi ha scelto la delirante colonna sonora di THE WATCHER  il secondo.

STARGATE

Los Angeles. Il giovane egittologo Daniel Jackson (James Spader) scopre che il gigantesco anello di materiale ignoto su cui sono incise sette misteriose iscrizioni, trovato nel 1926 vicino alla piramide di Cheope a Giza (Cairo), è uno stargate, una “porta del cielo”,: all'incirca, ammesso che si possa spiegare tecnicamente, un portone interplanetario spalancato su un altro mondo.

Facendo da cicerone al muscoloso colonnello Jack O'Neill (Kurt Russell) e ai suoi soldati, l'occhialuto studioso, attraversando la “porta”, approda su un pianeta di una lontana galassia, il pianeta Abydos, un nuovo Egitto rifatto a somiglianza di quello antico, dove un crudele Faraone (di sesso incerto), l'immortale Ra (Jaye Davidson, quello della "Moglie del soldato", per capirci) tiene in schiavitù il popolo del deserto.

Vi aiuteremo noi a liberarvi dal giogo del tiranno. Più facile a dirsi che a farsi.

Un incrocio fra Lawrence d’Arabia, I dieci comandamenti e la saga di Guerre stellari: così venne definito negli Stati Uniti STARGATE per il modo in cui frulla insieme effetti speciali vertiginosi e scenari da kolossal storico d’altri tempi.

Infatti parte come una bomba lo spettacolare e astuto balocco tecnologico da svariati milioni di dollari del regista Roland Emmerich (Indipendence Day, 2012), un genio degli effetti speciali, che lascia senza fiato nel primo tempo ma rimane senza argomenti appena esaurita la pur ampia scorta di botti, diventando banale e prevedibile.

Simpatici e ben assortiti i due attori protagonisti, a cui il copione non richiede granché: il fin troppo compito James Spader di "Sesso, bugie e videotape", e l'impetuoso Kurt Russeil, un militare integro e coriaceo nella migliore tradizione yankee.

CATTIVE COMPAGNIE

Los Angeles. Il giovane e rampante agente di Borsa Michael Boll (James Spader) è angosciato dall’assillante fidanzata Ruth (Marcia Cross) e dal collega Patterson (Tony Maggio) che intende soffiargli il posto.

Conosce casualmente il simpatico coetaneo di scarsi scrupoli Alex (Rob Lowe), che presentandosi ogni sera con un nome diverso, s'impossessa della sua vita trascinandolo in un vortice sanguinoso di misfatti.

Donnine allegre, whisky a volontà, la liberazione da ogni tabù: questa si che è la vera trasgressione.

Poi il gioco, con una rapina ed un cadavere, si fa pesante e il tonto hippie si ritrova in balia dell’altro.

CATTIVE COMPAGNIE (BAD INFLUENCE) è un originale, anche se scritto con un occhio rivolto a Strangers on a Train di Patricia Highsmith e ampie reminiscenze di Hitchcock, thriller psicologico che si risolve in una lezione, precisa come un orologio svizzero, sulla forza del Male e le sue raffinate lusinghe.

Diretto da Curtis Hanson e primo premio al Mystfest di Cattolica, è dotato di buon ritmo, clima inquietante, una spruzzata (abbondante) di sesso, raffiche di violenza e una palpabile tensione.

I due attori, James Spader e Rob Lowe, hanno le facce giuste per le rispettive parti: da bamboccione l’uno, da furbastro l’altro.