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MEZZO DESTRO MEZZO SINISTRO...2 CALCIATORI SENZA PALLONE

E' arrivata miracolosamente in Serie A la MARCHIGIANA, sponsorizzata dalla vogliosa proprietaria della catena "Pollo ruspante". Purtroppo ora lotta goffamente ed è ultima in classifica.

La vedova Mirtila (Milena Vukotic), la ricca sponsor della squadra, però non si arrende e le tenta tutte per salvarla dalla quasi inevitabile retrocessione.

Ingaggia così il celebre e combattivo allenatore brasiliano Fulgencio (Leo Gullotta), che mette subito in pratica la sua ricetta.

Una bella strigliata ai due pezzi pregiati, quei lavativi di Andrea (Andrea Roncato) e Gigi (Gigi Sammarchi). I due scalcinati giocatori sono intenzionati più a correre dietro alle sottane che a un pallone.

Quindi per dare più nerbo alla squadra, il mister butta nell'arena il giovane talento Vacca.

Il riscatto a Francoforte, per la gioia dei compatrioti emigranti, nell'attesissima finale di Coppa.

MEZZO DESTRO MEZZO SINISTRO... 2 CALCIATORI SENZA PALLONE è una sciocchezuola con varie cadute che vede protagonista la sbiadita coppia televisiva Gigi ed Andrea, riciclata dal tuttofare Sergio Martino sui campi di calcio cinematografici.

Chiaramente L'ALLENATORE NEL PALLONE, a distanza di un anno, non poteva essere rifatto. Così Sergio Martino, visti i buoni esiti conseguiti dal film con Lino Banfi, tenta il colpaccio realizzando questa scarsa parodia sostituendo Oronzo Canà con i due protagonisti, che nel film precedente avevano fatto una breve comparsa.

Gigi & Andrea, promossi a protagonisti, confermano di essere più adatti a piccoli ruoli.

Alla fine si assiste alla passerella di alcuni grandi del passato (Paolo Rossi, Falcao, un giovane Carlo Ancelotti) e del giornalismo. Carente sul piano comico, è più interessante come documento del calcio dell’epoca.

Sempre bravissima invece la professionale Milena Vukotic nei panni dello sponsor "arrapato". Anche il giovanissimo Pino Insegno è un personaggio riuscito e credibile.

In mezzo a tanto disastro una bella fortuna per chi si appresta alla visione. In MEZZO DESTRO MEZZO SINISTRO...2 CALCIATORI NEL PALLONE mancano i tempi supplementari

DELITTO IN FORMULA UNO

Monza. Dopo lo schianto all'autodromo nessun dubbio, è stato sabotato il bolide del pilota che guida la classifica del campionato di Formula Uno.

Il più trasandato ispettore della polizia italica, Nico Giraldi (Tomas Milian), afflitto da un cognato fannullone, incaricato dell'indagine, si trova tra i piedi un giudice che non gradisce quei sistemi poco ortodossi e il losco proprietario della scuderia della vittima.

Presto espulso dalla polizia dopo un secondo omicidio, il piedipiatti dai modi bruschi ma dal cervello sopraffino incastrerà il colpevole, senza disdegnare di fare la corte alle gonnelle che incrocia durante le indagini.

DELITTO IN FORMULA UNO è uno sboccato poliziesco all'amatriciana, frequentato da belle donne, zeppo di scanzonato romanesco e di parolacce.

Decimo capitolo e penultima avventura della saga dell'ispettore Nico Giraldi ha un titolo fuorviante: la formula uno è poco più di un pretesto per questa commedia pesudogialla decisamente sbilanciata sul versante umoristico rispetto a quello thriller.

Il film si "appoggia" evidentemente sulle performance comiche affidate ai vari caratteristi  e la trama è un puro pretesto per le imprese clownesche di Tomas Milian, il simpatico "Serpico dei poveri", vestito sempre peggio, armato di cazzottoni e battute sentenza.

Girato un po' al risparmio (basti pensare ai go-kart travestiti da rombanti vetture di formula uno).

Nel cast anche una luccicante Dagmar Lassander.

Seguito da DELITTO AL BLUE GAY che chiuderà la serie.

IL COMMISSARIO LO GATTO

Roma. Tutto inizia con una gaffe in Vaticano. In presenza di un seminarista pugnalato a lume di luna nei giardini vaticani, la rituale domanda investigativa di rito ("Ha un alibi?") viene posta in maniera irriverente ed inopportuna addirittura al Santo Padre, cosa che costa al poco diplomatico Commissario Natale Lo Gatto (Lino Banfi) l'immediato trasferimento a Favignana.

Ah, che bella vita sull'isola, dove non si muove foglia, per lui e l'agente Gridelli (Maurizio Ferrini) che se la spassano con le belle turiste.

Finchè non scompare la rossa Wilma (Isabel Russinova).

Rapimento o, peggio, omicidio? 

Incalzato dal dimesso Ragusa (Maurizio Micheli) zelante cronista dell'Eco di Trapani e con la neanche tanto recondita speranza di finire in prima pagina, il commissario si butta a capofitta nell'inchiesta.

La soluzione? Ero in barca con Bettino Craxi, confessa candidamente la molto presunta vittima uscendo dalle acque blu.

IL COMMISSARIO LO GATTO è una commedia di costume che cerca (vanamente) appigli nell'attualità politica dell'epoca (il film è del 1986 nda) utilizzando lo schema dell'investigazione poliziesca come pretesto per gli intenti di satira sociale.

Dino Risi dirige con la solita pulizia, ma senza estri o scatti, passando da Vittorio Gassman a Lino Banfi che, per carità, nel suo genere è bravissimo, solo che qui cerca di contenersi autocastrandosi (artisticamente, si intende): così non fa ridere.

 Il film è comunque vedibile anche per la bella ed insolita ambientazione (le isole Egadi) e le hit degli anni Ottanta sempre in voga (Righeira, Cattaneo, Bertè e Russo).