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VACANZE DI NATALE

Cortina D'Ampezzo, Natale. Quanti turisti sulla neve intorno al pianista di piano-bar Billo (Jerry Calà) che torna a corteggiare Ivana (Stefania Sandrelli), senza trascurare la ricca Grazia (Marilù Tolo), moglie annoiata e disinibita.

Il burino Mario (Claudio Amendola), in vacanza alpina nella rinomata località grazie al super buzzurro padre (Mario Brega), è fulminato dalla bionda americanina Samantha (Karina Huff), fidanzata dell'amico Roberto (Christian De Sica), anche se la sua lettera viene utilizzata in maniera maliziosa da Serenella (Antonella Interlenghi).

VACANZE DI NATALE è una commediola corale, con mostruoso successo di pubblico, svelta e potabile dei giovani Vanzina, un SAPORE DI MARE trasferito in montagna che ci costringe a dire: peccato!

Peccato che i "cinepanettoni" non abbiano seguito l'esempio del modello. Sì, perché Vacanze di Natale, piaccia o meno, è il titolo apripista di una serie infinita, dell'intero filone "vacanzifero".

Immutabile la formula: una manciata di simpatici comici, belle donne di età assortita, qualche discreta barzelletta e un pò di satira all'acqua di rose.
Almeno qui, se la sceneggiatura qua e là appare traballante, la serie di gag (esemplari quelle dei due caratteristi più rodati: Riccardo Garrone e Mario Brega) mette in secondo piano il filo narrativo in virtù dello stato di grazia della magica mano che dirige, abile a saccheggiare il repertorio sul quale dalla fine degli anni '50 si regge la commedia all'italiana.

Intelligente anche l'uso della colonna sonora, zeppa di canzoni orecchiabili, che non dà tregua.

Film imprescindibile degli anni '80. E conti alla mano hanno ragione i Vanzina. 

SAPORE DI MARE 2 - UN ANNO DOPO

Forte dei Marmi, anni sessanta. Gli stessi amici un anno dopo.

I nostri eroi intenti ad intrecciare i soliti flirt, a farsi gli identici stupidi scherzi sulla spiaggia della Versilia, ad ascoltare ancora le solite canzoni di Gino Paoli e della Pavone.

Prima si bisticcia, poi si fa la pace, si va spesso a ballare, a bere qualcosa al bar o a limonare sulla spiaggia, si ride in continuazione, anche per le frequenti scemenze.Finita l'estate ci si separa.

Seguito del precedente (con il medesimo titolo e un nuovo regista, Bruno Cortini): tutto resta uguale, un po' meno barzellettistico, ma il succo è lo stesso.

Sono stati richiamati (e chiamati per la prima volta) in servizio la bionda e piacente Selvaggia (Isabella Ferrari), il bel tenebroso Fulvio (Massimo Ciavarro), il falso figlio di papà Umberto (Mauro Di Francesco) e la sfolgorante segretaria d'azienda Tea (Eleonora Giorgi).

I più saggi sono stati Virna Lisi, Christian De Sica e Jerry Calà, che, dopo il primo episodio, lasciano spazio a qualche scartina.

Gianni Boncompagni ha curato la colonna sonora (in tutto sono ventotto i motivetti di quell'estate, cantati per sommi capi).

Si perde l'equilibrio tra umorismo e nostalgia, grande punto di forza del primo capitolo e il tutto possiede meno personalità.

SAPORE DI MARE

Forte dei Marmi, estate 1964. Paolo (Angelo Cannavacciolo) e Marina (Marina Suma), volto dolce e malinconico, sono due fratelli napoletani, di modesta estrazione sociale, in villeggiatura con papà e mamma, di cui un pò si vergognano per il vecchio stile napoletano (urlato).

I due ragazzi fanno amicizia con un gruppo di ragazzi nordisti tra cui spiccano i ricchi e viziati fratelli Luca (Jerry Calà) e Felicino (Christian De Sica), caricature dei figli casinisti e strafottenti di un industriale milanese, di modi spicci con le ragazze (i soldi fanno la fortuna in amore), come l'inglesina tuttopepe ed emancipata dalla pillola Susan (Karina Huff).

Mentre lo studentello intellettuale in erba Gianni (Gianni Ansaldi) prende una sbandata per la seducente quarantenne, serissima e sposata, Adriana (Virna Lisi), turbandone le fantasie malgrado il fidanzamento con la giovane e piacente Selvaggia (Isabella Ferrari), bionda classica con gli occhi color di mare.

Un'estate spensierata scandita da folli cotte, furtivi baci e amorazzi inventati corredati di mirabolanti notti di fuoco.

E ancora baci, gite in barca, piccole sfide, adulti stupidi, la tv, il professor Cutolo, i film mitologici.
E perfino un'appendice, nel finale, tristanzuola negli anni ottanta, con tutti i protagonisti confermati malinconicamente nei propri difetti.

Intanto, come colonna sonora dello scaltro italian graffiti dei Vanzina, il juke-box suona i dischi degli anni sessanta, si ricordano le illusioni economiche di quel decennio, si celebra quell'Italia golosa e indaffarata prima della contestazione.

I due Vanzina, figli di Steno, l'uno sceneggiatore, l'altro anche regista, con questo SAPORE DI MARE danno vita a una commedia della nostalgia, una pellicola che non ha età, perché è malinconia e riesce a lasciare quella poetica immagine di fine Agosto nei nostri occhi. Col chiudersi degli ombrelloni si ricomincia la solita vita.

Le facce sono quelle giuste, quanto più simili ai luoghi comuni dei discorsi da spiaggia, tanto più attendibili.

Su tutti, per classe e sex-appeal, una seducente Virna Lisi, ammaliante quanto la Mrs. Robinson de IL LAUREATO.

Lungi dall'essere un capolavoro, il film è piacevole, grazie anche ad una colonna sonora gradevole e ruffiana (in senso buono).