San Francisco. Indebitati per l'acquisto e la ristrutturazione di una vecchia casa in stile vittoriano i giovani coniugi Patty (Melanie Griffith) e Drake (Mattew Modine) affittano i due appartameni al piano terra.
Il primo a una coppia di ossequiosi giapponesi, l'altro a un giovane dall'aspetto rassicurante, tale Carter Hayes (Michael Keaton).
Presto però il nuovo inquilino si rivela la “persona sbagliata”: tanto per cominciare non paga il pattuito e sconvolge la loro tranquillità con insopportabili schiamazzi e sinistri ultimatum.
Rivolgersi alla legge è inutile: l'ospite, un imbroglione d'alto bordo che conosce bene la legge e sa raggirare il prossimo, ma anche uno psicopatico di contorta e malefica intelligenza, barricato nelle sue stanze, diventa intoccabile.
Esasperati, i due colombi decidono di passare alla riscossa, anche con le maniere forti.
Che notte da brivido!
UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA è un angoscioso thriller psicologico ambientato nell'elegante Frisco dei quartieri alti e ben diretto dal regista inglese John Schlesinger con una prima parte, analitica e descrittiva, che è un esempio di arte del tenere lo spettatore sulla corda, con una tensiopne puramente d'atmosfera.
La seconda scopre le carte, conducendo l'azione fino al convulso, in balia degli effettacci, finale.
Belli e realisticamente spaventati Melanie Griffith, ammirevole nella ragionevolezza e nell'energia, e Matthew Modine nell'esasperazione e nell'incontrollata violenza.
Michael Keaton, l'ex Batman, nella sinistra e melliflua malvagità.
"IL CINEMA E' IL MODO PIU' DIRETTO PER ENTRARE IN COMPETIZIONE CON DIO"
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LA PROSSIMA VITTIMA
Los Angeles. E' bloccata in un ingorgo la felice madre di famiglia Karen McCann (Sally Field) proprio nel giorno del compleanno della sua figlia Megan.
E mentre parla con il cellulare con la figlia diciassettenne Julie, si trova costretta ad ascoltare, angosciata, impossibilitata ad intervenire, l'aggressione alla ragazza, stuprata ed uccisa nella casa vuota.
Grazie al lavoro del sergente Joe Denillo (Joe Mantegna) il colpevole, il pluripregiudicato Robert Doob (Kiefer Sutherland) è arrestato, processato ed infine prosciolto, da un giudice garantista, per un vizio di forma.
Karen disperata, in crisi professionale e in rotta anche col pur comprensivo ed addolorato marito Mack (Ed Harris) decide di farsi giustizia da sé.
LA PROSSIMA VITTIMA è un violento e morboso, corretto e scontato, dramma poliziesco del regista John Schlesinger in modalità stanco, nonostante le finezze nella descrizione dei rapporti familiari.
Tenta di creare atmosfere angosciose mentre si scaglia con sbrigativa esagerazione contro l'ottusa burocrazia (tutto il mondo è paese, verrebbe da dire) incartata su cavilli giudiziari.
Kiefer Sutherland, come cattivo, gigioneggia in modo imperdonabile, mentre Sally Field sembra alquanto improbabile come implacabile giustiziera.
E mentre parla con il cellulare con la figlia diciassettenne Julie, si trova costretta ad ascoltare, angosciata, impossibilitata ad intervenire, l'aggressione alla ragazza, stuprata ed uccisa nella casa vuota.
Grazie al lavoro del sergente Joe Denillo (Joe Mantegna) il colpevole, il pluripregiudicato Robert Doob (Kiefer Sutherland) è arrestato, processato ed infine prosciolto, da un giudice garantista, per un vizio di forma.
Karen disperata, in crisi professionale e in rotta anche col pur comprensivo ed addolorato marito Mack (Ed Harris) decide di farsi giustizia da sé.
LA PROSSIMA VITTIMA è un violento e morboso, corretto e scontato, dramma poliziesco del regista John Schlesinger in modalità stanco, nonostante le finezze nella descrizione dei rapporti familiari.
Tenta di creare atmosfere angosciose mentre si scaglia con sbrigativa esagerazione contro l'ottusa burocrazia (tutto il mondo è paese, verrebbe da dire) incartata su cavilli giudiziari.
Kiefer Sutherland, come cattivo, gigioneggia in modo imperdonabile, mentre Sally Field sembra alquanto improbabile come implacabile giustiziera.
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