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SPANGLISH - Quando in famiglia sono in troppi a parlare

Los Angeles. Alla fine si è decisa a trasferirsi dal Messico Flor (Paz Vega), ragazza messicana di notevole presenza, con la figlia dodicenne Cristina al seguito. Anche se, a differenza della bambina, presto assurta al compito di traduttrice ufficiale, non conosce uno straccio di parola in inglese, trova lavoro come governante della ricca famiglia del comprensivo John Clasky (Adam Sandler), cuoco di rinomata fama con ristorante di lusso annesso, e della nevrotica moglie Deborah (Tea Leoni), da poco disoccupata.

La coppia, con due figli, sta vivendo una crisi matrimoniale e l'arrivo della governante nella borghese, benestante e problematica famiglia, crea ulteriore scompiglio fra i coniugi, che si devono districare, in aggiunta, con lo spagnolo stretto della nuova arrivata.

Inoltre i due figli, la sovrappeso Bernie e il piccolo Georgie, sono sempre con la nonna, l'ex cantante alcolizzata cronica Evelyn (Cloris Leachman), cinica e ironica madre di Deborah immersa in alcol e passati musicali.

Forse è meglio che mi metta a studiare la vostra lingua.

Appena appena simpatica commedia agrodolce del regista poco prolifico James L. Brooks) (Qualcosa è cambiato),un film divertente nella prima parte, ma che perde lentamente smalto quando finisce in riflessioni dolciamare sulla vita, poco adatte al tono di voce dichiarato fin dall'inizio.

E il tentativo di tenere insieme crucci del cuore, le differenze culturali e le difficoltà di integrazione (nel caso tra la famiglia americana e la cultura ispanica) riesce a metà, rendendo poco fluido l'intreccio, che si dilata in un eccessiva lunghezza e in troppi dialoghi

Paz Vega naked
Altro punto a sfavore, nella versione italiana, il problema del doppiaggio, che, ne sono certo, non riesce a rendere completamente malintesi e incomprensioni ispirati dai differenti idiomi.

Paz Vega naked


L'intreccio mancato non danneggia completamente le ottime interpretazioni, sorprendente per misura, del comico patentato Adam Sandler, diviso tra le due belle (e brave) partner, la smorfiosa bionda indigena e la caliente mora sivigliana Paz Vega.

QUALCOSA E' CAMBIATO

New York. L’apprezzato autore di romanzi sentimentali Melvin Udall (Jack Nicholson) soffre di turbe maniacali al punto da cambiare due saponette quando si lava le mani e saltellare per strada nel terrore di mettere il piede tra due fessure del marciapiede.

In perenne lite col vicinato, in particolar modo col dirimpettaio pittore gay Simon (Greg Kinnear) e il suo cagnolino, trova comprensione solo nella cameriera di snack bar Carol (Helen Hunt), che lavora appunto nel locale dove si reca ogni giorno a mangiare.

La ragazza ha un bimbo che soffre d’asma cronico e il misantropo interviene pagando l’onerosa parcella del luminare destinato a guarire il piccolo.

E diventa anche amico dell’artista, ridotto sulla sedia a rotelle dopo un aggressione, e della sua bestiola. Grazie a loro e alla cameriera, di cui s'innamora, il misantropo subisce una metamorfosi, cioè guarisce.

Piacevole, anche se tirata un po’ per le lunghe, commedia comico sentimentale diretta da James L. Brooks, dove le situazioni rosa ondeggiano tra umorismo e tenerezze e i dialoghi brillano grazie all’apporto di un paio di battute memorabili (una è: "Ma come fa a descrivere così bene una donna? Penso ad un uomo, e tolgo autorevolezza ed affidabilità").

Il tutto concentrato in un Oscar a testa ai due eccellenti protagonisti, l’istrionico patentato Jack Nicholson e la spigolosa ed espressiva Helen Hunt, degna complice.

Nel cast anche Cuba Gooding jr.