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IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO

Usa, metà anni quaranta. Il reduce della seconda guerra mondiale e ora rappresentante di cioccolatini in trasferta Paul Sutton (Keanu Reeves) è mosso a compassione al lacrimevole racconto della bella messicana Victoria (Aitana Sanchez-Gijon): se mio padre-padrone, il ricco viticoltore Alberto Aragon (Giancarlo Giannini) scopre che sono incinta, mi ammazza.

Il giovanotto accetta di fingersi consorte della bella sconosciuta, ma avverte: giusto il tempo delle presentazioni e torno da mia moglie, abbandonata cinque anni prima, anche se non ha mai risposto alle mie lettere dal fronte.

L'irritazione di papà è bilanciata dal tifo e dall'entusiasmo del vulcanico nonno Pedro (Anthony Quinn), che fa subito lega con il timoroso ospite.

Per ora resto, poi si vedrà. Ma ormai l'amore è sbocciato.

IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO è una gradevole e graziosa telenovela latino-americana diretta dal messicano Alfonso Arau, una ben dosata miscela di melodramma e romanticismo, tratta dall'italiano "Quattro passi tra le nuvole" (1942) di Blasetti.

La prima parte è nettamente migliore della seconda e non mancano sobbalzi di erotismo, magia dei vigneti e tramonti in controluce della California del Sud.

Il giovane Keanu Reeves è surclassato all'ombra dei vecchi mostri sacri Anthony Quinn e (almeno per l'Italia) Giancarlo Giannini.

REVENGE - VENDETTA

Messico. Emotivamente distrutto l’aitante pilota Jay Cochran (Kevin Costner), ennesimo reduce della guerra maledetta del Vietnam, dopo l’ultima missione in jet.

Gettata alle ortiche l’ormai detestata divisa, va a ritemprarsi nella smisurata fazenda di un miliardario e corrotto politicante, l’antico amico Tibey Mendez (Anthony Quinn).

La peppa! Che mogliettina sexy, Miryea (Madeleine Stowe), ha il mio vecchio amico, quasi quasi la provo, tanto più che anch’io le piaccio.

Ma i due impulsivi amanti, travolti dalla passione dei sensi, fanno veramente poco per nascondere il tutto e il marito, vetusto ma non rimbambito, che ha presto sentito odore di corna, li coglie, ahiloro, in flagrante.

Tremenda vendetta e terribile controvendetta.

Robusto e a suo modo avvincente fotoromanzo in carta patinata del regista Tony Scott, ritenuto, a torto, il fratello meno dotato di talento (l’altro è il famoso Ridley).

REVENGE - VENDETTA, girato all'insegna di eros e thanatos, scorre torrido mescolando gli ingredienti, in dosi da elefante, per la verità, di sesso e violenza, orgoglio e tradimento tra un bacio infuocato e una coltellata, un abbraccio focoso e una fucilata, una sana scopat (beep) e un’atroce tortura.

Il bel Kevin Costner, alquanto monoespressivo nella circostanza, prima di ballare con i lupi, si fa tutto un film in primo piano.

All’epoca venne additato come il nuovo Gary Cooper. Il tempo trascorso ci aiuta a dirlo: un paragone da querela.

Stupenda Madeleine Stowe.