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BOMBER

bomber
Livorno. L'ex pugile Bud Graziano detto Bomber (Bud Spencer), diventato marinaio,  incontra il più giovane Jerry (Jerry Calà), sfigatissimo manager di boxe in cerca di talenti da mettere sotto contratto.

Durante una fortuita scazzottata tra marinai incrocia il promettente pugno di Giorgione (Mike Miller) e i due lo ingaggiano all'istante allenandolo duro nella palestra della base americana, salvandolo dalle amicizie mafiose.

Ma deve sostituirlo sul ring.

BOMBER  diretto dal tuttofare Michele Lupo è un inno allo sport come soluzione contro la violenza. L'ingenua commediola per famiglie (all'epoca "per oratorio" nda) è evidentemente costruita su misura per Bud Spencer, ricalcando, parodizzandoli, gli stereotipi del cinema hollywoodiano sulla boxe, ma con vena antiamericana.

Il buon Bud dimostra di poter fare un buon film anche senza l'amico di mille scazzottate Terence Hill in questo remake/fotocopia del precedente LO CHIAMAVANO BULLDOZER, da cui riprende trama, struttura e ambientazioni con lo spostamento da uno sport di squadra (il football americano) a uno individuale (la boxe), scelta che relega la consueta truppa di sfigati sullo sfondo.

Gegia? Troppo petulante.

LO CHIAMAVANO BULLDOZER

Usa. Appena scopre che anche l'incontro Philadelphia-Minnesota è truccato, il massiccio e superonesto Bulldozer (Bud Spencer) abbandona disgustato il football e si ritira in Italia.

Si mette a pescare conchiglie nella placida Versilia, dove tutti gli vogliono bene e lo chiamano affettuosamente Barbanera. Tutti tranne i marines americani della vicina base Nato: quanto sono boriosi e maneschi.

Diamogli una lezione. E così addestra una squadra di ragazzotti locali, una banda di raccattati bisognosi di tanto allenamento, per una sfida contro Marines americani in libera uscita.

LO CHIAMAVANO BULLDOZER è una commedia diretta dal regista Michele Lupo senza troppe pretese ma in fondo divertente, anche se segue canoni ampiamente prevedibili e la sceneggiatura appare piuttosto lacunosa.

Il buon Bud Spencer, gigante dal cuore d'oro e dalle mani d'acciaio, con la sua indubbia simpatia (e le proverbiali chilometriche ridanciane scazzottate, che ossessivamente ripetute, servono ad allungare il brodo) compensa questi limiti e il film è una buona occasione per una serata spensierata.

Certo la lezione della favola edificante dagli intenti moraleggianti sfiora il ridicolo involontario indicando l'Italia come il paese sportivamente più pulito.

Uno sceriffo extraterrestre...poco extra e molto terrestre

Newnan, Georgia (Usa). Un improvviso black-out spaventa la popolazione che per un inspiegabile fenomeno di suggestione collettiva si sente minacciata dai marziani.

Ecco perché il mastodontico sceriffo del paesello (Bud Spencer) che indossa un argentea tuta di amianto per la caccia alle api viene scambiato per un extraterrestre.

A sua volta l'omone in precipitosa fuga s'imbatte in uno spaurito ragazzino (Cary Guffey) che si proclama un alieno di nome H-725 e proveniente dalla lontanissima costellazione di Vega e i cui poteri paranormali hanno già suscitato l'improvviso interesse dei soliti cattivoni del Pentagono.
Ma con quell'energumeno nei paraggi è meglio pensarci su due volte.

UNO SCERIFFO EXTRATERRESTRE...POCO EXTRA E MOLTO TERRESTRE è una commediola diretta da Michele Lupo dal taglio di favola, bonaria e tenera, esente da volgarità e stracolma di zucchero, scritta su misura per il gigante buono, che precorre alcuni temi poi sfruttati con ben altra intensità da Steven Spielberg (E.T.).

Leggero e fracassone, si regge essenzialmente sulle situazioni tipiche della coppia formata da un adulto e da un bambino, cui si unisce un simpatico tocco fantasy. Per una serata spensierata in famiglia.

Bud Spencer è molto più attendibile (e simpatico) allorché molla gli abituali sganassoni di quando è alle prese con il piccolo partner, il simpatico C. Guffrey, il ragazzino di "Incontri ravvicinati del terzo tipo".

Seguito da Chissà perché... capitano tutte a me.

CHISSA' PERCHE'...CAPITANO TUTTE A ME

Usa. Il piccolo extraterrestre H-725 (Cary Guffey), atterrato per sbaglio sul nostro pianeta, è stato adottato dal burbero sceriffo Bud (Bud Spencer) che l'ha faticosamente salvato dalle grinfie dell'esercito e ora tenta di insegnargli l'educazione e come si comporta un bambino qualsiasi, non senza averlo convinto a non usare più il suo micidiale raggio fotonico.

Ribattezzato più umanamente Charly, il bambino e il papà adottivo si rifugiano a Monroe in Georgia dove impazza la delinquenza organizzata.

Ben volentieri il sindaco del paesello Haward (Ferruccio Amendola) appunta la stella dorata sul petto di Bud.

Sarà bene che se la sbrighi lui con i tre terribili fratelli Dinamite e con la temibile squadraccia delle Cavallette. Senonchè, non hanno fatto in tempo a liberarsi dei nemici terrestri che ecco profilarsi all'orizzonte un manipolo di alieni cattivi, ansiosi di impadronirsi del pianeta.

Modesto film per famiglie dall'impianto favolistico e fracassone, seguito ideale di UNO SCERIFFO EXTRATERRESTRE...POCO EXTRA E MOLTO TERRESTRE, con il medesimo cast ma a corto di idee.

Tutte le trovate, sempre a cavallo tra avventura, western e fantascienza, erano state esaurite nella fatica precedente.

L'instancabile Bud Spencer, tanto per non perdere l'allenamento, rifila un sacco di sganassoni a chiunque gli capiti a tiro.