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OPERAZIONE VALCHIRIA

Berlino, 1944. Mentre cresce in Germania l'insofferenza, per usare un eufemismo, contro Hitler, che sta portando il paese alla disfatta, il coraggioso colonnello della Wehrmacht Claus von Stauffenberg (Tom Cruise), nobile di nome e di fatto, sta combattendo nel Nord Africa (Tunisia) ma ha già maturato una profonda ribellione contro i metodi hitleriani.

Un attacco aereo lo priva di un occhio, del braccio destro e di due dita del sinistro. Rientrato in Germania si unisce a un folto gruppo di alti ufficiali, guidati dal generale Ludwig Beck (Terence Stamp) che preparano il golpe: se riuscirà, il generale Friedrich Olbricht (Bill Nighy) sarà il nuovo capo di Stato.

Il piano prende progressivamente forma: si dovrà attentare alla vita del Fuhrer e immediatamente dopo, attuando un piano già istituzionalizzato, accusare le SS dell'omicidio, neutralizzarle e assumere il comando di una nuova Germania.
Per compiere materialmente l'attentato si offre il coraggioso colonnello.

Messi al sicuro a Bamberg la trepidante moglie Nina (Carice Van Houten) e i quattro bambini, il 20 luglio 1944 il temerario ufficiale in persona porta l'ordigno esplosivo nella Tana del Lupo ed è testimone dell'esplosione. Quello che non sa è che Hitler si è salvato.

Al lungo prologo il regista Bryan Singer fa seguire un lunghissimo giorno: quel 20 luglio che doveva cambiare la Storia e che invece vede crollare il sogno di un uomo come minimo coraggioso, che aveva sognato di incarnare la "Germania segreta", ma il cui sogno si era infranto nello scontro con un altra lealtà: quella di un subordinato, per giunta, il maggiore Otto Ernst Remer.
Perchè la forma breve della guerra civile, il colpo di Stato, offre al militare il dilemma di quale lealtà sia vera.
L'esigua vocazione golpista dei militari tedeschi era nota dal disastroso Putsch di Kapp (1920), ma la facile destituzione del Duce nel luglio del 1943 li aveva rinfrancati. In Germani però non c'era un re: i militari giuravano fedeltà al Fuhrer. Così, come nel 1920, anche il complotto del 1944 fallì. E sull'aristocrazia, che l'aveva ideato, s'abbattè il terrore nazista, analogo a quello giacobino.



Accantonata per un attimo la realtà storica il film è un avvincendente dramma sviluppato come un giallo, romanzando una vicenda su cui sono stati scritti molti libri.

Tom Cruise incarna con passione e credibilità l'eroe puro e (quasi) senza paura.
Restano nella memoria due sequenze che meritano la sottolineatura. La prima, tipicamente hollywoodiana, in cui la famiglia del colonnello è costretta a interrompere un momento gioioso per cercare riparo in un rifugio mentre, simbolicamente, sul piatto del grammofono gira la Cavalcata delle Walkirie di Wagner. La seconda, molto più cinematografica nel senso migliore del termine, è quella in cui viene battuta la (falsa) notizia della morte del Fuhrer e una delle addette scoppia a piangere. Segno tangibile del potere di fascinazione di qualsiasi dittatura.

Perchè è stato girato "Operazione Valchiria"? Per due motivi: il primo, fidando sulla leggendaria ignoranza delle giovani generazioni (chissà se Hitler sopravviverà al micidiale attentato?); il secondo, per ricordare che non tutti i tedeschi furono nazisti. E pazienza se i refrattari erano soprattutto aristocratici.


BLACK BOOK

Olanda, settembre 1944. La bella cantante ebrea di varietà, Rachel Stein (Carice von Houten) cerca di riparare in Belgio con i genitori e il fratello, ma il barcone zeppo di fuggiaschi ebrei cade in un'imboscata delle SS.

Unica sopravvissuta all'esecuzione di massa, cambia identità (diventa la bionda Alice) ed ottiene asilo in una cellula della resistenza olandese nella quale milita il coraggioso medico Hans Akkermans (Thom Hoffman).

Rachel decide di mettere la propria bellezza al servizio della resistenza e con audacia e faccia tosta s'infila nel letto del fascinoso capitano nazista Luwing Muntze (Sebastian Koch), e se ne innamora, prontamente ricambiata.

Il sentimento che li lega non le impedisce di portare a termine la missione: il piazzamento di un microfono nascosto, grazie al quale i resistenti riescono a carpire i segreti degli invasori.

Dall’altra parte della barricata, Rachel è amata anche da Hans.

Una notte, durante un’irruzione per liberare dei prigionieri, vengono uccisi numerosi partigiani: è successo che il sadico tenente Gunther Franken (Waldemar Kobus), l'ufficiale che ha sterminato la sua famiglia, ha mangiato la foglia e Rachel si ritrova accusata di essere una spia ma niente è quello che sembra e nessuno è quello che dice di essere.

Appassionante e crudele dramma giallo con la guerra sullo sfondo, ispirato ad una storia vera, diretto con grande senso dello spettacolo dal regista olandese Paul Verhoeven, tornato in patria dopo vent’anni trascorsi alla corte di Hollywood, dopo la carne e i microcircuiti di Robocop, dopo il sesso sotto la gonna di Basic Instinct, dopo il corpo assente dell’Uomo ombra.

Paul Verhoeven torna in Europa e apre il libro nero della Resistenza olandese. Il libro mai ritrovato del titolo, che conteneva i nomi di traditori e collaborazionisti, fu conservato fino al 1946 da una giovane donna, l’avvocato De Boer, uccisa da ignoti.

BLACK BOOK è un affresco realistico della resistenza olandese al nazismo che abbraccia i codici del melodramma e del feuilleton, con una sfilza infinita di impudenti doppiogiochisti, fanciulle di minima (ma proprio minima) virtù, attentati, torture, bombardamenti e vendette.

Black Book recupera quel tempo storico, quello dell’occupazione, della resistenza, dell’arrivo degli alleati canadesi e della liberazione, interpretandolo in maniera spregiudicata. E nel delicato passaggio dalla dittatura alla libertà, il regista inserisce eroi impostori e malvagi valorosi, interrogandosi sull’ambiguità della natura umana e sulla sua vocazione alla sopraffazione.




Quella di Verhoeven è una ricostruzione buia che ricorre alla rappresentazione della violenza e dell’erotismo, diffuso nel film dalla straordinaria protagonista, Carice Van Houten, da quel corpo, piazzato al centro della storia annegata nella Storia e aperto alla vista di un'intimità forzosa, cercata come via di fuga, e a cui gli uomini reagiscono cedendo all’irresistibile tentazione di possederlo.

La cornice che racchiude la memoria di Rachel è il neonato Stato di Israele, creato dalle Nazioni Unite nel 1948 per raccogliere il massiccio esodo degli ebrei europei. Uno Stato ancora una volta "in guerra", minacciato, difeso e resistente.

Nel film non c'è personaggio che riesca a guadagnarsi l'assoluzione, con l'inevitabile linea di confine tra buoni e cattivi non facilmente tracciabile.