FICO D'INDIA

Cavagnano (Lombardia). Anche il sindaco Lorenzo Milozzi (Renato Pozzetto) è una vittima dell' intollerabile coprifuoco serale.

Con tutti quei delinquenti per le strade, meglio starsene in casa, cosa non del tutto spiacevole quando si ha una moglie giovane e carina come Lia (Gloria Guida).

Guarda caso, l' irreprensibile ed attraente signora è anche l'unica femmina che non sia ancora caduta nella rete del playboy locale lo scapolone impenitente Ghigo Buccilli (Aldo Maccione), ricco proprietario di pescherecci.

E la tacca non verrà impressa, perché il "trapanatore" finirà sì nel letto che mancava alla sua vasta collezione, ma in assoluta immobilità per un infarto malandrino che gli cambierà la vita.

FICO D'INDIA di Steno è una scontata ma simpatica commedia degli equivoci, meno volgare della media, che ironizza sugli intrallazzi e i pettegolezzi della provincia, avvalendosi di un duo di tutto rispetto: Renato Pozzetto, che spara un paio di battute gustose, in un ruolo finalmente un po' diverso dal solito e Maccione nei panni di un irrefrenabile corteggiatore (e pescatore) che danno vita a gradevolissimi battibecchi.

Gloria Guida, al minimo sindacale in quanto a recitazione, si sfila la sottoveste con grazia e regala nudi sempre con grande eleganza e naturalezza.




Emerge timidamente con una gustosa prestazione un tipo che farà strada: Diego Abatantuono (il ruspante teppista notturno).

Tra i colpevoli, nell'inedita veste di sceneggiatore, s'annida perfino un insospettabile Raimondo Vianello.

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