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AGLI ORDINI DEL FUHRER E AL SERVIZIO DI SUA MAESTA'

E' uscito di prigione grazie allo scoppio della seconda guerra mondiale, l'abilissimo ladro e scassinatore inglese Eddie Chapman (Christopher Plummer).

Infatti quando le truppe del Fuhrer hanno occupato l'area, si è offerto di lavorare per loro come spia se lo avessero liberato e pagato.

I nazisti vogliono approfittarne e dopo un corso alla scuola di spie ariane lo fanno paracadutare in Inghilterra.

Il tempo di mettere i piedi nella perfida Albione  e la spia informa di tutto l'Intelligence Service britannico.

Diventa così un doppio agente in cambio di (altro) denaro e della ripulitura della fedina penale.

La medaglia no. E' troppo.

AGLI ORDINI DEL FUHRER E AL SERVIZIO DI SUA MAESTA', ispirato alle vicende di un personaggio realmente esistito, è la classica opera di spionaggio bellico diretto con mestiere dal regista Terence Young (del resto a suo agio con il genere per avere diretto alcuni film di James Bond).

L'elegante Christopher Plummer dà al protagonista la necessaria ambiguità e le giuste sfumature.

L'attore è affiancato da un cast di tutto rispetto ma il film rimane un prodotto piuttosto convenzionale che appassiona poco ed è diretto sopratutto agli estimatori del genere.

Rimane solo una domanda (nella realtà): per chi ha veramente parteggiato questo spavaldo personaggio?

L'UOMO CHE VOLLE FARSI RE

India, seconda metà dell'Ottocento. I due ex sergenti dell'esercito britannico Daniel Dravot (Sean Connery) e Peacy Carnehan (Michael Caine) partono alla conquista di un regno tra le montagne del Kafiristan, regione che più di venti secoli prima era stata dominata da Alessandro Magno, e si tirano dietro il giornalista Rudyard Kipling (Christopher Plummer).

Ostacoli e pericoli non li preoccupano ed eccoli finalmente in uno sperduto paese, che ben presto salvano dai predoni

Inaudito colpo di fortuna: il simbolo della massoneria appeso al collo è identico a quello scolpito su un antico sarcofago.

Il popolino, stupefatto e genuflesso, grida al miracolo e prontamente offre a Daniel lo scettro reale.

Già che ci sono, mi sposo anche la nobile e bellissima Roxana.

Ma dopo l'ascesa segue la caduta.

L'UOMO CHE VOLLE FARSI RE è una monumentale, lenta e maestosa favola del possente regista John Houston, tratta dall'opera giovanile omonima pubblicata da Rudyard Kipling nel 1888 nella raccolta "Wlee Willie Winkie and Other Stories".

Il regista iniziò a pensare ad un adattamento cinematografico negli anni '50, con Clark Gable e Humphrey Bogart come protagonisti. Man mano che la sceneggiatura prendeva corpo i nomi degli attori divennero Burt Lancaster e Kirk Douglas e in seguito Robert Redford e Paul Newman.

Fu quest'ultimo a suggerire al regista di scritturare le due "terribili canaglie" Sean Connery e Michael Caine, e il film, dopo anni di gestazione, viene infine realizzato nel 1975 proprio con Connery e Caine nei panni di due massoni.

Sospeso tra storia ed avventura, girato in Marocco e sulle Alpi francesi abilmente contrabbandate per il magico Oriente, benchè caratterizzato da un ritmo non irresistibile, il film è interessante per il "taglio" ironico che la sceneggiatura dà alla vicenda e per il buon uso della fotografia che sfrutta a dovere paesaggi naturali di grande bellezza.

Il film ottenne quattro nomination all'Oscar e l'attore scozzese con licenza di uccidere conquistò finalmente il favore della critica (ma qui Caine è più bravo).

L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE

Filadelfia (USA), anno 2035. Il grosso ergastolano James Cole (Bruce Willis) vive, come tutti, sottoterra, tra i pochi superstiti dell'apocalisse che nel 1997 ha ucciso cinque miliardi di persone (la superficie è popolata solo da animali).

E' stato un virus, secondo il premio Nobel Leland Goiness (Christopher Plummer).

L'ergastolano accetta di farsi catapultare indietro nel tempo, per scoprire senza ulteriori dubbi le cause reali della catastrofe.

Nel suo girovagare, nello spazio e nel tempo, nel 1917 per sbaglio, nel 1990 e nel 1996, incontra Jeffrey Goines (Brad Pitt), il figlio dello scienziato, apparentemente matto da legare ed internato in una casa di cura dal padre senza scrupoli.

E la bella psichiatra e sanissima Kathryn Railly (Madeleine Stowe).

E le scimmie del titolo?

Niente, non sono altro che una falsa pista.

L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE è un avvincente fumettone futuristico, un film sui viaggi nel tempo in cui vengono modificate delle regole "base". 

E' perciò impossibile modificare il futuro agendo sul passato, motivo per cui il protagonista non può fermare la diffusione del virus ma deve prelevare un campione per consentire agli scienziati del futuro di creare un antidoto.

Non mancano le solite pillole di filosofia incorporate, di Terry Gilliam, genio (presunto o tale) uso a sbalordire.
Il talento visionario è indubbio, anche se manca una capacità di sintesi.

Il finto pazzo Brad Pitt, in camicia di forza per metà del film, dà luogo ad una recitazione talmente esagitata da far venir voglia di riaprire i manicomi.

Macchinoso e sbretellato sul piano narrativo, il 6° film di Gilliam (l'unico americano del gruppo Monty Python) vale su quello figurativo per certe fulminee invenzioni registiche, i desolati paesaggi metropolitani, l'energia recitativa di Willis, l'istrionismo schizoide di Brad Pitt.