IL MISTERO DELLE PAGINE PERDUTE

Washington. Ce l'ha fatta a entrare nella stanza ovale della Casa Bianca, rischiando anche di essere accusato di sequestro di Presidente, lo scatenato cercatore di tesori Ben Gates (Nicolas Cage): c'è da difendere l'onore degli avi che vengono accusati di aver cospirato contro Abramo Lincoln.

Con la bionda archeologa Abigail Chase (Diane Kruger) e l'appoggio esterno dell'ambiguo Sadusky (Harvey Keitel) insegue la mappa della città dell'oro. Il primo brandello l'ha trovato a Parigi, e ora, dopo che è riuscito a ottenere l'aiuto oltre che del padre Patrick (Jon Voight) anche della mamma Emily (Helen Mirren), è intenzionato a sbrogliare la matassa, riunendo, passo dopo passo, i tasselli del puzzle, sempre più intricato e foriero di sensazionali sorprese e colpi di scena.

Anche perchè c'è il losco Jeb Wilkinson (Ed Harris) che punta allo stesso risultato finale.

Ingarbugliato, frenetico, e poco appassionante seguito del primo National Treasure (titolo originale americano) conosciuto in Italia come il "Mistero dei Templari", che venne acclamato un po' ovunque come migliore film-clone di Indiana Jones, che parte addirittura dall'assassinio di Lincoln per impantanarsi tra tavolette antiche da decodificare, serrature e codici segreti.

Malgrado l'immissione di qualità derivante dalla partecipazione alla pellicola di grandi attori quali Ed Harris e Helen Mirren (la mamma del protagonista), senza dimenticare quelli già presenti, si segnala solo per qualche spruzzata di autoironia, un tumultuoso inseguimento tra le vie di Londra e un Presidente degli Stati Uniti disponibile e simpatico: la trama è ovviamente strampalata, così come molte delle situazioni che si trovano a vivere i protagonisti.

Troppo poco per parlare di bel film.

Abbastanza per permettere al film di raggiungere l'obiettivo principale: divertire e intrattenere il pubblico, facendogli passare due ore di avventura vecchio stile.

Nicolas Cage, come spesso gli capita, ha la stessa espressione dall'inizio alla fine, ma sembra a suo agio nei panni dell'eroe molto per caso.

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