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PACCO, DOPPIOPACCO E CONTROPACCOTTO

Dieci episodi, tutti ambienti a Napoli ( e dove sennò?).

Tutta la varia umanità partenopea: c’è la vedova poco affranta (Marina Confalone) che per riavere la casa, la fa credere occupata dallo spirito del marito.

C’è lo studentello di liceo che per ingraziarsi il professore di matematica (Alessandro Haber) spaccia una vistosa e piacente squillo (una splendida Mara Venier) per sua madre.

C’è il fasullo fiscalista (Leo Gullotta), che presa la mazzetta, dà in pasto ai topi dell’ufficio delle Imposte la documentazione delle tasse non pagate, nello specifico l’odiosa tassa sulla salute, con l’aiuto di una provvidenziale fetta di formaggio.

C’è il finto cieco (un irresistibile Giobbe Covatta) che improvvisamente e miracolosamente riacquista la vista per un ricatto d’oro.

E così via.

PACCO, DOPPIOPACCO E CONTROPACCOTTO è la solita Napoli, non destinata ad avere una faccia pulita, quella che viene fuori da questo film del regista Nanni Loy, che confeziona una simpatica commedia, grottesca, a volte comica, sicuramente amarognola sull’arte di arrangiarsi, quasi sempre alle spalle del prossimo credulone, anche se molto spesso il truffato è più spregevole del truffatore.

Piccoli imbrogli, stangatine e qualche beffa si susseguono in questa sorte di sceneggiata divisa in dieci siparietti piuttosto spassosi, dove il regista sembra stare sempre dalla parte del truffatore con la giustificazione pronta: che volete farci, signori miei, dobbiamo pur campare.

La rappresentazione bonaria dell’eterna e continuamente in evoluzione “arte di arrangiarsi”.

Attori bravi e perfettamente calati nell’ambiente e nello stile di questa arruffona Napoli.

Da vedere.

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