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40 ANNI VERGINE

Usa. Il placido, garbato e gentile Andy Stitzer (Steve Carrell) ha un lavoro sicuro in un negozio di elettronica e una notevole collezione di action figure, ma ha un "problema": a quarant'anni è ancora vergine.

E' stata una sua scelta ma quando i suoi colleghi, grezzi ma in fondo affezionati, lo scoprono, pensano che sia l'ora di fargli cambiare idea.

Così preparano una lista di fidanzate.

Ma lui ha adocchiato la coetanea Trish (Catherine Keener), madre di tre figli, già d'accordo per il flirt castissimo.

Però gli amici faranno di tutto per portarlo al fatidico obiettivo...

40 ANNI VERGINE è una bizzarra, estenuante commedia sentimentale, che avrebbe avuto bisogno di un copione meno sboccato e dialoghi più intelligenti.

Molto apprezzata (forse al di là dei propri meriti) dalla critica americana visto che la comicità è spesso di grana grossa, pur tra qualche battuta spassosa per una risata a denti stretti.

Alcuni elementi del film, come la caratterizzazione del luogo di lavoro e dei compagni/amici del protagonista, la bella presenza di una invecchiata ma sempre affascinante Catherine Keener ed alcune "riflessioni" indovinate, provano ad innalzare 40 ANNI VERGINE sopra la media dei film di genere.

Il problema non sono tanto le scontate battute più o meno pesanti e le allusioni (neanche troppo volgari), ma il fatto che proprio non si riesce a ridere o almeno a divertirsi un po'.

Certo, l'impacciato protagonista Steve Carell ha lo sguardo giusto da cane bastonato, ma nel complesso manca la verve adatta a una commedia di questo tipo.

40 CARATI

New York. Condannato a 25 anni per aver rubato un grosso e prezioso diamante appartenente ad un avido e discutibile uomo d'affari, Nick Cassidy (Sam Worthington) ha approfittato della licenza concessagli in occasione del funerale del padre per evadere.

Con gran faccia tosta e sotto falsa identità ha preso alloggio in una camera al ventiduesimo piano del lussuoso Roosevelt Hotel e ha ordinato dello champagne; quindi, cancellate accuratamente le proprie impronte, è uscito dalla finestra e ora pencola sul vuoto a 78 metri dal suolo, minacciando di gettarsi giù.

Sono innocente, tuona, mentre la folla guarda all'insù, e voglio trattare solo con la bionda negoziatrice Lydia Spencer (Elizabeth Banks) nota a tutti per aver tentato senza successo di evitare un tentativo di suicidio qualche tempo prima.

Altrimenti mi butto. 

GENESIS RODRIGUEZ
Paralizzato il traffico e attirata l'attenzione dei media, alla donna non rimane che cercare di capire: Nick vuole davvero suicidarsi o ha un altro fine?

40 CARATI  è un avvincente e adrenalinico poliziesco, anche se tirato un pò per le lunghe e raramente plausibile, severamente vietato a chi soffre di vertigini.

Certo la figura del poliziotto innocente incastrato in un gioco più grande di lui non è il massimo dell'originalità.

Genesis Rodriguez effettua il colpo del secolo (poco) vestita come se fosse a un provino per spogliarelliste (però, che fisico!!!).

Non si salva neanche la Banks (poco convincente) e anche Ed Harris sembra eccedere nel tratteggiare con perfidia il ruolo del rapace magnate David Englander.
              
Insopportabile la folla che parteggia per il protagonista come se fosse allo stadio; ancora peggio lo stucchevole finale...