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SUPERFANTOZZI

Diciotto episodi. Riecco il derelitto Fantozzi (Paolo Villaggio) affiancato dai soliti noti, la remissiva ed amorevole moglie Pina (Liù Bosisio), la mostruosa figlia Mariangela (Plinio Fernando) e l’anocr più imbranato collega Filini (Gigi Reder).

Di volta in volta è un tremebondo Adamo con un sosia più sveglio nel Paradiso terrestre, un pusillanime cacciatore di cristiani alle crociate, un goffo cavaliere da torneo, un ridicolo tirapiedi di Robin Hood, un crociato che ha perduto la chiave della cintura di castità della sua bella, un rivoluzionari francese attaccabrighe, uno spettatore ucciso dal treno dei Fratelli Lumière, un soldatino spaurito nella Grande Guerra, un accanito tifoso di calcio e via sceneggiando, passando anche per la Breccia di Porta Pia.

Con SUPERFANTOZZI  il nostro amato Fantozzi si ritrova a percorrere tutte le fasi della storia nell’ordine cronologico canonico, dalla preistoria al futuro. Una tragicomica cavalcata dalla creazione ad oggi.

Tra tutte vale la pena ricordare quella del resuscitato Lazzaro e la Rivoluzione francese.

Il solito Fantozzi calpestato e offeso da tutti i capetti della Storia, per di più perseguitato da una sbalorditiva sfortuna nera.

L’eterno perdente, un malmenato indistruttibile: una figura che Paolo Villaggio ha trasformato in un tormentone dello schermo.

Una buona variazione sul tema fantozziano con l’avallo del regista Neri Parenti e della inseparabile compagnia.

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