L'ALLENATORE NEL PALLONE 2

Puglia. La Longobarda è stata ripescata in serie A e il losco neo presidente russo Ramenkov richiama, con la forza, il visibilmente invecchiato ma grintoso come sempre allenatore Oronzo Canà (Lino Banfi).

Così per una serie di vicissitudini dovute a promozioni e retrocessioni a tavolino, truffe, fallimenti, cessioni, la squadra di Oronzo Canà può tornare nella massima serie e disputare insieme alle altre grandi un campionato di tutto rispetto, introducendo un modulo che – dopo la Bi-zona, il modulo impossibile 5-5-5 – farà discutere e appassionare: il metodo a farfalla.

E inoltre salta fuori un suo figlio illegittimo, sbandierato dalla bionda giornalista Gioia Desideri (Anna Falchi): il centravanti brasiliano Caninho.

Fragilissima commediola parasportiva, superfluo seguito di un antico film degli anni '80 snobbato dalla critica ma diventato un cult movie, uno dei film più visti, acquistati e chiacchierati degli ultimi cinquant'anni di storia patria.
Insomma più che un sequel è un nostalgico tributo al primo capitolo.

Il vecchio, simpatico e bravo Lino Banfi, più vicino a Nonno Libero che ad Oronzo Canà, si agita invano, mal servito da battute poco divertenti e attorniato da un folto manipolo di famosi calciatori e popolari addetti ai lavori, felici di un autoironica comparsata.




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