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IL COMPAGNO DON CAMILLO

Brescello. Il vulcanico parroco Don Camillo Fernandel dà fuori di matto quando il poco diplomatico sindaco Peppone (Gino Cervi) gli annuncia di punto in bianco che sta preparando i festeggiamenti per il gemellaggio con una cittadina sovietica dal nome impronunciabile.

Il cocciutissimo sacerdote, che chiaramente non gradisce, mille ne pensa e duemila ne fa per sabatore il progetto.

Tutto inutile.

Fino al colpo di fortuna: scoperta casualmente una scappatella sentimentale del rivale, lo ricatta: o mi porti a Mosca o spiffero tutto a tua moglie.

E Peppone è costretto a subire, trascinandosi oltre cortina di ferro, sotto falso nome, l'infedele compagno intrufolato: con documenti falsi e senza il vestito da prete, lui sarà per tutti quanti il compagno Tarocci.

Però in gran segreto il primo cittadino prepara la vendetta.

Affidato a Luigi Comencini, il quinto episodio della strapaesana guerra, purtroppo, è l'ultimo "Don Camillo" interpretato da Fernandel e Gino Cervi!
Ricalcando i precedenti nella prima parte va nella novità con il viaggio in URSS e le baruffe russe. Il tutto condito da momenti toccanti e dolci come la ricerca della tomba del fratello del Brusco, che va ad accendere il lumino sul campo di grano (con il sottofondo di "Tapum"), la rinascita di una chiesetta ortodossa, la storia d'amore fra Scamoggia e Nadia...

Non disturbano neanche le gratuite storielle sentimentali.

Comunque anche con un colbacco da operetta, Fernandel e Gino Cervi restano una doppia deliziosa che rappresenta le due facce di un'italica medaglia.

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