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I LUNGHI GIORNI DELLE AQUILE

Inghilterra, 1940. La Germania nazista ha completato la conquista della Francia ed ora Hitler è intenzionato ad invadere anche il suolo britannico.

Il predominio dell'aria da parte del maresciallo Goering sembra schiacciante: 2500 aerei della Luftwaffe contro 600 appena della RAF.

Per evitare la capitolazione ogni aereo britannico avrebbe dovuto abbattere almeno quattro aerei del Terzo Reich.

Quello dell'aviazione inglese sarà una resistenza leggendaria. Anche grazie all'aiuto dei piloti di altre nazionalità, polacchi compresi.

I LUNGHI GIORNI DELLE AQUILE rappresenta la ricostruzione della Battaglia d'Inghilterra. Grande impiego di mezzi per celebrare una grande battaglia, ma il risultato è mediocre.

La pellicola ha il limite maggiore in una sceneggiatura poco appassionante (nonostante il tema) e di un'eccessiva prolissità e lunghezza. Inoltre impiega piuttosto male l'ottimo nugolo di star (del momento) nel cast.

Le scene "a terra" denunciano una regia fiacca, sono largamente scontate, caratterizzate da ambienti rappresentati male (castelli scintillanti, sale comando asettiche ma questo è una pecca comune di quel periodo) e inutili fanfare musicali.

Le scene aeree sono imponenti e con l'impiego dei velivoli giusti ma tutte uguali fra loro e schematiche (primo piano, colpo di mitragliatrice, aereo che fuma, caduta).

Sicuramente visto al giorno d'oggi appare datato.

Occasione sprecata.

110 E FRODE

USA. John (Jason Lee) è un bravo ragazzo responsabile e laborioso. Purtroppo (per lui) è preda di Elaine Warner (Leslie Mann), la fidanzatina perfetta, per giunta figlia del suo dittatoriale datore di lavoro.

Hanno appena raggranellato a fatica la somma di trentamila dollari, capitale necessario quale acconto per mettere su casa e convolare a giuste nozze.

Ma proprio in quel momento Noreen, l’amata nipotina di John, figlia della libertina sorella Patty, cresciuta tra mille difficoltà, gli comunica di essere appena stata scelta a Harvard, e gli ricorda la sua promessa di mantenerla agli studi.

Come dirlo alla mia futura moglie?

Per trovare gli altri trentamila dollari dunque il giovane si rivolge allo squinternato amico Duff (Tom Green), che vive alla giornata.

Il bislacco amico ce la metterà tutta per aiutare l'amico, anche se con metodi "poco ortodossi".

Insomma si ritrovano a fare cose molto sbagliate per ragioni perfettamente giuste e insieme si improvvisano scassinatori, rapinatori, estorsori, con esiti catastrofici.

110 E FRODE è la tipica commedia per teenager che amano le battutacce e vogliono mettere il cervello in stand by.

Condita dal solito umorismo a sprazzi, ne rende difficile la completa stroncatura.

Quello che sembra rianimare una storia altrimenti forse troppo banale sono i personaggi di contorno: dal padre di lei col quale i rapporti sono costantemente tesi (Dennis Farina) al detective che comincia a trovarsi i due protagonisti sempre tra i piedi (John McGinley).

E il ricco e insospettabile giudice proprietario di una villa (Richard Jenkins), feticista che sorprende i ladri per costringerli a vestirsi e comportarsi come l'ex moglie defunta o l'immancabile gangster da operetta (Chris Penn).

La regia di Bruce McCulloch tiene il ritmo piuttosto alto, peccato solo che alcune gag, che prese singolarmente sono anche esilaranti, siano spalmate in un tempo troppo lungo.

Una visione male non può fare.