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ANCORA VIVO

Jericho (Texas), 1931. Il pavido sceriffo Ed Galt (Bruce Dern) assiste senza muovere un dito e ben retribuito alla faida infinita tra le gang dell'irlandese Doyle e dell'italiano Strozzi.

I due sono in acerrima e sanguinosa lotta per il ricco e profittevole contrabbando di whisky nell'epoca del proibizionismo.

Ed ecco che appare dalla polvere il taciturno e pistolero forestiero John Smith (Bruce Willis), che s'infila tra le due bande per mettere zizzania e guadagnare un pò di quattrini.

Nel frattempo salva la malcapitata donna del boss e fa strage di gangsters.

ANCORA VIVO è un cupo e violento poliziesco del veterano Walter Hill, avvincente rifacimento in versione gangster di PER UN PUGNO DI DOLLARI.

Nonostante gli abiti novecenteschi è chiaramente un western, assolato e polveroso.

La vicenda dello straniero taciturno e pistolero, impersonato da un Bruce Willis più accigliato che mai, non tralascia niente dalla sceneggiatura del capolavoro western sopracitato, compresa la torchiatura a sangue di cui rimane vittima.

Il nostro, che racconta la storia in prima persona, cerca di contrastare con l'ironia il devastante mitra del grande gigione bastardo Christopher Walken.

Piombo a volontà!

VELENO

Caserta. Vivono un'esistenza modesta ma felice Rosaria (Luisa Ranieri), finalmente in dolce attesa, e il fiero allevatore di bufale e contadino Cosimo (Massimiliano Gallo).

Purtroppo il terreno di Cosimo e sua moglie Rosaria fa gola all'imprenditore Donato Vasile (Nando Paone), che si serve del nipote, l'abietto avvocato Rino Caradonna (Salvatore Esposito).

I due ostinatamente rifiutano di lasciare che i loro terreni diventino una discarica destinata a tomba di rifiuti tossici: le minacce e le ripercussioni da parte degli esponenti della camorra non li piegano.

I due coniugi non vogliono staccarsi dalle loro radici e dalla loro terra interamente dominata da un potere mafioso che corrompe e distrugge.

Ezio, fratello di Cosimo, e sua moglie, invece, accettano, attratti da facili guadagni, di essere complici della devastazione dei loro territori.

A complicare ulteriormente le cose è la grave malattia di Cosimo causata dal veleno che contamina l'acqua, i raccolti, il bestiame.

Il calvario del protagonista diventa la sintesi delle piccole e grandi contraddizioni di un territorio violato, una terra di fatto abbandonata a se stessa, dove lo Stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove l'unico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale.

VELENO è un crudo melodramma, ispirato a una storia vera nella famigerata Terra dei Fuochi. Il film, per la regia di Diego Olivares, che pesca a piene mani dal filone di GOMORRA , avvince ma esagera con le disgrazie.

Tanto che a minacce e roghi, s'aggiungono un cancro incurabile e un immondo pedofilo.

Narrazione molto realista con dialoghi in dialetto.

Il cast si avvale di un'ottima Luisa Ranieri (la quale nonostante la parte dimessa sprizza sensualità da tutti i pori), un intenso Gallo e un laido ma convincente Nando Paone.