TI VA DI BALLARE?

New York. Guardano tutti in cagnesco il nuovo insegnante di danza, l'elegante ex ballerino professionista Pierre Dulaine (Antonio Banderas), uomo dall'evidente fascino educato.

I ragazzi del ghetto, più o meno disadattati e costretti al corso nella malfamata scuola, vanno pazzi per l'hip hop, ma il classico proprio non lo digeriscono.

Poi, poco a poco, avviene il miracolo.

TI VA DI BALLARE?, commedia musical-sociale intruglio di ballo e buoni sentimenti, è la storia vera, riveduta e corretta, di Mr. Dulaine, insegnante di standards (i balli da sala classici come il Valzer, il Fox Trot, il Tango e la Rumba) impegnato a coinvolgere un gruppo di giovani con problemi di inserimento sociale.

Insomma un appassionante viaggio nel mondo scolastico giovanile americano, dove la danza diventa uno strumento di recupero e di riscatto sociale da situazioni piuttosto difficili come droga e prostituzione.

Un vero esempio di leadership, al punto da poter essere utilizzato nelle scuole di management.

La regista, esperta di videoclip, Liz Friedlander ha una grande maestria nel girare le sequenze di ballo e riesce a fondere le esigenze di immagine (non sporche al punto giusto) con quelle della gestualità pura, a scapito della trama che risulta veramente troppo semplice e scontata, quasi "fiabesca".

Assolutamente godibili appaiono sia la colonna sonora che le coregografie.

Certo non mancano delle scene eccessivamente caramellosa, attraverso le quali il macho Antonio Banderas, portatore sano di fascino latino, si muove con agile eleganza.

ROBOCOP 2

Detroit, anni 2000 e passa. La città è diventata la capitale del crimine: la polizia è incapace a fronteggiare la violenza, l'amministrazione pubblica rischia la bancarotta e la OCP (Omni Consumer Products), la potente multinazionale che dovrebbe collaborare alla tutela dell'ordine, sfrutta l'egemonia tecnologica ed economica per conseguire il controllo di tutto.

Quanta droga in giro.

L'ha messa in circolo proprio la cattiva multinazionale per "ammorbidire" la cittadinanza.

A ostacolare lo spaccio della "Nuke" c'è Robocop (Peter Weller) lo sbirro automa creato con i resti dell'agente Murphy che, spalleggiato dalla collega Anne (Nancy Allen) fa strage di criminali.

Occorre mettergli contro un altro uomo meccanico, riciclato dal cadavere del boss della droga Cain (Tom Noonan).

E adesso a noi due!

ROBOCOP 2 è una rutilante, fragorosa cavalcata ciberbetica che si compiace di chiasso, effetti e effettacci, insomma violenza fine a se stessa.

Il film mantiene l'inespressivo protagonista Peter Weller, senza conservarne l'ironia di fondo, ma soprattutto senza raggiungere i raffinati livelli di lettura raggiunti dal primo film (che era insieme film d'azione ma anche corrosiva satira socio-politica su temi come capitalismo, privatizzazione, sciopero, bancarotta), che non vengono neanche lontanamente sfiorati in questo sequel.

Quello che resta è un film d'azione che in alcune parti appare coinvolgente e ben fatto (e bello visivamente) come centinaia di film del genere che si dimenticano subito dopo averli visti.

Gli scontri tra macchine killer ed il cyborg poliziotto sono visivamente perfetti, nè manca qualche effettaccio splatter davvero impressionante.

In definitiva la pellicola è infatti un modesto film di fantascienza anni '90 come tanti e basta.

Peccato.
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