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ROBOCOP 2

Detroit, anni 2000 e passa. La città è diventata la capitale del crimine: la polizia è incapace a fronteggiare la violenza, l'amministrazione pubblica rischia la bancarotta e la OCP (Omni Consumer Products), la potente multinazionale che dovrebbe collaborare alla tutela dell'ordine, sfrutta l'egemonia tecnologica ed economica per conseguire il controllo di tutto.

Quanta droga in giro.

L'ha messa in circolo proprio la cattiva multinazionale per "ammorbidire" la cittadinanza.

A ostacolare lo spaccio della "Nuke" c'è Robocop (Peter Weller) lo sbirro automa creato con i resti dell'agente Murphy che, spalleggiato dalla collega Anne (Nancy Allen) fa strage di criminali.

Occorre mettergli contro un altro uomo meccanico, riciclato dal cadavere del boss della droga Cain (Tom Noonan).

E adesso a noi due!

ROBOCOP 2 è una rutilante, fragorosa cavalcata ciberbetica che si compiace di chiasso, effetti e effettacci, insomma violenza fine a se stessa.

Il film mantiene l'inespressivo protagonista Peter Weller, senza conservarne l'ironia di fondo, ma soprattutto senza raggiungere i raffinati livelli di lettura raggiunti dal primo film (che era insieme film d'azione ma anche corrosiva satira socio-politica su temi come capitalismo, privatizzazione, sciopero, bancarotta), che non vengono neanche lontanamente sfiorati in questo sequel.

Quello che resta è un film d'azione che in alcune parti appare coinvolgente e ben fatto (e bello visivamente) come centinaia di film del genere che si dimenticano subito dopo averli visti.

Gli scontri tra macchine killer ed il cyborg poliziotto sono visivamente perfetti, nè manca qualche effettaccio splatter davvero impressionante.

In definitiva la pellicola è infatti un modesto film di fantascienza anni '90 come tanti e basta.

Peccato.

SCREAMERS - URLA DALLO SPAZIO

Pianeta Sirius 6B, anno 2078. Il prode colonnello Joseph Hendricksson (Robert Weller), comandante della navicella spaziale che si è arrampicata fin lassù, una volta rimasto con pochi uomini e senza collegamenti, è colto da atroce dubbio.

Chissà se è veramente finito il folle conflitto spaziale che dieci anni prima ha spaccato in due la confederazione galattica, un pò come l'Italia dopo l'8 settembre, per dividersi le risorse minerarie.

Avventuratosi fuori dal suo bunker in un deserto avvelenato da mortali radiazioni, il tempo di un amen e l'ufficiale galattico con i pochi militi superstiti ha modo di accertarsi del contrario, aggredito com'è da un esercito di evoluti robottini sotto forma di lame rotanti dallo stridore penetrante ed insopportabile, gli “screamers” del titolo.

Costoro, dimostratesi ottime armi di difesa nel corso del conflitto, per un processo spontaneo di metamorfosi, sono diventati minireplicanti degli umani a tutti gli effetti, ereditandone soprattutto l'atavica incontrollabile aggressività. 

 Sotto svariate sembianze, i micidiali ordigni sono ormai pronti a distruggere i loro stessi creatori. E se è facile identificarli sotto forma di piccolo rettile d’acciaio, che fare quando prendono l’aspetto di un bambino indifeso?

Si salvi chi può.

SCREAMERS - URLA DALLO SPAZIO è un dramma fantascientifico tratto dal racconto Second Variety (Modello Due, 1953) di Philip K. Dick (infatti riecheggia il motivo dei replicanti di BLADE RUNNER).

Prodotto a basso costo che economizza talmente tanto sugli effetti speciali da sembrare un reperto degli anni cinquanta, ma che riesce a tradurre in suggestive immagini e in un racconto efficace, nel suo alternarsi di colpi di scena e pause di vuoto pneumatico, l'apocalittico pessimismo dello scrittore.

Insomma come distinguere la macchina dall’uomo, il reale dall’apparente?

Anche se nell'onesta regia del canadese Chris Duguay, il discorso non assume le inquietanti valenze del suddetto BLADE RUNNER: qui il doppio incubo dell’umanizzazione della macchina e della simmetrica disumanizzazione dell’uomo non arriva a farsi metafora.