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LA VEDOVA NERA

Dopo aver fatto copia ed incolla con i tre casi sospetti che si ritrova sulla scrivania, la graziosa agente federale Alex Barnes (Debra Winger) vola alle Hawaii.

È da tempo sulle tracce di una bella e sensuale donna, che sa bene come usare il corpo per accalappiare i polli, che seduce facoltosi scapoli, li sposa, li accoppa per ereditarne le sostanze, poi cambia zona di caccia e ricomincia da capo. Sintesi: si sposa, si accoppia e li uccide ma apparentemente sembrano morti del tutto naturali.

Sulla spiaggia la zelante poliziotta conosce l'affascinante turista Rennie Walker (Theresa Russell), che ha appena preso una sbandata per il ricco playboy Paul Nyutten (Sami Frey).

È lei la vedova nera? Intanto diventiamo amiche (forse un po' troppo) che poi vediamo, come si dice: prima il piacere, poi il dovere. Anche perchè le due donne si assomigliano più di quel che sembra e l'atmosfera si fa elettrica...


Finale con doppia, o tripla, sorpresa.

LA VEDOVA NERA (Black widow) è un ottimo thriller di Bob Rafelson (Blood and wine), ben girato (tiene fino alla fine desta l'attenzione dello spettatore), abbondantemente malizioso e vagamente erotico, comunque fornito di un'indubbia tensione.

Carinissime e brave le due protagoniste della battaglia di dame in tela di ragno, la seducente Theresa Russell e la volitiva Debra Winger, costrette a farsi gli occhi dolci per colpa di un copione piacevolmente morboso, dai risvolti lesbo non proprio velati.

Bella la fotografia che gode dei paesaggi di Seattle, New York, Hawaii.

BETRAYED - TRADITA

Chicago. L'aggressivo conduttore radiofonico (ebreo) di una trasmissione violentemente antirazzista viene fatto fuori tra il gaudio ben celato di mezza città.

Il capoccia dell'Fbi fa indossare i panni da mietitrebbia in gonnella alla sua agente più in gamba, Cathy Weaver (Debra Winger) e la invia, sotto falsa identità, nel profondo sud, in una comunità agricola, dove sembrano indirizzare le tracce del delitto razzista e per indagare sul sanguinario gruppo razzista che firma le sue imprese con la sigla "ZOG".

Il sospettato numero uno è il bel tenebroso Gary Simmons (Tom Berenger), muscoloso agricoltore, reduce del Vietnam (sai la novità!), vedovo, padre di due bambini, rispettabile.

Probabilmente di destra (fascista?), lo si capisce al primo sguardo, anche se è un bravo padre, tenerissimo con i suoi due bambini e con la vecchia madre Gladys.

In effetti la difficoltà principale per l'agente le viene proprio dal fatto che questi "farmers" bianchi, vicini alla rovina economica, sono a prima vista delle persone proprio a modo: premurosi in famiglia, sempre a messa la domenica, forse un tantino rudi ma anche capaci di suscitare una schietta simpatia.

E l'amore, si sa, è cieco. Soprattutto al buio, sotto alle lenzuola.

Il regista Costa-Gravas, in un film che non è certamente il primo sul Ku Klux Klan e sui movimenti di destra dell'America definita "profonda" (?), utilizza un' arma e un ottica nuova: il melodramma politico intriso nella denuncia sociale riverniciato di giallo (d'azione).

La prima parte fila via bene ed è avvincente (è lui o non è lui?), poi, mettendo troppa carne al fuoco, la tensione si allenta e si finisce in stile Ok Corral e raggiunge alti livelli di inverosimiglianza.

BETRAYED - TRADITA rimane, comunque, un film duro che nel suo pessimismo arriva a segno, concepito sicuramente sotto la spinta di profondi convincimenti antirazzisti,  illuminato dalla presenza dell'intensa Debra Winger che , doti fisiche evidenti a parte, regge meglio la scena del ciondolante Tom Berenger.

Insomma un film più che commestibile, pur con tutti i limiti di una impostazione pesantemente condizionata da istanze ideologiche (a senso unico) del regista.

UFFICIALE E GENTILUOMO

Virginia (USA). Il bel giovine Zack Mayo (Richard Gere), povero, ambizioso e complessato (vorrei vedere: mamma suicida, papà alcolista e puttaniere), per compiere il suo salto di qualità, la sua arrampicata sulla scala sociale, si iscrive alla prestigiosa e selettiva Accademia aeronautica, per diventare ufficiale ed ottenere quindi brevetto di volo e quattrini.

Fa amicizia con il fragile commilitone Sid (David Keith) e soffre da morire quando questi si ammazza per il peso di una gravidanza indesiderata capitata (ad arte) con una ragazza del posto che sogna di arrampicarsi sulla medesima scala sociale suddetta e abbandonare il posto dove è nata.

L'ingravidamento da parte di un ufficiale come via di fuga dalla trista realtà.

Inoltre il buon Mayo si deve scontrare con i metodi duri del sergente di ferro, il nero Foley (Lou Gossett jr.)che non lo vede di buon occhio, vista la provenienza, e intanto mette in piedi anche una storia con la tenera operaia Paula (Debra Winger).

Ne uscirà, da tutto, uomo.

Il film non è nè reazionario, nè maschilista, nè guerrafondaio come è stato dipinto da tutte le sinistre di ogni paese. UFFICIALE E GENTILUOMO , diretto da Taylor Hackford è piuttosto la storia, un avvincente miscela di azione e sentimento, magari un pò banale, di un ragazzo che riesce a farcela, con tutte le sue forze.

All'inizio piangendosi un pò addosso, cercando qualche scorciatoia, ma alla fine riuscendoci con il petto in fuori.

Posto dove vengono appuntate le agognate ali da ufficiale e pilota. E gentiluomo.

Richard Gere è nel pieno del suo fulgore, Debra Winger è carina (nulla più), Lou Gossett è credibile nella parte del duro ma giusto sergente istruttore.

Infatti viene premiato con l'Oscar (insieme a quello per la miglior canzone “Up Where We Belong” di Jack Nitzsche, Buffy Sainte-Marie e Will Jennings).