STRADE VIOLENTE

Chicago. Si è fatto undici anni in cella lo scassinatore Frank (James Caan), ladro di gioielli che pensa al colpaccio che lo possa sistemare per sempre dietro la rispettabile facciata di venditore di auto usate.

Così potrà finalmente sposare la sua Jessie ((Tuesday Wedd), metter su famiglia, fare la persona per bene e godersi il malloppo senza patemi. Insomma il sogno di una vita normale.

Ma non può.

Il guaio è che la polizia (corrotta, ca va sans dire) gli sta ancora alle calcagna e un boss della mala vuole costringerlo con il ricatto a compiere un colpo per lui.

Qui non mi lasceranno mai in pace...

STRADE VIOLENTE, fotografia sporca e luce al neon, è un ottimo poliziesco, un classico degli anni '80, che segna il debutto di Michael Mann, che alla stringatezza dei dialoghi riesce ad unire l'ammirevole studio dei caratteri.

Il suo primo film riassume tutti i temi narrativi e tecnici propri del regista americano: trama non banale, ritmo elevato, uso calibrato e mai gratuito della violenza, tecniche di ripresa molto personali ed attenta scelta del cast.

Il bravissimo e in palla James Caan, solido antieroe, è perfetto nel ritratto malinconico di un mascalzone che lotta contro il mondo per la redenzione e che accetta il suo destino e gli va incontro.

Senza piagnucolare.

Pregevole la fotografia notturna.

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