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IMPICCALO PIU' IN ALTO

Oklahoma, 1889. Ha acquistato senza saperlo una mandria rubata il giovane ex vice sceriffo Jed Cooper (Clint Eastwood) e nel vecchio West la punizione arriva in fretta e ha la forma del nodo scorsoio.

Accusato di aver rubato quel bestiame e sommariamente condannato a morte all’ombra di una quercia dalla banda del capitano Wilson (Ed Begley), è salvato appena in tempo dal tempestivo arrivo dello sceriffo Dave Bliss (Ben Johnson).

Sarà il giudice Fenton (Pat Hingle) a decidere della tua sorte, sentenzia l'uomo di legge, dopo averlo liberato dal cappio.

Deportato in città ha la fortuna di veder confermata la sua versione e il giudice, che governa la cittadina col pugno di ferro, convinto che il ricorso massiccio alla forca sia l'unico mezzo per mantenere l'ordine, gli ridà la libertà insieme alla soddisfazione di veder penzolare nell’accecante mattino colui che lo aveva frodato.

Ma a Cooper non basta, lui vuole la sua vendetta su “quei galantuomini” che l’avevano impiccato.

Potrà farlo però soltanto accettando il compromesso: con la stella da sceriffo sul petto, agli ordini del giudice Fenton per vigilare su un territorio di 160 miglia quadrate che è paradiso in terra per assassini, ladri, contrabbandieri, truffatori, fuorilegge.

IMPICCALO PIU' IN ALTO (Hang 'Em High), il primo western interpretato da Clint Eastwood  negli USA dopo il successo planetario delle pellicole girate in Italia con il Maestro Sergio Leone, rappresenta proprio la via di mezzo tra il western alla John Wayne e quello del regista italiano.

Il film infatti "ruba" lo stile spaghetti-western e lo adatta alla realizzazione made in USA, segnando in un certo senso un nuovo modo di intendere il western oltreoceano.

Clint Eastwood (un americano che prima era praticamente sconosciuto nda) interpreta una pellicola riuscita, con tutti gli ingredienti: il giusto, i cattivi, il giudice e la bella dal tragico passato. E a suo modo si ritaglia uno spazio personale ottenuto, appunto, dalla miscela dalle due correnti "di pensiero" amalgamate alla perfezione.

L'azione, i buoni propositi e la solida interpretazione del celebre attore/regista (qua intento a proporsi in un ruolo stranamente "rivoluzionario e sinistroide", con vigorosa critica sociale al sistema giudiziario) ne fanno un titolo sottovalutato, decoroso e significativo nel panorama del genere.

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