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CON GLI OCCHI DELL'ASSASSINO

Spagna. Nella cantina la giovane cieca Sara, che vive da sola ed è inesorabilmente condannata da una malattia agli occhi, sale sulla sedia sotto cui pende un cappio e medita inquieta, al contrario di qualcuno nell’ombra che con un risoluto calcione risolve per sempre i suoi dubbi.

L'affermata sorella astrofisica Julia (Belén Rueda) arriva per funerale con il marito psicologo Isaac.
La polizia ritiene che si tratti di suicidio ma la signora non è convinta: come mai nello stereo c’è una canzone che mia sorella detestava?

Toh, aveva un amante misterioso.

La signora indaga per venire a capo del mistero, mentre il premuroso consorte l’invita a non lasciarsi prendere dalla tensione o, per colpa della stessa malattia degenerativa di Sara, finirà per perdere progressivamente anche lei la vista.

CON GLI OCCHI DELL'ASSASSINO è un discreto thriller-horror di maniera (corridoi bui, rumori improvvisi e inaspettate mani sulle spalle, imposte sbattute dal vento…e tutto il campionario del genere), che strizza l’occhio a Hitchcock con sapiente e moderatissime aggiunte “pulp”.

Molte sono le pellicole che hanno tratto spunto a vario titolo dalla cecità per storie dell'orrore e qui viene inserito anche un elemento di grande fascino, cioè quel legame tra i gemelli, caratterizzato da una ipersensibilità che sembra sconfinare nel paranormale.

Come da tradizione anche in questa pellicola, troppo lunga probabilmente, ogni pretesto è buono per lasciare sola la terrorizzata protagonista, meglio se al buio.

Si è riusciti nell'intento di non far scoprire subito chi è l'assassino e già questa è una buona cosa!  Belle alcune scene di buio con solo il flash della macchina fotografica a chiarire le cose.
Si sarebbe potuta evitare qualche mielosità inutile.

Piovoso.



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