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W DELTA Z

New York. Dopo il ritrovamento del cadavere di una donna incinta, torturata e con l'equazione wΔz incisa sul ventre, lo stagionato e tabagista detective Eddie Argo (Stellan Skarsgaard) e una giovane collega, la novellina Helen Westcott (Melissa George), appena trasferita in città, vengono incaricati di indagare sull'omicidio.

Mentre altri raccapriccianti omicidi, a scapito di noti membri di una gang, avvengono sotto il cielo plumbeo e nel degrado di una città senza legge, le indagini del veterano e della pivella si concentrano sulla traccia pseudomatematica, nella ricerca del significato dell'equazione, facendo un inquietante scoperta.

Le vittime, dopo essere state torturate, sono state poste davanti ad un sadico gioco: scegliere tra uccidere una persona amata o uccidere se stessi.

Forse in un vecchio caso su cui ha indagato in passato lo stropicciato detective e che ancora lo ossessiona la chiave del mistero: può essere la vittima di stupro il serial killer moralizzatore?

Sorpresona finale.

W DELTA Z è un thriller ai confini con l'horror, dall'ambientazione sporca e corrotta, con cui il  regista Tom Shankland gioca, non riuscendoci appieno, a fare il clone di David Fincher (Seven), anche se bisogna dire, forse grazie al cast, che sotto la superficie splatter (concentrata nell'ultima parte), c'è una sufficiente quantità di intensità psicologica.

In questo risaputo viaggio fra la poliziotta-novella-insicura-ma-tosta e l'investigatore tormentato e disilluso sulle tracce dell'ennesimo killer che sequestra, tortura e non si fa mai beccare, il regista riesce a piazzare un coup de théâtre inaspettato ma che non rivitalizza il genere dei seviziatori seriali visti al cinema.

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